PRIMO WELFARE / famiglia
C'è un Paese in Europa dove gli uomini prendono lunghi congedi per stare con i figli e le donne possono non rinunciare alla carriera
Un recente articolo del Corriere della Sera, realizzato in vista delle elezioni europee di maggio, approfondisce l'esperienza della Svezia in tema di congedi e conciliazione vita-lavoro
25 febbraio 2019

Il Corriere della Sera sta realizzando dei reportage in vista delle elezioni europee di maggio 2019. In uno di questi approfondimenti i giornalisti hanno osservato da vicino l'esperienza della Svezia in materia di interventi di conciliazione vita-lavoro e congedi parentali.

Secondo quanto emerge dall'articolo di Simone Sabattini, nel Paese scandinavo le scuole d'infanzia non ammettono bimbi prima dei 12 mesi; proprio per questo lo Stato garantisce congedi parentali lunghi più di un anno, ben pagati e divisi abbastanza equamente tra genitori. Il merito è delle «quote», che riservano a ogni componente della coppia almeno tre mesi per curare i figli.

Tali congedi sembrano riscuotere un ottimo successo tra i neo-genitori: le statistiche dicono che nove padri su dieci usano il congedo (in Italia sono due) per una media di 3 mesi e 19 giorni (in Italia questo numero non viene nemmeno calcolato). Tutto questo al netto dei 10 giorni di paternità a ridosso della nascita, concessi a ogni lavoratore.

Il sistema si è raffinato in oltre 40 anni di attività e oggi assicura alla Svezia contemporaneamente alti tassi di fertilità e livelli stratosferici di occupazione femminile, oltre a benefici di ogni genere per bambini e genitori. Gli studi e le ricerche fioccano più fitti della neve d’inverno: ce n’è addirittura uno che quantifica in un 7% l’aumento medio di stipendio di una donna per ogni mese di congedo preso dal marito.


Per approfondire e leggere l'articolo del Corriere della Sera

 


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