PRIMO WELFARE /
Cosa succede con la spending review?
16 luglio 2012

Negli ultimi mesi ci siamo occupati a più riprese dell’iter seguito dai provvedimenti legislativi riconducibili al cosiddetto processo di spending review (Governo: rapporto sulla spesa pubblica e Spending Review e riduzione dei costi, quali prospettive per il welfare?) verso cui il Governo nutre grandi aspettative:

“Nel complesso, la spesa pubblica “rivedibile’’ nel medio periodo è pari a circa 295 miliardi di euro. A breve termine, la spesa rivedibile è notevolmente inferiore, stimabile in circa 80 miliardi. Nell’attuale situazione economica, il Governo ha ritenuto necessario un intervento volto alla riduzione della spesa pubblica per un importo complessivo di 4,2 miliardi, per l’anno 2012, al quale tutte le amministrazioni pubbliche devono concorrere. […] Una riduzione di 4,2 miliardi, da ottenersi in 7 mesi (1° giugno-31 dicembre 2012) equivale a 7,2 miliardi su base annua e corrisponde perciò al 9% della spesa rivedibile nel breve periodo (80 miliardi).”
La prospettiva, dunque, è quella di intervenire in maniera trasversale sulla spesa pubblica, andando ad incidere su tutti i livelli amministrativi in cui è organizzato lo Stato. Regioni, Province e Comuni saranno quindi chiamati, insieme all’apparato statale, a rivedere le proprie spese e le proprie strutture per permettere un risparmio quanto mai necessario nella situazione economica in cui si trova il nostro Paese.

Il governo la scorsa settimana ha reso note le misure che saranno adottate per permettere la revisione della spesa preventivata negli scorsi mesi. Gran parte dei provvedimenti previsti sono contenuti nel recente Decreto Legge 6 luglio 2012, n. 95, a cui si farà riferimento nel proseguo dell’articolo. Secondo la Presidenza del Consiglio gli interventi previsti permetteranno un risparmio di 4,5 miliardi di euro per il 2012, di 10,5 miliardi per il 2013 e 11 miliardi per il 2014. Nelle intenzioni del governo il provvedimento dovrebbe comportare un cambiamento strutturale del funzionamento dell’apparato statale tale da migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi offerti ai cittadini, evitare l’aumento dell’IVA, garantire la salvaguardia di altri 55.000 “esodati” e lo stanziamento di circa 1 miliardo e mezzo (tra il 2012 e il 2014) per la ricostruzione delle zone terremotate.

Provvedimenti relativi al pubblico impiego

Il d.l. 95/2012 prevede una ulteriore centralizzazione dei procedimenti di acquisto di beni e servizi effettuati dalle pubbliche e amministrazioni. In questo senso saranno conferiti maggiori poteri al Consip (SpA del Ministero dell’Economia che gestisce gran parte degli acquisti della PA) che si avvarrà di speciali centrali di committenza sparse sul territorio per la gestione delle spese sostenute dalla PA. Contestualmente saranno previste riduzioni degli organici delle pubbliche amministrazioni. Gli uffici di livello generale e non generale e le relative dotazioni organiche dovranno essere ridotte di una percentuale non inferiore al 20%, così come dovrà essere prevista la rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale non inferiore al 10%. Oltre a queste misure sono previsti interventi che andranno a incidere sulle spese relative a parco auto, consulenze, buoni pasto, ferie e riposi. Anche le società a partecipazione pubblica e le società in house saranno interessate dal provvedimento, e vedranno notevolmente ridimensionate le proprie strutture e articolazioni in modo da favorire una vera concorrenza che in molte aree del Paese, sottolinea il governo, è gravemente assente.

Ministeri

I Ministeri saranno chiamati ad un ulteriore sforzo di razionalizzazione delle proprie strutture finalizzato al contenimento dei costi. In particolare saranno chiusi enti e agenzie che svolgono funzioni che potrebbero essere seguite direttamente dai Ministeri a cui fanno riferimento. E’ previsto l’accorpamento di numerosi istituti di vigilanza e la soppressione di alcuni enti di promozione e garanzia. In particolare il decreto prevede la soppressione dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP) e della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP), le cui funzioni saranno d’ora in poi svolte dall’IVRAP, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e sul risparmio previdenziale (per approfondire si segnala questo ampio articolo di assinews.it). Si segnala inoltre la chiusura dell’Ente Nazionale per il Microcredito, le cui funzioni saranno assorbite dal Ministero del Tesoro. L’eliminazione degli accessi dovrebbe garantire un risparmio di circa 4,5 miliardi nel periodo 2012-2013.

Enti territoriali

Regioni, Province e Comuni saranno largamente interessate dal provvedimento. Nel particolare i trasferimenti dello Stato alle Regioni a Statuto Ordinario saranno ridotte di circa 1,7 miliardi nel periodo 2012-2013, da cui sono escluse le riduzioni che andranno a incidere sul SSN. Le Regioni a Statuto Speciale e le Province Autonome di Trento e Bolzano dovranno contribuire attraverso il trasferimento di circa 3 miliardi nel periodo 2012-2014. La ripartizioni di queste riduzioni dovranno essere determinate dalla Conferenza Stato-Regioni. I Comuni subiranno una riduzione dei trasferimenti pari a 2,5 miliardi nel periodo 2012-2013, mentre le Province si fermeranno a 1,5. Le province saranno inoltre interessate da un processo di riduzione e accorpamento, i cui criteri saranno resi noti a breve, oltre a una ridefinizione delle competenze, che saranno ridotte in favore dei comuni. Gli enti territoriali appaiono tuttavia poco inclini a ottemperare alle richieste provenienti dal Governo, come dimostrano anche alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Presidente dell'Emilia Romagna e della Conferenza Stato Regioni, Vasco Errani, e dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni.

Pubblica Istruzione, Università e Enti di ricerca

Le scuole saranno tenute a versare le proprie risorse finanziare, attualmente depositate presso istituti bancari privati, in un unico fondo gestito dalla Banca d’Italia, che dovrebbe garantire una miglioramento dei saldi di cassa e una disponibilità finanziaria immediata di circa 1 miliardo di euro. Contestualmente il personale inidoneo all’insegnamento o attualmente in esubero sarà destinato allo svolgimento di attività amministrative o all’attività didattica in materie affini. Da segnalare la destinazione di circa 90 milioni di euro per il diritto allo studio e di 103 milioni per la gratuità dei libri di testo nelle scuole secondarie di primo grado.

Sanità

Per quanto riguarda i servizi sanitari il decreto prevede una maggiore attenzione nella definizione dei contratti di servizio, e la possibilità per la struttura pubblica (in deroga all’art. 117 C.C.) di recedere da un contratto che si discosti significativamente (20%) dai prezzi in vigore e quelli di riferimento. Per farmacie e aziende farmaceutiche è previsto un aumento degli sconti obbligatori nei confronti del SSN. Sempre in questo campo sono stati previsti nuovi tetti di spesa sia per la farmaceutica convenzionata territoriale (dal 13.3% al 11.5%) che per quella ospedaliera (dal 2.4% al 3.2%) e relativi meccanismi di ripiano (in caso di superamento del tetto) in cui dovranno giocare un ruolo più incisivo le aziende farmaceutiche. E’ inoltre prevista una riduzione del budget per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditate, che calerà dell’1% nel 2012 e del 2% nel 2013 rispetto allo stanziamento 2011. Per approfondimenti su tutti i provvedimenti previsti in campo sanitario si rimanda a questo articolo pubblicato su quotidianosanita.it.

Alcuni spunti di riflessione

Le misure previste dal pacchetto di spending review qui brevemente accennate potrebbero rappresentare un’importante punto di svolta per il nostro Paese, chiamato a rinnovare una struttura amministrativa e burocratica rivelatasi fin troppo spesso costosa e inefficiente. Tuttavia molti sono gli interrogativi che ruotano intorno al provvedimento recentemente varato dal governo.

In primo luogo c’è da chiedersi quali saranno le conseguenze per i cittadini relativamente ai servizi pubblici, in particolare di welfare. Nonostante il disegno di legge affermi esplicitamente che le misure previste al suo interno non dovranno in alcun modo diminuire la quantità e la qualità dei servizi c’è da chiedersi quanto sia realistica tale aspettativa. Difficile credere che le pubbliche amministrazioni, a fronte di tagli consistenti ai propri organici e alle proprie dotazioni, non riverseranno una parte dei conseguenti disagi sugli utenti finali.

Secondariamente, a fronte della consistente diminuzione dei trasferimenti dallo Stato agli enti territoriali e della concomitante mancata attuazione del federalismo fiscale, il principio di sussidiarietà verticale previsto dal Titolo V della Costituzione appare destinato a un ulteriore ridimensionamento in senso negativo. E’ difficile immaginare come Regioni, Province e Comuni riusciranno a rispondere ai tagli senza indebolire la propria azione nelle materie su cui hanno competenza. Anche in questo caso è difficile non immaginare infelici conseguenze per i cittadini. Tuttavia un arretramento dello Stato in alcuni settori, in particolare quelli legati alla fornitura dei servizi, potrebbe favorire uno sviluppo della sussidiarietà orizzontale e un maggiore coinvolgimento dei corpi intermedi. Anche in questo caso, tuttavia, è difficile prevedere se e come le conseguenze positive potranno compensare quelle negative.

In terzo luogo occorre chiedersi quanto del presente provvedimento sarà confermato dal Parlamento in sede di conversione. A meno che il governo non decida di porre la questione di fiducia, indubbiamente molte delle misure previste saranno oggetto di emendamenti volti a limarle e modificarle, vanificando in parte gli obiettivi assunti dall’esecutivo. La Camere, che in queste settimane saranno chiamate ad esaminare il provvedimento  appaiono tutt’altro che determinate ad approvare senza modifiche il testo uscito dal Consiglio dei Ministri. Molte infatti sono le voci di disappunto provenienti dai partiti e, soprattutto, da parte della società da essi rappresentata. Tuttavia, come mostra un recente sondaggio pubblicato sul Corriere della Sera, circa il 70% degli italiani si dice convinto della necessità di effettuare tagli alla spesa pubblica.

 

Contributi e commenti apparsi negli ultimi giorni sulle maggiori testate del Paese

Il Senato lancia lo sprint sulla spending review.
Roberto Turno, Il Sole 24 Ore, 16 luglio 2012

Spending Review? Un piccolo passo per tornare a crescere.
Paolo Cioccia, Il Corriere della Sera, 16 luglio 2012

Spending Review, sindaci in piazza contro “i tagli del 23% della spesa”.
Giani Trovati. Il Sole 24 Ore, 13 luglio 2012

Spending review. Via all’esame in commissione Bilancio. Emendamenti entro il 19 luglio
Redazione, quotidianosanita.it, 13 luglio 2012

Spendng review: scontro con le Regioni.
Roberto Petrini, La Repubblica, 12 luglio 2012

Spending review, il welfare locale chiuderà i battenti.
Redazione, Rassegna.it, 12 luglio 2012

Spending review: Spi Cgil, a rischio servizi per anziani.
Redazione, Rassegna.it, 12 luglio 2012

Serrata delle farmacie il 26 luglio “Dovete fermare la spending review”
Roberto Petrini, La Repubblica, 11 luglio 2012

Formigoni: tre mosse per salvare le Regioni dai tagli dei prof.
Paolo Nessi, Il Sussidiario, 11 luglio 2012

Spending review che rade al suolo. Intervista a Giulio Sapelli.
Sergio Luciano, Italia Oggi, 11 luglio 2012

La farsa della spending review.
Ugo Arrigo, Il Fatto Quotidiano, 11 luglio 2012

Ospedali: via 7mila posti letto ma stessi servizi.
Valentina Santarpia, Corriere della Sera, 11 luglio 2012

Federfarma Treviso: il Nord paga lo sforamento di spesa del Sud
Redazione, quotidianosanita, 10 luglio 2012

Se la sanità torna ai tagli lineari
Enza Caruso e Nerina Dirindin, La Voce, 10 luglio 2012

Costosi e pericolosi, i piccoli ospedali vanno chiusi
Alberto Aronica, Linkiesta, 10 luglio 2012

Spending Review promossa da UE e Corte dei Conti. 
An.Ga. Il Sole 24 Ore, 10 luglio 2012

“Posto a rischio o mobilità forzata?” Gli statali e i rebus della spending review.
Michele Concina, Il messaggero, 10 luglio 2012

UE e BCE promuovono la spending review. “E’ in linea con le nostre raccomandazioni”
Lucio Ciis, La Repubblica, 10 luglio 2012

Pd: basta tagli lineari sulla sanità, occore accordo tra Governo e Regioni
R
edazione, quotidianosanita.it, 9 luglio 2012

Spending Review. Il decreto inviato al Senato: il testo e tutte le misure per la sanità
Redazione, quotidianosanita.it, 9 luglio 2012

Spending review, sì da 7 elettori su 10.
Renato Manheinmer, Corriere della Sera, 8 luglio 2012

Spending review: tutti i tagli. Piano contro l’aumento Iva.
Sensini Mario, Corriere della Sera, 7 luglio 2012

Sanità: il modello lombardo di spending review.
Redazione, Italia Oggi, 7 luglio 2012

Come risparmiare 200 milioni con un solo farmaco
Nerina Dirindin e Nicola Magrini, La Voce, 2 luglio 2012

Spending review, perché rischiamo di fare un’altra dieta senza risultati.
Nino Lo Bianco, Corriere della Sera, 25 giugno 2012

Spending review e sussidiarietà.
Flavio Felice, Fabio Angelini, Europa, 12 giugno 2012

 

 

 

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