L'inverno demografico, nel 2050 saremo il 17% in meno
Come sarà l’Italia tra 32 anni? Meno popolata e assai più vecchia. Il nostro Paese si avvia verso un lungo “inverno demografico”. Lo scorso anno si sono volatilizzati più di 100mila concittadini e la popolazione continuerà a diminuire da qui al 2050 (saremo il 17% in meno). Non solo. I giovani diventeranno una rarità: oltre un italiano su tre sarà in età da pensione (il 12% in più di oggi) | Vladimiro Polchi, La Repubblica, 3 ottobre 2018
 
Più 750 mila assegni pagati da oltre 37 anni: se la pensione diventa "eterna"
Secondo l’Osservatorio a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, all’1 gennaio 2018 risultano in pagamento presso l’INPS ben 758.372 le prestazioni pensionistiche - comprese quelle ex INPDAP relative ai pagamenti pubblici - liquidate da oltre 37 anni, vale a dire erogate a donne e uomini andati in pensione nel 1980, o anche prima | Mara Guarino, Il Punto - Pensioni&Lavoro, 9 ottobre 2018
 
Riparte Lavoradio: ecco cosa c'è nella nuova puntata
Lavoradio è un magazine radiofonico dedicato al mondo del lavoro che viene trasmesso settimanalmente sulle frequenze di 15 radio presenti in 9 regioni d’Italia e all'estero (a Londra su Radio Stonata), oltre che attraverso il web, e da settembre 2018 è entrata a far parte del network di Percorsi di secondo welfare. Nei giorni scorsi ha preso avvio la settima stagione di Lavoradio: ecco i contenuti della prima puntata.
 
"Quota 100", altri 25 mila medici in fuga. Sanità in tilt
Smontare la legge Fornero introducendo quota 100, ossia consentendo il pensionamento a soli 62 anni con 38 di contributi, significherà perdere da un anno all’altro la bellezza di 25mila medici ospedalieri. Roba da far andare in tilt pronto soccorsi e sale operatorie | Paolo Russo, La Stampa, 2 ottobre 2018
 
Le famiglie italiane restano pessimiste
I dati diffusi lo scorso 3 ottobre dall’Istat sul reddito delle famiglie e sul deficit della PA nel secondo trimestre dell’anno dimostrano che se l’Italia arranca è soprattutto per paura del futuro | Guido Salerno Aletta, Assinews, 4 ottobre 2018
 
Politiche della formazione professionale e del lavoro: un'analisi degli interventi regionali
Lo scorso 2 ottobre a Roma si è svolto il seminario "Politiche della formazione professionale e del lavoro". Nel corso dell'evento è stata presentata una ricerca, promossa dalla Federazione nazionale "CNOS-FAP" e dalla società di consulenza Noviter, che si è proposta di indagare lo sviluppo delle politiche attive del lavoro nel nostro Paese partendo dalle iniziative sviluppate a livello regionale. In questo approfondimento vi presentiamo i principali risultati emersi.
 
Conciliazione tra vita familiare e lavorativa: il dibattito tra Roma e Bruxelles
La direttiva sul bilanciamento tra vita familiare e lavorativa è uno dei primi provvedimenti con cui la Commissione UE vuole dare "concretezza" all'idea ancora astratta di Pilastro sociale europeo; una proposta che vuole dare un segnale in direzione del perseguimento di quell'obiettivo di "convergenza sociale al rialzo" che informa lo stesso Pilastro. Patrik Vesan e Francesco Corti fanno il punto sull'iter in corso.
 
Quel welfare all'italiana che conta sui nonni
Il welfare italiano è ormai sempre più a trazione familiare. E i perni su cui ruotano bisogni e necessità della famiglia sono i nonni (oltre alle donne, ma questa è un'altra storia). Se poi sono in pensione e godono di buona salute diventano elementi preziosi. Sono loro a tenere i nipoti quando i genitori vanno al lavoro. E sono sempre loro a fare da autisti per accompagnare i piccoli a scuola o a fare sport | Barbara Ardù, La Repubblica, 30 settembre 2018
 
Lavorare ma essere lo stesso poveri: così l'Italia rischia un nuovo primato negativo
Lavorare (e guadagnare) ma essere poveri ugualmente. Una categoria che in Italia cresce da anni nel silenzio delle statistiche che mettono insieme tutti: occupati che possono spendere a piacimento e occupati che devono tirare la cinghia | Salvo Intravaia, La Repubblica, 23 settembre 2018
 
Neet, il Mezzogiorno maglia nera in Europa
La Sicilia si è conferma, anche nel 2017, maglia nera in Europa per numero di persone fra 18 e 24 anni che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet. Il dato, 39,6%, è il peggiore dell’Europa continentale, seguito a ruota dal 38,6% della Campania. Fa peggio, solo la Guyana francese con il 45,4%. Mentre al top c’è l’Olanda, dove tra le varie regioni, si oscilla tra il 4,6% e il 5,3% | Eugenio Bruno e Claudio Tucci, Il Sole 24 Ore, 19 settembre 2018
 
Conto alla rovescia per i congedi di paternità
La Legge di Bilancio 2018 aveva esteso per l'anno in corso il congedo di paternità obbligatorio remunerato da 2 a 4 giorni: ora la misura sta per esaurirsi. Quali sono quindi le prospettive in merito all'incremento dei congedi obbligatori previsti per i neo papà? Franca Maino e Ilaria Madama - ricercatrici presso l'Università degli Studi di Milano - ne riflettono in questo contributo pubblicato all'interno del Corriere della Sera del 17 settembre 2018.
 
Il congedo di paternità fa bene sia alle famiglie che all'economia
Il congedo di paternità fa bene sia alle famiglie che all'economia: da un lato perché rappresenta una misura fondamentale sul piano delle pari opportunità e della conciliazione vita-lavoro e dall'altro perché, come sostengono numerosi studi economici, produce effetti positivi sul rendimento e sul modale dei dipendenti. E' per questo che è necessario rifinanziare il prolungamento dei congedi di paternità previsti dalla Legge di Bilancio del 2018. Lo sostiene Maurizio Ferrera.
 
Part-time e asilo nido: spesso alle donne non conviene lavorare
Secondo quanto era emerso da un rapporto dell'Ispettorato nazionale del lavoro del 2017, delle 30 mila donne che si sono licenziate nel 2016 il 5% (1500 donne) l’aveva fatto per i costi troppo elevati nella gestione dei figli, a cui si aggiunge un altro 20% (6000 donne) che si è licenziato perché non aveva modo di portare il bambino all’asilo nido per mancanza di posti | Cristina Da Rold, L'Espresso, 17 settembre 2018
 
Macron lancia il “reddito universale” per sconfiggere la povertà
Basta con l’assistenzialismo tradizionale, i sussidi sociali a pioggia e senza condizioni, il modello socialdemocratico di un tempo. Emmanuel Macron oggi, lanciando un ambizioso «piano povertà» per sconfiggere la miseria in Francia, ne ha approfittato per annunciare uno strumento nuovo nel suo Paese, il «reddito universale di attività», che decollerà con una legge ad hoc nel 2020. | Leonardo Martinelli, La Stampa, 13 settembre 2018
 
Rendiamo strutturale il congedo di paternità
Nel 2018 il congedo di paternità obbligatorio è stato aumentato da 2 a 4 giorni, favorendo la condivisione degli oneri di cura all'interno delle famiglie. Se non ci saranno interventi normativi, tuttavia, la misura andrà ad esaurirsi alla fine dell'anno. Una recente petizione online sottoscritta da alcuni docenti e professionisti che da anni si occupano a vario titolo di questa questione chiede a Governo e Parlamento di rendere la misura strutturale e di aumentarne la durata.
 
È uscito il numero 2/2018 della Rivista Politiche Sociali
È uscito il volume 2/2018 di Politiche Sociali/Social Policy, rivista quadrimestrale de Il Mulino che costituisce un punto di riferimento per la conoscenza, l'analisi e il confronto sui sistemi di welfare e le politiche sociali italiane ed europee. Il volume contiene due approfondimenti curati dai nostri ricercatori: il primo, di Valentino Santoni, si concentra sulle opportunità legate alla digital health nel campo del welfare aziendale; il secondo, di Chiara Agostini, analizza il processo che ha portato all'introduzione del Reddito di Inclusione.
 
Save the Children: al nido solo un bambino su quattro
In occasione dell'apertura degli asili nido nel nostro Paese, Save the Children sottolinea come, nonostante le nascite al minimo storico, solo 1 bambino su 4 potrà frequentare un servizio dedicato alla prima infanzia, sia esso pubblico, privato o convenzionato. Il dato risulta ancor più grave in alcuni territori dal momento che, in base agli ultimi dati elaborati dall'Istituto degli Innocenti, si registrano ancora profonde diseguaglianze su scala nazionale.
 
L'Università che cambia: il caso dei Contamination Lab
L'Università italiana è in grado di mutare i propri modelli educativi scommettendo sul confronto e sulla proattività, rinnovando il modello classico centrato spesso sulla verticalità del sapere? È una delle domande scaturite a conclusione del Contamination Lab sviluppato dal Campus di Treviso dell'Università Cà Foscari, svoltosi quest'estate. Nicola Cabria di Human Foundation prova a rispondere al quesito.
 
Reddito e salute: quale correlazione tra titolo di studio e malattie?
L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il rapporto PASSI, che periodicamente fa il punto sullo stile di vita degli italiani e che, tra le altre cose, evidenzia i principali fattori che minano il nostro benessere, esponendoci al rischio di sviluppare malattie croniche. Tra i dati più interessanti, rielaborati dalla sezione Info Data del Sole 24 Ore, si segnala in particolare il legame tra malattie e titolo di studio e tra malattie e condizione economica, che rivelano come le disuguaglianze sociale abbiano pesanti conseguenze anche sul fronte della salute.
 
Il "Quinto Stato"
Maurizio Ferrera, riprendendo come metafora il noto quadro "Il Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo, si concentra su coloro che sono al giorno d'oggi ai margini della nostra società: i precari. Secondo Ferrera, questa condizione di marginalità è dovuta essenzialmente a tre dinamiche: l'instabilità lavorativa, l'assenza di protezione sociale e il tenue legame con la cittadinanza.