POVERTÀ E INCLUSIONE /
Dall'Alleanza contro la povertà otto proposte per migliorare il Reddito di Cittadinanza
Il network, che riunisce decine di organizzazioni che operano a sostegno degli indigenti, ha individuato alcuni correttivi che dovrebbero essere inseriti nella prossima Legge di Bilancio
14 ottobre 2020

L’Alleanza contro la povertà in Italia ha diffuso un comunicato con otto proposte volte a migliorare il Reddito di cittadinanza (RdC) in vista della prossima Legge di Bilancio. Le proposte riguardano vari aspetti della misura e, in alcuni casi, comportano l’allocazione di nuove risorse. Nel dettaglio l'Alleanza propone di: promuovere una maggiore equità della misura a favore dei minori e degli stranieri; armonizzare il RdC e il Reddito di emergenza (REM); erogare il RdC senza interruzione e adeguarlo alla situazione economica dei beneficiari; rafforzare i servizi sociali comunali e rimetterli al centro del RdC. Di seguito vediamo meglio questi ambiti di intervento e le relative proposte.


Una maggiore equità per minori e stranieri

Secondo l’Alleanza attualmente il RdC non tiene adeguatamente conto del peso dei minori nel nucleo ed è quindi iniquo. In particolare, la distribuzione dei beneficiari è sbilanciata a favore delle famiglie senza minori con due e, soprattutto, con un solo componente.

Per questa ragione la prima richiesta avanzata dall’Alleanza riguarda una revisione dell’attuale scala di equivalenza. In particolare si tratterebbe di “incrementare il sostegno economico per le famiglie in povertà con figli aumentando l’equità della misura attraverso la sostituzione dell’attuale scala di equivalenza con quella dell’Isee eliminandone il tetto per le famiglie numerose (o innalzandolo sensibilmente)”.Secondo le stime dell’Alleanza, questa modifica comporterebbe un costo di 4 miliardi di euro, ma permetterebbe di raggiungere 365.000 nuove famiglie e determinerebbe un incremento dell’importo medio del beneficio annuale di circa 1.000 euro per famiglia.

La seconda richiesta riguarda invece gli stranieri extra comunitari per i quali la copertura ad oggi è considerata decisamente inadeguata. Infatti, sottolinea l’Alleanza, i non italiani costituiscono appena l’8% del totale dei beneficiari del RdC ma circa un terzo delle persone in povertà assoluta sono, appunto, straniere. In quest’ottica, l’Alleanza chiede di “ridurre gli anni di residenza richiesti per l’accesso alla misura da 10 a 2, abrogando contestualmente la norma che prevede l’obbligo di presentazione di specifica certificazione". Questa modifica avrebbe un costo stimato di 900 milioni di euro e permetterebbe l’inclusione di 153.000 nuove famiglie beneficiarie.


Armonizzare il RdC e il REM

Le due ulteriori richieste avanzate dall’Alleanza mirano a includere i beneficiari del Reddito di emergenza (REM) nel Reddito di Cittadinanza. L’obiettivo è quello di rendere strutturale il sostegno rivolto ai nuovi poveri che, per ragioni di requisiti o di tempi, nei mesi della pandemia hanno potuto richiedere il REM ma non il RdC. Nello specifico, la terza richiesta dell’Alleanza è di “consentire maggiore accesso alla misura anche a una parte di coloro che sono caduti recentemente in condizioni di povertà e hanno usufruito del REM attraverso un “temporaneo” innalzamento della soglia ISEE (da 9.360 a 15.000 euro)”. Questo intervento avrebbe un costo che l’Alleanza stima intorno ai 100 milioni di euro e permetterebbe di raggiunte 41.000 nuove famiglie.

La quarta richiesta, in continuità con la precedente, è di “consentire l’accesso alla misura anche a una parte di coloro che sono caduti recentemente in condizioni di povertà e hanno usufruito del REM attraverso una “temporanea” modifica dei requisiti aggiuntivi sul patrimonio mobiliare e immobiliare (innalzamento della soglia del primo ed eliminazione del secondo)”. In questo caso, il costo stimato dall’Alleanza per la realizzazione è di 1,4 miliardi; le nuove famiglie beneficiarie sarebbero 279.000 e l’incidenza della povertà si potrebbe così ridurre dello 0,3%.


Erogare il RdC senza interruzione e adeguarlo alla situazione economica

L’Alleanza chiede inoltre che sia possibile usufruire del RdC senza interruzioni. Nello specifico, la quinta richiesta dell’Alleanza è di “eliminare la sospensione di un mese nell’erogazione del RdC per coloro che hanno diritto al rinnovo”.

La sesta richiesta mira invece a quantificare adeguatamente la situazione economica dei richiedenti agevolando “l’utilizzo dell’Isee corrente introducendo la possibilità di richiedere tale indicatore anche in presenza di sensibili perdite del patrimonio mobiliare e/o immobiliare, che dovrebbero essere quantificate il 31 dicembre dell’anno precedente rispetto a quanto posseduto nei due anni precedenti rappresentato nell’Isee ordinario”.

Per queste due richieste l’Alleanza sottolinea che non è possibile al momento stimare i costi e gli impatti sulla popolazione.


Rafforzare i servizi sociali comunali, rimettendoli al centro del RdC

Infine, le ultime due richieste dell’Alleanza hanno a che fare con la parte attiva della misura e quindi con le azioni promosse dai servizi sociali comunali per favorire l’inclusione dei beneficiari del RdC. L’obiettivo è garantire l’attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni previsti dalla normativa, ristabilendo al contempo la centralità dei servizi sociali territoriali nel dare risposte ai nuclei in povertà.

In tal senso, la settima richiesta insiste sulla necessità di proseguire con il rafforzamento dei servizi sociali già previsto dal Reddito di Inclusione (la misura in vigore prima dell’avvio del RdC; clicca qui per saperne di più) ma al momento ostacolato dai vincoli di contenimento della spesa per il personale. Nello specifico si tratterebbe di “confermare la consistenza del Fondo Povertà (587 milioni di euro nel 2020 e 615 per ciascuno degli anni 2021 e 2022) e della sua destinazione a favore del rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali, e attribuire alle amministrazioni comunali la facoltà di derogare ai vincoli di assunzione imposti, scorporando l’assunzione del personale destinato specificamente ai servizi sociali dal computo della spesa complessiva per il personale soggetta ai vincoli indicati dalla normativa".

L’ottava richiesta mira invece a rimettere in capo ai servizi sociali comunali l’analisi preliminare dei bisogni, così come era previsto dal Reddito di Inclusione tramite la “revisione delle modalità di presa in carico dei beneficiari del RdC”. Nello specifico si tratterebbe di reintrodurre “l’analisi preliminare da parte del Segretariato Sociale, già prevista nel ReI, al fine di garantire un’adeguata valutazione multidimensionale dei bisogni del nucleo beneficiario; monitoraggio da parte del Ministero delle Politiche Sociali e della rete della Protezione e dell’Inclusione Sociale del rispetto dei Livelli Essenziali delle Prestazioni previsti e adozione degli interventi necessari in caso di difficoltà o inadempienza delle amministrazioni locali”.


La necessità di interventi coraggiosi per affrontare l’emergenza

In una situazione in cui, pur in assenza di dati a riguardo, è ormai evidente un forte aumento della povertà a causa dalla pandemia di Covid-19, è auspicabile che il Governo prenda in considerazione e accolga le proposte avanzate dall’Alleanza. Ad oggi il Reddito di cittadinanza presenta diversi limiti e necessita pertanto di correttivi (indicati chiaramente e puntualmente dall’Alleanza) ma è impensabile – come suggerito da alcuni – che l’Italia depotenzi o si privi di una misura chiave per il contrasto all’indigenza, che peraltro è presente in tutti gli altri Paesi europei. In tal senso, vista la gravità della situazione, è anzi auspicabile un ulteriore investimento di risorse all’interno della Legge di Bilancio 2021.

 


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