PRIMO WELFARE /
Il Ministro Profumo lancia la "Social Innovation Agenda"
18 maggio 2012

Nel corso del suo intervento al convegno inaugurale del XXIII Forum PA, il ministro Francesco Profumo ha affermato che la situazione di forte crisi in cui si trova il nostro Paese dimostra che i sistemi e modelli su cui da tempo basiamo il nostro stile di vita non sono più in grado di rispondere ai nuovi rischi e bisogni che contraddistinguono il nostro tempo. La società italiana, tuttavia, è diventata più mobile e aperta, e si sono ormai affermate forme innovative di espressione e comunicazione che saranno fondamentali per lo sviluppo futuro. Non mancano, ha tenuto a sottolineare Profumo, esempi concreti di cittadini che, nonostante la crisi, continuano a investire sulla propria formazione e che, attraverso le competenze e conoscenze acquisite, potranno contribuire attivamente alla crescita del Paese. E’ per questo che oggi più che mai serve “un guizzo di intelligenza, una spinta innovativa che non viva la tecnologia in modo autoreferenziale ma che parta da questa per investire tutta la società, cambiando il modo di coinvolgere i cittadini, ripensando alle tipologie e alla modalità di offerta dei servizi di utilità sociale”. Il cambiamento, ha continuato Profumo, deve coinvolgere tutti gli attori che possono e vogliono affrontare queste sfide sociali: cittadini, imprese e pubblica amministrazione sono chiamati alla cooperazione perché la vita dei cittadini migliori senza gravare ulteriormente sui conti pubblici.

Varie sono le buone pratiche, provenienti sia dal mondo del non profit che da quello dell’imprenditoria privata, presenti nel nostro Paese a cui si può guardare con interesse. Nuove forme di social business, esperienze di microcredito, banche etiche, società per la promozione e diffusione di nuove tecnologie e servizi innovativi sono ormai realtà affermate. Occorre tuttavia incanalare gli sforzi di tutti coloro i quali vogliono affrontare queste grandi tematiche sociali attraverso quella che Profumo ha definito “social innovation agenda”.“Ogni euro investito in tecnologia deve essere investito anche nel sociale” perché solo attraverso questa innovazione sarà possibile affrontare problemi più rilevanti come “la riduzione delle emissioni tramite tecnologie pulite, la creazione di infrastrutture intelligenti per la mobilità, la realizzazione di modelli urbani e abitativi più sostenibili, una sanità efficiente, un welfare equo e tecnologico per una società che invecchia”

E’ necessario effettuare una scelta “non solo socialmente buona ma anche economicamente conveniente”, e le nuove tecnologie possono permette di produrre benessere e, contemporaneamente, consentire il contenimento della spesa. Così facendo sarà possibile vedere un nuovo genere di bene comune: la creazione di una grande infrastruttura tecnologica che permetta di far dialogare tutti i soggetti che compongono la società, in grado di generare intelligenza e produrre inclusione. “Non è utopia” ha tenuto a sottolineare il ministro “ma un cambiamento di persone e organizzazioni che in tutta Europa stanno già contribuendo in maniera significativa al miglioramento della società”.
Perché questo avvenga occorrono tuttavia nuove forme di ingaggio tra pubblico e privato e il governo, ha affermato Profumo, si sta impegnando per creare le condizioni affinché pubblica amministrazione, cittadini e imprese possano cogliere le grandi sfide a cui il momento storico ci pone di fronte. Nel concreto “sono stati avviati i lavori per la cabina sull’agenda digitale, è stato lanciato un bando da 240 milioni di euro per le regioni del Mezzogiorno (il ministro si riferisce al bando su Smart Cities e Smart Communities lanciato dal MIUR nel marzo scorso) ed è in fase di definizione un secondo bando da 700 milioni per le regioni del Centro-Nord, destinato alla ricerca per le tecnologie delle città intelligenti”. Inoltre – ha concluso Profumo – si cercherà di sfruttare al massimo le possibilità offerte dall’Unione Europea, che attraverso il programma Horizon 2020 mette a disposizione dei Paesi membri 80 miliardi di euro per la ricerca strategica.
 
 
Riferimenti
 
Sito del Forum PA
 
 
 
Sito del programma UE Horizon 2020
 
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