PRIMO WELFARE / Lavoro
Dove va il mercato del lavoro italiano? Ecco l'analisi del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali
In Italia aumentano (seppur di poco) gli occupati: crescono in particolare i lavoratori anziani, quelli impiegati nel settore terziario e le professioni non qualificate
10 maggio 2019

Nel secondo semestre del 2018 è iniziato un trend occupazionale negativo moderato ma costante, che ha segnato anche l'avvio del 2019: a pesare sull’andamento del mercato del lavoro nel suo complesso è stata soprattutto la congiuntura economica che, in assenza di inversioni di tendenza, porterà verosimilmente a un calo delle ore lavorate, da un lato, e ad una maggiore cautela delle imprese nelle assunzioni, dall’altro.

Sono queste alcune delle principali considerazioni emerse dall’ultimo Osservatorio sul mercato del lavoro curato Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali il quale, muovendo dall’essenziale centralità delle dinamiche occupazionali nella comprensione dell’andamento dei conti pubblici e, nello specifico, della spesa per il welfare, si propone di analizzare nel dettaglio i dati sull’occupazione relativi al 2018 e ai primi mesi del 2019.

A questo riguardo, il numero negli occupati nel 2018 ha toccato quota 23.269.000; si tratta di un record: un dato in valori assoluto persino superiore a quello pre-crisi, benché il tasso di occupazione non superi quello del 2008 a seguito dell’aumento contemporaneo della popolazione. Cala l’occupazione maschile, mentre cresce la presenza femminile (+503.000 rispetto al 2008), spesso però conseguenza di una maggiore disponibilità (non sempre del tutto volontaria) ad accettare forme di riduzione dell’orario di lavoro, come il part-time.

Notevole rispetto al 2008, ma anche coerente con i trend demografici, lo slittamento degli occupati verso le fasce più anziane, mentre prosegue anche nel 2018 la “migrazione” verso il terziario. Cambia anche la composizione professionale degli occupati: mentre le professioni qualificate calano di oltre 220.000 unità, aumentano più del doppio quelle non qualificate, con conseguente spostamento verso il basso anche della massa salariale.

Aprendo la strada ad analisi e approfondimenti intermedi, la pubblicazione offre infine un outlook sul 2019: quali saranno gli effetti degli ultimi interventi legislativi in ambito occupazionale (Decreto Dignità, incentivazioni fiscali e contributive, ecc) e quale sarà l’impatto del pensionamento anticipato provocato da Quota 100 e dagli strumenti già esistenti con lo scopo di agevolare la flessibilità in uscita dal mercato del lavoro?


Qui è possibile consultare il report integrale

 


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