PRIMO WELFARE /
La grande incertezza
Instabilità politica ed economica al centro delle paure degli Italiani
25 febbraio 2014

E’ stato presentato lunedì 24 febbraio il “7° Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa” realizzato per Fondazione Unipolis da Demos&Pi e Osservatorio di Pavia. Dalla ricerca emerge come l'insicurezza economica continui ad essere in cima alle preoccupazioni degli Italiani, amplificata dall’incertezza politica. Calano, invece, la paura dell’immigrazione e della criminalità rispetto agli anni pre-crisi.  

 

L’indagine

 

Il Rapporto si basa su un’indagine svolta su un campione rappresentativo della popolazione italiana e dei principali paesi europei, e su un’accurata rilevazione dell’informazione di tutti i telegiornali italiani e dei maggiori TG di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna, nonché – per la prima volta da quando il Rapporto viene realizzato – su due dei più diffusi quotidiani di ciascuno dei Paesi considerati, cui si è aggiunta una sperimentazione relativa a come in Italia il tema sicurezza è stato affrontato su Twitter.

Le paure degli Italiani

L’insicurezza economica continua ad essere in cima alle preoccupazioni dei cittadini: ben il 73% degli intervistati la considera come emergenza principale, anche come somma dei diversi elementi, quali disoccupazione – il 50% ha come paura principale quella di perdere il lavoro – tasse, costo della vita. Una percentuale complessiva inferiore di sei punti percentuali rispetto all’anno scorso, ma di 15 più alta rispetto al 2009.
Gli italiani si percepiscono impoveriti, al punto che l’85% ritiene che la distanza tra “chi ha poco” e “chi ha molto” sia parecchio aumentata negli ultimi dieci anni, segno di una “società che scivola verso il basso”. A farne le spese sono soprattutto i giovani: quasi il 60% degli italiani ha come principale “paura” il futuro dei figli, il che porta la maggior parte delle persone (67%) a considerare l’emigrazione all’estero la sola speranza possibile per i ragazzi.

Ad alimentare ulteriore preoccupazione e sfiducia è la situazione politica. Considerata incapace di risolvere la crisi e i problemi economici del Paese, la politica è essa stessa diventata un fattore di insicurezza: il 68% degli italiani intervistati, infatti, si dichiara “frequentemente” preoccupato per “l’instabilità politica”. Si determina così una sorta di circuito vizioso nel quale la crisi economica determina una forte insicurezza nelle persone, ma la difficoltà o l’incapacità della politica di trovare assetti stabili e di creare opportunità di lavoro, reddito e sviluppo, produce maggiore disillusione, accrescendo ancor più la percezione di insicurezza nelle persone. Un problema che appare particolarmente grave in Spagna ed Italia, rispetto agli altri Paesi europei (Figura1). Ma è l’antipolitica il vero elemento di novità: il 18% degli Italiani punta il dito contro corruzione ed inefficienza, indicando tali questioni come prioritarie.


Figura 1- La fiducia nelle istituzioni in Italia e in Europa.


Fonte: Osservatorio Europeo sulla Sicurezza.

In questo quadro, l’insicurezza personale, determinata dalla criminalità comune, conserva una sua valenza importante tra le preoccupazioni degli italiani – soprattutto per i furti in casa (31%) -, che indicano nelle interviste un “aumento” anche rilevante della criminalità, sebbene comunque in forte calo rispetto al 2007/2008. Se l’operato delle forze dell’ordine si rivela apprezzato, due italiani su tre manterrebbero o incrementerebbero gli attuali livelli di detenzione in carcere.

Cala invece la paura verso gli immigrati, anche se circa un italiano su tre percepisce ancora gli immigrati “come un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone” e una quota analoga li valuta come “minaccia per l’occupazione”.

La figura 2 mostra l’andamento dell’insicurezza in Italia dal 2007 al 2014.


Figura 2 – Gli indici dell’insicurezza in Italia.


Fonte: Osservatorio Europeo sulla Sicurezza.


Uno sguardo sull’Europa

Il rapporto presenta anche un interessante paragone tra i Paesi europei. I problemi che inquietano la società, nei Paesi considerati, ricalcano il profilo degli ultimi anni. Riguardano, infatti, in grande prevalenza, il lavoro, il reddito familiare e lo sviluppo. La disoccupazione, anzitutto, poi l’economia, il costo della vita, le tasse. Insieme vengono indicate come prima fonte di preoccupazione da oltre 7 persone su 10 in Italia e in Francia e da oltre 6 in Spagna. Ma da quasi la metà anche in Inghilterra. Solo in Germania i problemi economici sollevano meno timore nella popolazione (coinvolgono, infatti, circa 1 persona su 3).
Inghilterra e, soprattutto, Germania sono, dunque, i Paesi meno scossi dall’insicurezza economica. E ciò ne riflette la posizione sui mercati e la condizione sociale, meno squilibrata e più solida. Più degli altri Paesi, però, Germania e GB appaiono pervase da timori riguardo lo stato dei servizi sociali (tradizionalmente efficiente) e l’immigrazione.


L’insicurezza nei media

Il rapporto sottolinea, infine, la distanza tra ciò che percepiscono i cittadini, in termini di crisi economica, preoccupazione per il lavoro, impoverimento e lo spazio che i media, segnatamente i TG, dedicano a questi temi. In Italia l’informazione politica ha un peso molto rilevante: il principale TG nazionale, nel periodo 16 dicembre 2013 e 5 gennaio 2014, ha dedicato oltre il 58% delle notizie che hanno che fare con tematiche cosiddette “ansiogene” a fatti legati alla criminalità e soltanto il 4,4% a informazione su crisi, impoverimento e perdita di lavoro. Percentuali esattamente rovesciate per il principale TG britannico, mentre in Germania il 33% ha riguardato i temi della crisi economica e solo il 16% quelli criminosi, in Francia 19% e 13%, in Spagna 19% e 51%. Se invece si valutano le testate quotidiane cartacee, in Italia è in assoluto la politica a farla da padrona con un 32% di notizie complessive. Uno spazio molto alto rispetto ai giornali degli altri paesi europei, che si occupano maggiormente di crisi economica e soprattutto di politica estera. L’indagine conferma un’altra “anomalia” dell’informazione italiana nel contesto europeo: la scarsa attenzione ai fatti del mondo a vantaggio di una impostazione il più delle volte autoreferenziale.


Riferimenti

“La Grande Incertezza” - Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa

Comunicato stampa Fondazione Unipolis

 

 

Torna all'inizio
 

 
NON compilare questo campo