È il momento di ripartire dai bambini e dai ragazzi
I minori non sono al centro dell’agenda politica italiana. Non lo sono in condizioni normali e non lo sono, purtroppo, neanche durante questa emergenza. Eppure stanno pagando a caro prezzo le conseguenze della crisi sanitaria in atto, essendo confinati in casa ormai da tempo. Se vogliamo evitare una drammatica crescita delle disuguaglianze, l'avvio della cosiddetta fase 2 deve mettere al centro bambini e ragazzi.
 
Reddito di Inclusione: un'eredità da non sprecare
Dati alla mano, il Reddito di Inclusione ha probabilmente evitato che nell'ultimo anno il livello di povertà nel nostro Paese peggiorasse ulteriormente. Ma la vera eredità del provvedimento, più che nei suoi effetti monetari, si trova nella costruzione di una infrastruttura nazionale per il welfare locale necessaria allo sviluppo di percorsi che aiutino le persone a uscire effettivamente dalla povertà. Ne parla Lorenzo Bandera su Corriere Buone Notizie.
 
Povertà educativa e minorile, ''Con i Bambini'' per lo sviluppo del Paese
Per combattere la povertà educativa serve un impegno concreto da parte dell'intera comunità: innovazione, sperimentazione e flessibilità sono le parole chiave cui guardare nel prossimo futuro. È questo il pensiero espresso da Carlo Borgomeo, Presidente di Fondazione CON IL SUD e dell'impresa sociale Con i Bambini, all'interno di un articolo pubblicato per la piattaforma "IlPunto - Pensioni&Lavoro" che vi proponiamo integralmente qui.
 
Con i nuovi vertici l'INPS cambia posizione sul Reddito di Cittadinanza
È bastato un mese all'INPS per rivedere le proprie posizioni sul Reddito di Cittadinanza. A febbraio, in Senato, il presidente uscente Tito Boeri sottolineava alcune criticità della misura e sottostimava la platea dei beneficiari. A marzo alla Camera, in attesa del nuovo Commissario, la Direttrice Generale Gabriella De Michele ha invece sostanzialmente abbracciato tutti i contenuti della relazione tecnica del Decreto che regola la misura.
 
Contrasto alla povertà: cosa prevede la Legge di Bilancio 2019
La Legge di Bilancio 2019 prevede lo stanziamento di ingenti risorse per la lotta alla povertà ma non chiarisce la natura di gran parte degli interventi che saranno realizzati grazie ad esse. La fisionomia di molte misure, in primis il Reddito di cittadinanza, dovrà infatti essere stabilita da specifici provvedimenti normativi che il Governo dovrà varare nelle prossime settimane. Chiara Agostini ci aiuta a fare il punto.
 
Affidare la regia del Reddito di Cittadinanza ai Centri per l'impiego sarebbe un grande errore
L'Alleanza contro la povertà ha lanciato un nuovo invito al Governo ad aprire il dialogo sul disegno del Reddito di Cittadinanza. L'occasione è stata una conferenza stampa che si è tenuta a Roma, a cui è seguita la diffusione di un documento in cui si esprimono dubbi su come si sta configurando la misura. Particolarmente rilevante è la questione relativa alla regia della misura, che allo stato attuale non può essere affidata ai Centri per l'Impiego.
 
Reddito di Cittadinanza: evitiamo di stravolgere quanto è stato fatto finora per combattere la povertà
L'implementazione del Reddito di Inclusione sta richiedendo notevoli sforzi da parte di tutti i soggetti del welfare locale e per questa ragione modificarne l'impianto comporterebbe un notevole ed ulteriore dispendio di energie. Come procedere dunque nella costruzione del Reddito di Cittadinanza senza stravolgere quanto fatto finora? Vi proponiamo la riflessione di Cristiano Gori, docente dell'Università di Trento e referente scientifico dell'Alleanza contro la povertà.
 
Vogliamo combattere seriamente la povertà? Lo strumento per farlo c'è già: si chiama Reddito di Inclusione
Il Reddito di Cittadinanza promette di "abolire la povertà", eppure uno strumento per sostenere chi si trova in condizione di indigenza già esiste nel nostro Paese. Si chiama Reddito di Inclusione ed è una misura che, dopo un lungo lavoro di riflessione, confronto e implementazione, pare aver creato condizioni ideali per sostenere chi si trova in povertà. Chiara Agostini e Lorenzo Bandera ci spiegano meglio di cosa si tratta.
 
Povertà educativa e diseguaglianze sociali: spunti di riflessione dal Rapporto Invalsi 2018
È di questi giorni l'uscita del Rapporto Invalsi 2018, che annualmente scatta una fotografia dei livelli di apprendimento degli studenti italiani. Il rapporto si rivela infatti estremamente interessante per comprendere come affrontare, sia dal punto di vista dell'intervento che della ricerca valutativa e sociale, la povertà educativa in Italia, permettendo di fare anche alcune riflessioni sul ruolo che la valutazione dovrebbe giocare per affrontare questa sfida.
 
Ridurre la povertà, perché occorre un "cambiamento" di visione
Come ci ha recentemente mostrato l'Istat, il tasso di povertà in Italia è in costante aumento. Per ridurre e contrastare questo fenomeno, però, i soli aiuti economici non sono sufficienti: è necessario infatti ripensare all'educazione sociale degli italiani. Questo il punto di vista espresso da Alberto Brambilla - Presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali - all'interno del portale Il Punto - Pensioni&Lavoro.
 
Povertà educative: il ruolo della valutazione d'impatto
La povertà educativa è un tema sempre più al centro della riflessione e dell’azione di policy makers e organizzazioni del Terzo Settore. In questo quadro, la valutazione dell'impatto sociale diventa questione strategica per comprendere come contrastare il carattere intergenerazionale del fenomeno, rivelandosi strumento di managment prima, durante e dopo l'elaborazione di un progetto.
 
Il Reddito di Inclusione è legge: siamo di fronte a una svolta?
Con l'approvazione della legge delega per la prima volta l’Italia si è dotata di una misura strutturale di contrasto alla povertà: il Reddito di Inclusione. Stiamo assistendo a un passaggio storico, ma rimane da capire se questa misura riuscirà o meno a diventare universale e a raggiungere quindi tutte le persone in povertà assoluta. In sostanza se l’obiettivo è che l’Italia, come il resto dei Paesi europei, si doti di una misura di reddito minimo, è necessario che la legge delega sia il punto di partenza di una politica nazionale che deve ancora svilupparsi e consolidarsi.
 
Contro l’emergenza freddo serve una nuova accoglienza
Ci sono persone che vivono in strada 365 giorni all'anno. Poi, in inverno, alcune di loro muoiono e tutti parlano di emergenza. Quando passerà il gelo, però, torneranno tutti invisibili. Fio.PSD vuole essere una voce fuori dal coro e sostenere che, se adeguatamente supportati da una strategia di uscita dal circuito dell’emergenza, da servizi innovativi basati sulla presa in carico professionale e su progetti personalizzati, della cosiddetta emergenza freddo si può non morire.
 
La lotta alla povertà deve andare avanti: l’appello della Cisl
Il Segretario Confederale Cisl, responsabile Politiche Sociali, Maurizio Bernava lancia un appello perchè, nonostante la crisi post-referendaria, si dia seguito alle misure organiche sulla povertà definite dal dimissionario Governo Renzi. La Cisl si è rivolta direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché ponga davanti al Senato l'urgenza di approvare definitivamente le norme sulla povertà.
 
Ultimo tabù degli italiani: il silenzio sul milione di bambini che vive in povertà assoluta
Come italiani fatichiamo ad accettare che nel Paese vivano 1,1 milioni di bambini in povertà assoluta. Che diventano 2 milioni se esaminiamo la povertà relativa: 1 bambino su 5. Persino nella rissosa lotta politica è rimasto quest’ultimo tabù: la paura di ammettere che in Italia ci sono situazioni che una volta definivamo da «Terzo mondo» e che non coinvolgono solo ragazzi stranieri. E questa amnesia convive con un paradosso: la quota crescente di bambini poveri si accompagna alla diminuzione delle nascite.