PRIMO WELFARE / Innovazione Sociale
Innovazione sociale: in estate un bando per il finanziamento di progetti comunali e metropolitani
A Torino è stato presentato il Fondo nazionale per il supporto di progetti sperimentali di innovazione sociale dedicato ai Comuni e alle Città Metropolitane
25 aprile 2019

Il 18 aprile l’Open Incet di Torino – riferimento per l’innovazione sociale a Torino e in Italia (per esempio grazie al Forum sull’innovazione sociale) – ha ospitato la presentazione dell’Avviso pubblico per la selezione dei progetti sperimentali di innovazione sociale, in attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre 2018 recante le modalità di funzionamento e accesso al Fondo di innovazione sociale (istituto dalla Legge di Bilancio 2018).

Il pomeriggio è stato organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’ANCI e dal Dipartimento della Funzione Pubblica. L’incontro, oltre a ospitare la presentazione del bando, ha rappresentato un momento di confronto e dialogo sui temi centrali dell’innovazione sociale.


Dialogo sui rischi e sui principi dell’innovazione sociale

Augusto Ferrari, Assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, ha aperto l’incontro con una riflessione sulle parole “innovazione” e “sociale”, lanciando un piccolo allarme: il rischio è quello di svuotare il concetto di innovazione sociale o di strumentalizzarne i contenuti. Ferrari ha poi sottolineato l’importanza di mettere a sistema i processi d’innovazione sociale rimarcando la centralità delle istituzioni pubbliche in questo senso. Secondo l’Assessore la strategia regionale WeCaRe (di cui recentemente è stato pubblicato l’ultimo bando di attuazione) rappresenta un concreto tentativo di rafforzare percorsi di innovazione sociale grazie al ruolo centrale della Regione.

Oltre a Ferrari ha preso parola Paola Pisano, Assessora all’innovazione della Città di Torino. Pisano ha rimarcato la centralità del tema dell’innovazione sociale sottolineando l’importanza del bando; esso permetterà di attrarre capitale verso le città e di sperimentare processi di replicabilità e scalabilità delle esperienze più virtuose. A seguire è intervenuta Antonella Galdi, Vice Segretaria Generale dell’ANCI, che ha parlato della necessità di un cambio di rotta nel nostro Paese: in Italia la crescita strutturale è sempre più bassa, molte Regioni registrano un ritardo nello sviluppo, la popolazione nel Sud diminuisce, vi è una crescita importante del fenomeno dei NEET (di cui abbiamo recentemente parlato qui) e un bassissimo numero di laureati. Secondo Galdi strumenti come il bando possono rappresentare risposte importanti per arginare queste situazioni, valorizzando i Comuni come soggetti “tessitori di reti”.

Nel corso del pomeriggio ha preso la parola anche Mario Calderini, professore ordinario di Economia al Politecnico di Milano, nonché presidente del Comitato “Imprenditorialità sociale” della Camera di Commercio di Torino. Il suo intervento si è concentrato sullo sviluppo della finanza ad impatto sociale. Calderini ha condiviso le preoccupazioni iniziali di Ferrari, confermando che ad oggi il più grande onere per chi lavora nell’ambito dell’innovazione sociale non è quello di diffonderne le pratiche, ma di conservare le caratteristiche e l’integrità del modello. Il rischio, sostiene Calderini, è che “se tutto diventa impatto sociale, nulla è impatto” e di conseguenza si verifichi una forte virata di investimenti verso il profit privato a discapito del Terzo Settore. Il professore ha quindi rimarcato i tre criteri per stabilire la presenza o meno di un investimento ad impatto sociale. Anzitutto ci deve essere intenzionalità, poiché l’impatto sociale deve essere ricercato intenzionalmente e l’investimento dichiarato allo scopo di perseguire un risultato positivo per la comunità. Gli impatti sociali che si vogliono generare devono essere misurabili, in modo da poter definire ex ante gli impatti attesi e da poter verificare ex post se gli impatti attesi siano stati raggiunti. Infine ci deve essere quella che Calderini ha definito addizionalità: gli investimenti a impatto sociale devono essere fatti in aree che altrimenti verrebbero escluse da qualsiasi altro investitore.


Uno sguardo al bando nazionale sull’innovazione sociale

Marco De Giorgi, Direttore Generale dell’Ufficio per la Valutazione della Performance del Dipartimento della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha presentato il Fondo nazionale, volto al finanziamento di progetti in grado di produrre impatto sociale all’interno di tre aree specifiche:

  • inclusione sociale;
  • animazione culturale;
  • lotta alla dispersione scolastica.

Il Fondo Nazionale, ha sottolineato De Giorgi, punta a rafforzare le capacità delle pubbliche amministrazioni di realizzare interventi di innovazione sociale. Potranno rispondere al bando reti composte da una pubblica amministrazione proponente (Comune o Città Metropolitana), in qualità di soggetto beneficiario, da un investitore privato (soggetto attuatore dell’intervento) e da un soggetto valutatore (che sarà incaricato dalla verifica dell’impatto). Il Direttore Generale ha infine rimarcato la necessità e volontà, attraverso questo finanziamento, di costruire una governance aperta e partecipativa al fine di stimolare l’incontro tra pubblico e privato sociale. Inoltre, l’intento è quello di finanziare progetti replicabili, capaci di conciliare sostenibilità economica e sociale.
Per il Fondo è stata messa a bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri una spesa pari a 21,5 milioni di euro. Le proposte progettuali potranno essere presentate dal 15 giugno 2019 al 31 maggio 2020

 


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