Il rapporto Istat sulle Condizioni di vita e reddito delle famiglie (riferito al periodo 2023-2024) evidenzia un peggioramento della situazione economica: il 23,1% della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale (22,8% nel 2023). Particolarmente colpite le famiglie numerose (34,8%) e i monogenitori (32,1%). Anche gli anziani soli sono sempre più vulnerabili (29,5%). Il divario tra Nord e Sud rimane significativo, con il Mezzogiorno che registra il tasso più alto di rischio povertà (39,2%).
Nonostante un aumento nominale del reddito medio (+4,2%), l’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto (-1,6%), ampliando le disuguaglianze economiche. In questo quadro le famiglie con figli e i lavoratori con redditi bassi faticano sempre più a sostenere le spese essenziali, come ad esempio quelle alimentari o per l’energia, mentre il 10,3% degli occupati è a rischio di povertà lavorativa. Sono dati che confermano l’importanza di un’iniziativa come DisPARI, progetto di ricerca che intende analizzare i nessi tra povertà alimentare e disuguaglianze tra gli adolescenti. Realizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Milano e ActionAid Italia grazie al sostegno di Fondazione Cariplo attraverso il Bando Inequalities Research 2023, è raccontato da Percorsi di secondo welfare qui.
Alla luce di questa complessa situazione, come riporta Vita, Banco Alimentare, Save the Children e Forum delle Associazioni familiari chiedono misure urgenti per contrastare la povertà, tra cui il rafforzamento del Fondo per la povertà alimentare, politiche fiscali più eque e il potenziamento dell’offerta educativa. Servono infatti interventi strutturali per garantire condizioni di vita dignitose e prevenire il rischio di esclusione sociale per le fasce più vulnerabili della popolazione.