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Mese dell'Educazione Finanziaria: ecco perché è importante continuare a parlare di questi temi
Nel mese di ottobre sono state oltre 600 le iniziative e gli eventi dedicati a questo tema: più del doppio rispetto allo scorso anno. La strada da fare è però ancora lunga.
14 novembre 2019

È giunta al termine la seconda edizione del “Mese dell’Educazione Finanziaria”, lanciato dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria (Comitato Edufin) e promosso attraverso iniziative su tutto il territorio italiano. Il ciclo di eventi ha messo a fuoco i temi relativi all’educazione economico-finanziaria, coinvolgendo gli attori competenti e incoraggiando interventi di formazione inclusivi, innovativi e multidisciplinari. L’iniziativa è stata pensata per intercettare i tanti che ancora non possiedono livelli sufficienti di conoscenza e consapevolezza per destreggiarsi in un mondo finanziario, assicurativo e previdenziale sempre più complesso e caratterizzato da diverse forme di rischio.


Italia al 63esimo posto su 148 paesi per competenze finanziarie

L’iniziativa promossa dal Comitato interviene in un contesto contraddistinto da gravi difficoltà nell’apprendimento di competenze economico-finanziarie per una parte sostanziale della popolazione. Gli studi del settore evidenziano le gravi carenze dei cittadini italiani sia in termini di conoscenze teoriche che di abilità pratiche. Se l’Ocse ha rilevato progressivi miglioramenti nelle fasce d’età più giovani nel corso degli ultimi anni, soprattutto grazie a una maggiore attenzione a questi temi in ambito scolastico, la situazione tra gli adulti appare meno confortante. L’inchiesta di Standard & Poor’s evidenzia come l’Italia si piazzi alle ultime posizioni tra i paesi ad alto reddito: nel 2014, soltanto il 37% degli abitanti era in grado di interpretare in maniera corretta i concetti di base, ben 18 punti percentuali in meno della media degli altri paesi membri dell’Unione Europea.

Analizzando le prestazioni degli abitanti per aree tematiche, il quadro appare piuttosto eterogeneo. A penalizzare maggiormente i punteggi aggregati dei cittadini italiani sono la scarsa capacità di comprendere il rapporto rischio-rendimento e di applicare correttamente il concetto di diversificazione (due terzi degli intervistati non raggiunge livelli sufficienti). Solo il 35% dei cittadini è in grado di valutare il tasso di rischio relativo ai prodotti finanziari più diffusi. Inoltre, due terzi della popolazione non sarebbe in grado di leggere un estratto conto o distinguere tra le diverse forme di mutuo. La sfiducia verso gli esperti è pressoché generalizzata: appena l’11% degli intervistati si fida dei consulenti e il più delle volte ci si consiglia con amici e parenti prima di prendere decisioni in materia finanziaria.

Per quanto riguarda i punti di forza, la maggior parte dei cittadini italiani padroneggia il concetto di inflazione e di fluttuazioni del valore della moneta. Secondo gli esperti, l’esperienza diretta dell’inflazione e delle oscillazioni della lira avrebbero rafforzato l’abilità degli adulti di interpretare correttamente questo concetto. Inoltre, i cittadini italiani si distinguono per la tendenza a risparmiare e per il limitato ricorso all’indebitamento. Infine, gli abitanti dello stivale tendono a stimare accuratamente le proprie conoscenze e carenze economico-finanziarie. Questo aspetto risulta particolarmente positivo, dato che corretta auto-valutazione delle competenze pone delle ottime basi per avvicinarsi alla materia e intraprendere percorsi di apprendimento.

Anche tra gli studenti, l’esperienza diretta si dimostra funzionale a rafforzare le abilità e le conoscenze in materia finanziaria. Le rilevazioni mettono in luce l’importanza della paghetta in giovane età per imparare a gestire i risparmi e pianificare le spese. Tra i ragazzi, chi è titolare di un conto e chi percepisce somme di denaro in maniera regolare presenta livelli più alti di competenze e autostima nelle proprie capacità. Tuttavia, queste pratiche sono ancora poco comuni nel nostro paese: appena un quinto dei cittadini italiani dichiara di aver ricevuto una paghetta in passato.


Il Mese dell’educazione finanziaria: eventi e corsi per imparare divertendosi

Di fronte alle carenze economico-finanziarie di un’ampia fetta della popolazione, il Mese dell’Educazione Finanziaria intende accrescere le competenze di base dei cittadini sulla gestione e programmazione delle risorse. La seconda edizione del Mese ha offerto momenti di gioco, spettacolo e confronto su temi come quelli di risparmio, assicurazioni e previdenza.

Il Mese si è concluso con un bilancio di 602 iniziative su tutto il territorio italiano, 252 in più (+72%) rispetto al 2018. Se gran parte di queste (510) erano incentrate sull’educazione finanziaria, molte altre avevano come focus l’educazione previdenziale (64) e assicurativa (28). All’interno del ciclo di eventi sono stati organizzati spettacoli, rappresentazioni teatrali, caccie al tesoro, cineforum, seminari, conferenze e visite guidate. All’interno del mese si è celebrata anche una “giornata” sull’educazione assicurativa (9 ottobre) e la “Giornata mondiale del risparmio” (31 ottobre). Realtà di tutti e tre i settori, tra cui associazioni di consumatori, imprese, fondi pensionistici, amministrazioni locali, attori del mondo previdenziale e assicurativo hanno aderito con entusiasmo a questa seconda edizione.

Come lo scorso anno, il Mese è stato organizzato dal “Comitato Edufin”, presieduto dalla Professoressa Annamaria Lusardi e composto da undici membri di comprovata esperienza nel settore dell’educazione finanziaria. Il Comitato è coordinato dai Ministeri dell’Economia, della Pubblica Istruzione e dello Sviluppo Economico, in partnership con la Banca d’Italia, Ivass, Covip e Consob. L’organismo promuove e coordina le attività del Mese, garantendo che le iniziative siano accessibili e di qualità. Inoltre, per evitare sovrapposizioni e assicurare l’adeguata diffusione delle iniziative, il Comitato incoraggia sinergie e collaborazioni tra gli attori coinvolti.


Formazione su risparmio, previdenza e assicurazioni per cittadini di tutte le età

Molte delle iniziative erano rivolte a bambini e studenti. Il 27 ottobre Explora, il “museo dei bambini” di Roma, ha offerto una visita a prezzo ridotto sul risparmio e la corretta gestione dei fondi. Nei giorni successivi, dal 29 al 31 ottobre, Explora ha avviato laboratori dedicati all’uso consapevole del denaro. Nello stesso solco si collocava il progetto “Qui comando io”, promosso dalla Fondazione Adventum e l’istituto Piaget-Diaz di Roma, che ha permesso agli studenti di costruire un “diario finanziario” per pianificare le proprie scelte di risparmio in maniera consapevole. A Palermo, la Banca d’Italia ha lanciato l’iniziativa “I soldi non piovono dal cielo”, educando i bambini a distinguere tra bisogni e desideri e a pianificare in base alle spese future. Sempre per i giovani, Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti hanno avviato il progetto “Il risparmio che fa scuola”, focalizzandosi sul risparmio multidimensionale per il singolo e per l’intera comunità.

Come nel 2018, le banche sono state tra i protagonisti del Mese. Il gruppo Mediobanca, con la collaborazione di Junior Achievement Italia, ha promosso “Crescere che impresa!”, un programma didattico di educazione imprenditoriale e alfabetizzazione finanziaria per gli studenti tra gli 11 e i 14 anni. I ragazzi hanno avuto l’opportunità di mettersi nei panni degli investitori e di conoscere le potenzialità delle tecnologie e del digitale attraverso incontri con manager ed esperti. A Genova, Feduf e Banca Carige hanno organizzato “Scegli cosa voglio”, una conferenza-spettacolo sui temi afferenti alla finanza comportamentale. A Reggello, in provincia di Firenze, Credito Cooperativo Valdarno Fiorentino ha organizzato l’evento “Non profit e finanza”, un’iniziativa di educazione finanziaria indirizzata alle associazioni del Terzo Settore.

Alcune iniziative hanno avuto come focus attività di educazione preventiva, assicurativa e previdenziale. Il Fondo Pensione Complementare Fontex ha lanciato un “Road show previdenziale” per dipendenti e famiglie, portando i temi previdenziali in diverse città d’Italia. La scuola di Economia e Management dell’Università di Siena ha organizzato un corso sulla pianificazione del percorso previdenziale: attraverso una sessione interattiva gli studenti sono stati introdotti ai rischi che influenzano il futuro oltre l’età pensionabile. Con “occhio alle truffe”, Consob, Fondazione Sicilia e Feduf hanno proposto uno spettacolo teatrale a Palermo sulle strategie di tutela dei risparmiatori. Infine a Francavilla Fontana, in provincia di Brescia, l’Associazione Italiana Educatori Finanziari ha organizzato un evento su ludopatia e gioco d’azzardo.


Per saperne di più sugli eventi del "Mese dell'Educazione Finanziaria"

 


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