La riforma della non autosufficienza, avviata con la Legge Delega 33/2023, è fondamentale per rispondere ai bisogni delle persone anziane non autosufficienti in Italia. Tuttavia, la sua attuazione sta incontrando ostacoli significativi, tra cui frammentazione territoriale e sottofinanziamento. È quanto evidenzia Franca Maino, direttrice scientifica di Percorsi di secondo welfare e Professoressa associata presso l’Università Statale di Milano, in un recente articolo pubblicato su Vita.
Per monitorare la riforma, il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza ha avviato un ciclo di incontri territoriali in sette Regioni. Il primo evento, organizzato da Percorsi di secondo welfare, è stato quello sulla Lombardia. Da qui vengono alcuni spunti ripresi da Maino nel suo articolo.
Secondo la docente, il Decreto Legislativo 29/2024, primo provvedimento attuativo della Riforma, rischia di complicare l’accesso ai servizi e creare sovrapposizioni normative, allontanando la riforma dai suoi obiettivi. Inoltre, per renderla operativa sarebbero necessari tra i 5 e i 7 miliardi di euro, ma manca un impegno chiaro da parte del Governo, sollevando dubbi sulla volontà politica di sostenerla.
La Legge Delega da sola non è sufficiente: servono decreti attuativi coerenti, risorse adeguate e una governance nazionale solida. Per la professoressa, senza un intervento tempestivo, la riforma rischia di rimanere inattuata, ampliando le diseguaglianze regionali. Agire ora è cruciale per evitare che l’inerzia blocchi ancora una volta il cambiamento.