POVERTÀ E INCLUSIONE /
Al Reddito di Cittadinanza mancano ancora dei pezzi molto importanti
A causa della mancanza dei decreti su controlli e norme "anti-divano" manca tutta la parte "attiva". E per ora la misura si limita a distribuire sussidi. A dirlo è Lorenzo Salvia su L'Economia del Corriere della Sera
17 giugno 2019

Il Reddito di Cittadinanza è operativo da ormai tre mesi (se vi interessa la storia della misura guardate qui), ma per ora al sistema annunciato dal Governo per "attivare" i beneficiari mancano ancora pezzi fondamentali per funzionare correttamente. In particolare sul fronte dei lavori di pubblica utilità e delle misure necessarie ai controlli sui beneficiari. A dirlo è Lorenzo Salvia su L'Economia del Corriere della Sera.

"La norma attuativa con la quale il governo dovrebbe fissare le linee guida che i Comuni dovranno seguire per organizzare i lavori di pubblica utilità ancora non c’è. Il decretone — la legge che ha istituito il reddito di cittadinanza — dà tempo fino a settembre. Ma l’estate ormai è arrivata, la velocità della politica si prepara a scendere, il governo sembra avere altre priorità, dal negoziato sui conti pubblici con l’Unione europea in giù. E i Comuni sono costretti ad aspettare, senza nemmeno sapere da che parte cominciare".


Qualche Comune ha provato a muoversi in autonomia, ma la mancanza di altri ingranaggi importanti del meccanismo rendono tutto molto complicato.

"Non c’è ancora il decreto sui controlli anagrafici, sempre a carico dei Comuni, che pure dovrebbe essere in dirittura d’arrivo. È un provvedimento importantissimo per evitare truffe e raggiri. [...] E manca anche il decreto che consente di scambiare i dati tra le diverse piattaforme per capire chi, tra chi ha presentato domanda, deve essere preso in carico dai centri per l’impiego per essere aiutato a trovare un nuovo lavoro e chi invece deve seguire il percorso dei servizi sociali comunali perché ha bisogno di un aiuto diverso".


In sostanza, per ora, il Reddito di Cittadinanza si è limitato a distribuire risorse. E in più c'è il tema assunzioni per gestire la macchina su cui permane una certa confusione.

"Sono previste mille assunzioni per l’Inps, dedicate proprio al reddito di cittadinanza, come stabilito dall’ultima versione del decreto legge «Crescita» ancora all’esame del Parlamento. E tra quale giorno parte la selezione pubblica per i navigator, le 3 mila persone che andranno a rafforzare i centri per l’impiego chiamati a trovare un lavoro vero a chi prendere il reddito di cittadinanza. In realtà cosa dovranno fare in concreto i navigator ancora non si sa, il braccio di ferro fra governo e Regioni va avanti da tempo". 
 


Reddito di cittadinanza, le norme «anti-divano» che non ci sono per controlli e lavori utili
Lorenzo Salvia, L'Economia - Corriere della Sera, 16 giugno 2019

 


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