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Reddito di Emergenza: ForumDD e ASviS chiedono una proroga al Governo per accedere alla misura
Su 2 milioni di beneficiari potenziali poco meno di un quarto ha fatto richiesta, ma negli ultimi giorni si segnala un forte aumento delle domande. Lo spostamento del termine al 15 settembre non avrebbe costi aggiuntivi per lo Stato.
30 luglio 2020

Il Reddito di Emergenza (REm) è una misura straordinaria di sostegno al reddito introdotta con il Decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (cd. Decreto Rilancio) per sostenere i nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Si tratta di una misura straordinaria per chi si trova in grave difficoltà economica e non è tutelato da altre misure di sostegno al reddito, il cui ammontare è determinato sulla base di diversi parametri e può variare da 400 euro a un massimo di 840 euro in presenza di disabili gravi o non autosufficienti. Ne hanno diritto 2 milioni di cittadini, ma al 30 giugno lo avevano ricevuto solo 518 mila. 

Grazie anche alla campagna informativa sul REm, avviata dal Governo il 20 luglio scorso, negli ultimi giorni sembra che un numero crescente di persone abbia fatto richiesta della prestazione. Tuttavia, la possibilità di presentare la domanda scade a fine luglio. I nuclei in possesso dei requisiti possono infatti richiedere all’INPS il Reddito di Emergenza entro il termine perentorio del 31 luglio 2020.

Per tali ragioni ForumDD (Forum Disugualianze e Diversità) e ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) chiedono al Governo di prorogare la scadenza per fare richiesta al 15 settembre così da consentire a chi ne è venuto a conoscenza più tardi o che per altre ragioni non ha ancora sottoposto la domanda di poter ricevere questo sostegno straordinario: i fondi per garantirlo ai 2 milioni di aventi diritto sono già stati stanziati nel Decreto Rilancio per cui non ci sarebbero costi aggiuntivi a carico del bilancio statale.

La proroga dunque non costerebbe nulla di più allo Stato, ma permetterebbe a tante persone che ancora non hanno usufruito di questo diritto di affrontare le conseguenze economiche generate dall’emergenza sanitaria – che, come è noto, si è tramutata rapidamente in emergenza sociale contribuendo ad impoverire molte famiglie, potendo contare su un contributo economico nei prossimi mesi (il REm è infatti erogato per due mensilità a decorrere dal mese di presentazione della domanda).

In una nota tecnica ForumDD e ASviS a fine giugno avevano messo in luce punti di forza e di debolezza di questa misura (ne abbiamo parlato qui) e, confermando alcune delle criticità sottolineate, l’INPS a meno di un mese dalla sua introduzione aveva fatto sapere che molte delle domande presentate fino ad allora non potevano essere accolte perché prive di una validea Dichiarazione Sostitutiva Unica, la certificazione necessaria all’elaborazione dell’ISEE, lo strumento previsto per la selezione della platea dei destinatari del REm (per approfondire).

Inoltre le due organizzazioni avevano anche sottolineato la necessità (si veda qui) che il lancio del REm fosse accompagnato da una campagna informativa volta a segnalare l’introduzione della misura emergenziale e a raggiungere tutte le persone in condizione di bisogno non eleggibili per il RdC. Campagna che in effetti il Governo ha avviato ma solo a metà luglio, quindi con grande ritardo. 

I dati rilasciati a inizio luglio dall’Osservatorio Statistico dell’INPS hanno confermato che purtroppo criticità e preoccupazioni evidenziate già a inizio giugno erano fondate: al 30 giugno 2020 risultavano 455 mila nuclei richiedenti il Reddito di Emergenza, di cui 209 mila (46%) avevano ricevuto la prestazione, 223 mila (49%) si erano viste respingere la richiesta e i restanti 23 mila (5%) erano in attesa di definizione della domanda.

Con specifico riferimento alle domande accolte (i 209 mila nuclei percettori di almeno una mensilità, come abbiamo detto) risultano 518 mila le persone coinvolte con un importo medio mensile di 572,48 euro. Il 39% dei nuclei percettori ha già percepito due mensilità del beneficio esaurendo la prestazione prevista dal decreto. 

Alla luce di questi dati, se veramente si vuole offrire una risposta ai nuclei colpiti dall’emergenza sanitaria e che ad oggi non hanno ancora beneficiato di nessun sostegno è necessario che il Governo intervenga subito prolungando la finestra temporale utile alla presentazione delle domande ed estendendola almeno fino alla metà di settembre, come sostengono ForumDD e da ASviS.

 

 

 


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