Idee per un nuovo welfare
La crisi legata alla pandemia di Covid-19 rischia di creare nuove disuguaglianze di natura economica e sociale. Proprio per questo bisogna tutelare ogni persona a rischio, sia i garantiti, sia gli esclusi. Lo spiega Cristiano Gori, docente di politica sociale all'Università di Trento, in un interessante articolo uscito per La Repubblica | Cristiano Gori, La Repubblica, 26 marzo 2020
 
#CiStoDentro: l'iniziativa del Dipartimento per le politiche della famiglia per i bambini che stanno a casa
#CiStoDentro è un'iniziativa promosso dal Dipartimento per le politiche per la famiglia allo scopo di offrire ai genitori uno strumento in più per scoprire idee, attività e giochi da realizzare e sperimentare con i propri figli, a casa. In questi giorni in cui vi è la necessità di restare all'interno della propria abitazione, non è facile trovare delle attività da fare per tenere impegnati e distratti i più piccoli: #CiStoDentro vuole veicolare alcune idee interessanti.
 
Investire sui bambini: tre strade per salvare il welfare (e il Paese)
Il fatto che l’Italia stia invecchiando è ormai chiaro a tutti. Meno chiare sono forse le conseguenze che questo trend demografico comporterà per il nostro Paese nel medio-lungo periodo, in particolare sul welfare. L’Alleanza per l’infanzia, un nuovo network di associazioni, rappresentanti della società civile e studiosi, ha individuato tre strade da seguire per cercare di cambiare la situazione. Ne parla Lorenzo Bandera nella nostra ultima inchiesta per Corriere Buone Notizie.
 
Natalità e welfare: è il momento di agire
Il 17 marzo 2020 su Buone Notizie del Corriere della Sera è stata pubblicata un'inchiesta, curata dal nostro Laboratorio, dedicata ad approfondire il legame tra natalità e welfare nel nostro Paese. In questo articolo Paolo Riva aiuta a inquadrare il tema, spiegando come finalmente esista un consenso politico trasversale per adottare misure che sostengano la natalità, i bambini e le loro famiglie. Una finestra di opportunità che non dobbiamo sprecare.
 
Il Coronavirus e i nervi scoperti del welfare italiano
La pandemia del Covid-19 costituisce un buon esempio di “focusing event”, un evento che forza opinione pubblica e decisori a inserire nell’agenda decisionale temi che non necessariamente vi sarebbero entrati o che almeno non lo avrebbero fatto con la stessa forza e la stessa rapidità. Entrano così, improvvisamente, in agenda questioni centrali per le politiche sociali, mettendo in evidenza i tanti nervi scoperti del “welfare state all’italiana”.
 
Il coronavirus e la violenza domestica
Restare in casa, come consigliato dalle autorità per contenere il contagio da COVID-19, non è un'opzione sicura per le donne vittime di violenza domestica. In condizione di isolamento, inoltre, è più difficile riuscire a chiedere aiuto. I centri antiviolenza, le associazioni e i movimenti per i diritti delle donne stanno cercando di presidiare il tema diffondendo le opportunità di sostegno e tutela | Il Post, 17 marzo 2020
 
Coronavirus: il Dipartimento per la trasformazione digitale lancia ''Solidarietà digitale''
Allo scopo di ridurre l'impatto sociale ed economico dell'attuale crisi sanitaria, il Dipartimento per la trasformazione digitale ha lanciato "Solidarietà digitale", un'iniziativa attraverso cui imprese private, associazioni e altre realtà di varia natura hanno messo (e metteranno) a disposizione servizi gratuiti per chi ha visto le sue abitudini lavorative e di vita cambiare totalmente. Ecco di cosa si tratta.
 
Coronavirus, la ministra della Famiglia Bonetti dopo la chiusura delle scuole: ''Ipotesi voucher baby sitter e congedo genitori''
Secondo il sito internet del quotidiano La Repubblica, il Governo starebbe pensando ad alcune misure per il sostegno alla famiglia in questo periodo di emergenza legata al Coronavirus. Tra gli interventi ci sarebbero voucher per il sostegno dei costi delle baby-sitter e il rafforzamento (temporaneo) dei permessi e dei congedi. A dirlo è la Ministra per la Famiglia Elena Bonetti | La Repubblica, 5 marzo 2020
 
Smart working, il pressing del ministero: ''Stop a sperimentazione, ora obbligo per gli uffici pubblici''
In questo periodo di emergenza legata al Coronavirus, il Governo prova a spingere sull'acceleratore in tema di smart working per i lavoratori pubblici. Proprio a tale scopo, una circolare del Ministero della Funzione Pubblica ha recentemente definito alcuni accorgimenti. Tra questo c'è la possibilità di utilizzare i dispositivi personali per lavorare | La Repubblica, 4 marzo 2020
 
Se l'epidemia mette le ali allo smart working
L'esigenza di arginare il contagio da coronavirus induce molte aziende a consentire che i dipendenti svolgano il lavoro da casa. E spinge il Governo a rimuovere alcuni vincoli inopportunamente imposti al "lavoro agile" con la legge di tre anni fa. Ne ha parlato Pietro Ichino, docente dell'Università di Milano, in questo articolo di LaVoce.info | Pietro Ichino, LaVoce.info, 28 febbraio 2020
 
I nodi che vengono al pettine in Italia con il coronavirus e l'occasione per innovare
Lavorano ormai sul filo del rasoio gli ospedali che si collocano nell’epicentro dello sviluppo dei contagi, con turni di lavoro definiti ormai massacranti. Con l’avanzare del coronavirus vengono al pettine diversi nodi del sistema sanitario nazionale e di quelli regionali, frutto di scelte e politiche che in questo momento si dimostrano se non errate, quanto meno miopi. Ne parla Giuliana Costa, docente del Politecnico di Milano, in questo interessante articolo | Giuliana Costa, La Voce di New York, 3 marzo 2020
 
Welfare e trasformazioni del lavoro: il rapporto tra occupazione, innovazione sociale e reddito universale
Il libro "Welfare e trasformazioni del lavoro", edito da Ediesse, ricostruisce lo sviluppo dello stato sociale novecentesco analizzando i mutamenti intervenuti nell'ambito del lavoro e dei modelli di produzione dalla fine degli anni '70 a oggi. A partire da questo quadro il volume si concentra sul reddito di esistenza universale. L'autore Giacomo Pisani ci racconta in questo articolo i principali contenuti del volume.
 
Coronavirus: esteso a tutta Italia lo smart working senza accordo, fino alla fine dell'emergenza
Come vi stiamo raccontando fin dall'inizio dell'emergenza Coronavirus Covid-19, lo smart working oggi più che mai rappresenta un'opportunità per limitare il contagio e, al contempo, cercare di dar continuità alle attività lavorative che si possono svolgere anche in remoto. Il Decreto del Presidente Consiglio dei Ministri del 1° marzo, ora estende la possibilità del lavoro agile, per la durata dello stato d'emergenza, a tutte le organizzazioni dell'intero territorio nazionale.
 
Coronavirus e smart working: arrivano alcuni chiarimenti
Lo scorso 25 febbraio il Governo ha espresso alcuni chiarimenti in merito all'applicazione dello smart working in modalità semplificata per le imprese situate nelle zone a rischio contagio da Coronavirus. In particolare, sono interessate dal Decreto le aziende con sede in Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli, Emilia Romagna e Liguria; sarà inoltre possibile applicare questa misura fino al 15 marzo, inviando solo l'informativa sulla sicurezza.
 
Coronavirus: subito lo smart working. Il decreto e le 3 regole da applicare
L'emergenza Coronavirus spinge in queste ore molte aziende a chiedere a parte dei loro dipendenti di lavorare da remoto, cioè da casa, applicando quindi lo smart working. Anche il Governo - per sostenere tale pratica in questo momento molto particolare - ha introdotto nel Decreto del 23 febbraio 2020 misure per facilitare l’avvio di tali pratiche subito, senza vincoli di accordi aziendali in genere previsti in questi casi | Sergio Bocconi, Corriere della Sera, 24 febbraio 2020
 
Coronavirus, smart working applicabile subito: non servono accordi lavoratori azienda
Lo scorso 23 febbraio il Governo ha approvato il decreto attuativo che facilita l'avvio dello smart working nelle zone colpite dall'emergenza sanitaria legata al Coronavirus-Covid 19. Qualcosa di simile era già successo in occasione del crollo del Ponte Morandi a Genova e dell'alluvione di Torino | Rosaria Amato, La Repubblica, 24 febbraio 2020
 
La popolazione continua a diminuire: quale impatto sul welfare italiano?
Gli ultimi dati Istat confermano una drammatica tendenza demografica per l'Italia. Nel nostro Paese ci sono infatti sempre meno nascite e un aumento della popolazione anziana. Se viste in prospettiva, tali dinamiche potrebbero avere delle conseguenze molto pesanti per la sostenibilità del nostro welfare state. Ma è ancora possibile "invertire la rotta". Ve ne parliamo in questo approfondimento.
 
Per un welfare europeo più forte e sostenibile: la strategia della Commissione von der Leyen
Rafforzamento dell'Europa sociale, promozione dell'occupazione e dell'uguaglianza di opportunità, definizione e tutela di condizioni di lavoro eque e rafforzamento dei sistemi di protezione e inclusione sociale. Sono alcuni degli obiettivi che la nuova Commissione Europea si è proposta per rafforzare i sistemi di welfare europei in un'ottica di sviluppo sostenibile. Qui un'analisi di Patrik Vesan e Francesco Corti.
 
Quando per la salute si paga di tasca propria
La spesa sanitaria privata out of pocket (cioè quella che i cittadini sostengono di "tasca propria") continua a crescere in Italia. Secondo l'Istat, nel 2019 i nostri concittadini hanno speso per servizi e interventi di natura sanitaria circa 35 miliardi di euro. Secondo alcuni studi,il ricorso al privato ha spesso a che fare con i tempi di accesso alle prestazioni e i relativi costi | Carla Collicelli, LaVoce.Info, 11 febbraio 2020
 
La nuova "Legge per il libro" può essere uno stimolo anche per il secondo welfare
Lo scorso 5 febbraio è stata approvata una legge per la promozione e il sostegno alla lettura. Il provvedimento, rinominato "Legge per il libro", prevede l'istituzione di un Fondo che avrà una dotazione annua di circa 4,5 milioni di euro. Si tratta di un segnale incoraggiante se si pensa, in particolare, al possibile ruolo che librerie pubbliche e biblioteche possono avere in un'ottica di welfare socio-culturale.