Tra salute e lavoro: la precarietà ai tempi del Coronavirus
Il virus colpisce gli individui senza tener conto di fattori come reddito, provenienza o status. I suoi effetti però non sono altrettanto equi: i gruppi sociali sono infatti esposti in maniera diversa ai rischi socio-economici, diretti o indiretti, che il virus porta con sé. A essere penalizzati sono soprattutto i lavoratori autonomi, che nell'Italia colpita dalla pandemia sono oltre 5 milioni fra freelance, partite IVA e creativi.
 
Smart working, il pressing del ministero: ''Stop a sperimentazione, ora obbligo per gli uffici pubblici''
In questo periodo di emergenza legata al Coronavirus, il Governo prova a spingere sull'acceleratore in tema di smart working per i lavoratori pubblici. Proprio a tale scopo, una circolare del Ministero della Funzione Pubblica ha recentemente definito alcuni accorgimenti. Tra questo c'è la possibilità di utilizzare i dispositivi personali per lavorare | La Repubblica, 4 marzo 2020
 
Se l'epidemia mette le ali allo smart working
L'esigenza di arginare il contagio da coronavirus induce molte aziende a consentire che i dipendenti svolgano il lavoro da casa. E spinge il Governo a rimuovere alcuni vincoli inopportunamente imposti al "lavoro agile" con la legge di tre anni fa. Ne ha parlato Pietro Ichino, docente dell'Università di Milano, in questo articolo di LaVoce.info | Pietro Ichino, LaVoce.info, 28 febbraio 2020
 
Coronavirus: esteso a tutta Italia lo smart working senza accordo, fino alla fine dell'emergenza
Come vi stiamo raccontando fin dall'inizio dell'emergenza Coronavirus Covid-19, lo smart working oggi più che mai rappresenta un'opportunità per limitare il contagio e, al contempo, cercare di dar continuità alle attività lavorative che si possono svolgere anche in remoto. Il Decreto del Presidente Consiglio dei Ministri del 1° marzo, ora estende la possibilità del lavoro agile, per la durata dello stato d'emergenza, a tutte le organizzazioni dell'intero territorio nazionale.
 
Coronavirus e smart working: arrivano alcuni chiarimenti
Lo scorso 25 febbraio il Governo ha espresso alcuni chiarimenti in merito all'applicazione dello smart working in modalità semplificata per le imprese situate nelle zone a rischio contagio da Coronavirus. In particolare, sono interessate dal Decreto le aziende con sede in Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli, Emilia Romagna e Liguria; sarà inoltre possibile applicare questa misura fino al 15 marzo, inviando solo l'informativa sulla sicurezza.
 
Coronavirus: subito lo smart working. Il decreto e le 3 regole da applicare
L'emergenza Coronavirus spinge in queste ore molte aziende a chiedere a parte dei loro dipendenti di lavorare da remoto, cioè da casa, applicando quindi lo smart working. Anche il Governo - per sostenere tale pratica in questo momento molto particolare - ha introdotto nel Decreto del 23 febbraio 2020 misure per facilitare l’avvio di tali pratiche subito, senza vincoli di accordi aziendali in genere previsti in questi casi | Sergio Bocconi, Corriere della Sera, 24 febbraio 2020
 
Coronavirus, smart working applicabile subito: non servono accordi lavoratori azienda
Lo scorso 23 febbraio il Governo ha approvato il decreto attuativo che facilita l'avvio dello smart working nelle zone colpite dall'emergenza sanitaria legata al Coronavirus-Covid 19. Qualcosa di simile era già successo in occasione del crollo del Ponte Morandi a Genova e dell'alluvione di Torino | Rosaria Amato, La Repubblica, 24 febbraio 2020
 
Parità uomo-donna nella busta paga? Ci vogliono almeno 257 anni
Secondo il Global Gender Gap Report 2020, nel nostro Paese le donne continuano ad essere pagate circa il 20% di meno rispetto agli uomini. Inoltre molto spesso le donne si trovano a svolgere molte più ore di "lavoro non retribuito", cioè quello legato alle attività domestiche e alla cura di dei figli o di genitori anziani | Gustavo Ghidini, Corriere della Sera, 3 febbraio 2020
 
Unioncamere, 1 impresa su 3 che si occupa di welfare e istruzione è guidata da donne
Secondo l'Osservatorio per l'imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, le aziende guidate da donne sarebbero 1 milione e 340 mila e occuperebbero oltre 3 milioni di persone. È molto interessante il fatto che oltre il 30% delle imprese femminili opera nel comparto del welfare (sanità, assistenza sociale, servizi alle famiglie) e dell'istruzione.
 
Politiche di conciliazione vita-lavoro: qual è lo stato dell'arte in Europa?
La direttiva europea sul work-life balance approvata la scorso aprile rappresenta un passo importante nel processo di riforma delle politiche legate alla conciliazione vita-lavoro. Ma qual è l'attuale condizione dei principali Paesi europei su questo fronte? Quali sono le sfide comuni sul tema della work-life balance? Cerchiamo di rispondere a queste domande analizzando i risultati del report "Conciliazione vita lavoro: sviluppo di policy" curato da ANPAL.
 
Il Paese dei Neet: nessuno in Europa ne conta più dell'Italia
Nel 2018 in Italia, i Neet - cioè i giovani che non lavorano e non studiano - nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 29 anni sono pari a 2.116.000 e rappresentano il 23,4% del totale dei giovani della stessa età. Il nostro Paese è primo tra quelli europei per presenza di Neet. Vita non profit ha realizzato un approfondimento su questo scottante tema all'interno del suo magazine mensile | Anna Spena, Vita, 4 dicembre 2019
 
Luci sul lavoro: a festival on the future of the labour market between Italy and the EU
The tenth edition of “Luci sul Lavoro” took place in Montepulciano from the 11th to the 13th of July 2019. The yearly festival is organized by EIDOS (Istituto Europeo di Documentazione e Studi Sociali). The aim of the festival is to focus the attention of policy-makers and different stakeholders on the multiple challenges that the labour market faces nowadays. The title of this year’s festival was ‘Between sustainability and innovation: which future for the labour market?’.
 
La flessibilità non basta: verso uno Smart Working 2.0
Nei giorni scorsi sono stati presentati i risultati della ricerca annuale realizzata dall'Osservatorio dello Smart Working del Politecnico di Milano in collaborazione con Doxa. I dati ci dicono che il fenomeno continua a crescere: in Italia sono infatti 570.000 i lavoratori agili e, in particolare, sono raddoppiati i progetti delle Pubbliche Amministrazioni. In questo approfondimento vi presentiamo i principali risultati dell'indagine.
 
Il paradosso della Lombardia: tanti giovani disoccupati e Neet, ma le imprese non trovano personale qualificato
Un appuntamento fra operatori, istituzioni, giovani ed imprese per mettere a fuoco quel che ha funzionato e quel che invece c’è da migliorare negli interventi a favore dei giovani lombardi. E come connettere la risorsa rappresentata dai giovani alle esigenze espresse dalle imprese. Saranno alcuni dei temi al centro di "Giovani: una risorsa da valorizzare!", workshop organizzato da Mestieri Lombardia e Fondazione Brodolini che si svolgerà mercoledì 9 ottobre al Milano Luiss Hub for markers and students.
 
Sacchi (Inapp): welfare solido, con riforme due milioni di lavoratori protetti in più
Grazie a un ciclo di riforme, nel corso degli ultimi 10 anni si è ampliata la platea di chi, nel nostro Paese, può usufruire di sussidi di disoccupazione nel momento in cui perde il proprio posto di lavoro. Sono infatti 13 milioni i lavoratori "protetti", 2 milioni in più rispetto al passato. A dirlo è l'Inapp,l'Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche, nel corso del festival "Luci sul lavoro" di Montepulciano | Avvenire, 11 luglio 2019
 
Lavoro povero (e nero): il virus del terzo millennio
I braccianti di Rosarno e i riders nelle metropoli sono solo la punta dell’iceberg. Il «cattivo lavoro» è un virus. Lavoro povero e sotto pagato. A cottimo, due, cinque euro all’ora. Non più circoscritto all’agricoltura e ai servizi. Le pratiche di sfruttamento dei lavoratori si stanno diffondendo in ogni settore. Anche intellettuale. Con il rischio di una profonda involuzione sociale. A sollevare il tema è Fondazione Ismu. | Paola D'Amico, Corriere Buone Notizie, 2 luglio 2019
 
L'apprendistato torna a crescere, ma ora serve un quadro normativo certo e una cultura che lo valorizzi
Lunedì 17 giugno è stato presentato il XVIII Rapporto di monitoraggio sull'apprendistato. Il documento, elaborato dall'INAPP in collaborazione con l'INPS per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, analizza lo stato dell'apprendistato nel nostro Paese nel periodo 2016-2017 e offre alcuni dati interessanti su questo fenomeno. Abbiamo chiesto a Stefano Sacchi, Presidente di INAPP, di aiutarci ad approfondire i contenuti del Rapporto.
 
Il CNEL annuncia un disegno di legge per dare più welfare e tutele ai lavoratori autonomi
La Consulta sul lavoro autonomo e le professioni istituita presso il CNEL ha annunciato la presentazione di un disegno di legge per ampliare gli strumenti di welfare riservati ai lavoratori autonomi. Il Ddl prevederà anche un ammortizzatore sociale universale, finalizzato all'eventuale sostegno ai professionisti nei periodi di forte riduzione del reddito.
 
Occupazione femminile? Cresce grazie a nidi e materne
Più asili nido e più posti nelle scuole materne favoriscono l'occupazione femminile. Il rapporto, per molti scontato, tra la maggiore presenza e fruibilità di servizi per l'infanzia e la riduzione dei livelli di disoccupazione femminile è stato recentemente evidenziato da un'indagine effettuata dalla Fondazione Openpolis | Lorenzo Maria Alvaro, Vita, 2 maggio 2019
 
La fuga dei giovani è la nuova paura
Secondo un recente sondaggio pubblicato all'interno de "L'Economia", inserto del Corriere della Sera, nel nostro Paese due persone su tre vedono nella fuga dei propri giovani all’estero una minaccia superiore o almeno altrettanto grande rispetto all’immigrazione | Federico Fubini, L'Economia - Corriere della Sera, 25 aprile 2019
 

 
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