POVERTÀ ALIMENTARE /
Accordo Edenred-Banco Alimentare contro lo spreco
I circa 120.000 affiliati di Edenred saranno incoraggiati a donare le proprie eccedenze alimentari attraverso il progetto SitiCibo del Banco
15 febbraio 2014

Banco Alimentare e Edenred, azienda leader mondiale nei buoni servizio prepagati per le imprese, hanno firmato un accordo che agevolerà decine di migliaia di esercizi commerciali nel donare le proprie eccedenze alimentari a chi ne ha più bisogno. Attraverso il progetto Siticibo i membri del network Ticket Restaurant di Edenred potranno così evitare di gettare il cibo avanzato, destinandolo a quelle opere che quotidianamente sostengono milioni di italiani che soffrono la fame.

La previsioni dell’accordo

Banco Alimentare e Edenred in questi giorni hanno firmato un accordo che agevolerà gli oltre 120.000 partner commerciali che utilizzando i Ticket Restaurant di Edenred a donare le proprie eccedenze alimentari al Banco Alimentare attraverso il programma SitiCibo.

Sabrina Citterio, Responsabile Corporate Social Responsibility di Edenred Italia, ha affermato come la propria azienda ritenga doveroso “agire da cassa di risonanza affinché il fenomeno dello spreco di cibo, se non eliminato, possa diventare una risorsa”. “Per questo motivo” ha continuato Citterio “ci siamo rivolti a Banco Alimentare, mettendo a loro completa disposizione tutti i nostri canali di comunicazione per promuovere il programma Siticibo da un lato, e la raccolta di fondi a favore di Fondazione Banco Alimentare Onlus dall’altro”. Una scelta sicuramente importante visto che ogni giorno sono circa 1.200.000 le persone che utilizzino i Ticket Restaurant di Edenred presso 120.000 esercizi commerciali affiliati.

Paolo Cattini, Responsabile Comunicazione e Raccolta Fondi di Fondazione Banco Alimentare Onlus ha sottolineato come “Edenred dimostri grande sensibilità verso l’attività di recupero quotidiano delle eccedenze alimentari operata dalla Rete Banco Alimentare in particolare presso la ristorazione organizzata”. In questo campo ha continuato Cattini “il programma Siticibo resta il “fiore all’occhiello” della nostra attività anti-spreco quotidiana: nel 2013 ci ha permesso di recuperare globalmente da tutta la filiera agroalimentare 71.500.000 kg di alimenti e di ridistribuirli a chi aiuta 1.800.000 poveri in Italia. Alimenti che, se non fossero stati salvati, sarebbero stati inevitabilmente gettati via”.


Siticibo: di cosa si tratta?

Il programma Siticibo è nato a Milano nel 2003 per rendere operativi i principi della legge 155/2003, la cosiddetta “Legge del Buon Samaritano”, che permette e favorisce il recupero del cibo nella ristorazione organizzata per destinarlo a enti caritativi che sostengono chi ha fame.

Lo scopo di Siticibo è recuperare alimenti di qualità ed elevato valore nutrizionale, di norma smaltiti al pari dei rifiuti per il solo fatto di essere invenduti o eccedenti a fine servizio, presso hotel, mense aziendali, ospedali, refettori scolastici o esercizi al dettaglio. Ogni giorno, attraverso una rete logistica di furgoni attrezzati le eccedenze alimentari vengono così trasferite da questi luoghi verso quei contesti in cui il bisogno è più urgente.

Dal 2009 anche la grande distribuzione organizzata contribuisce direttamente all’opera del Banco Alimentare attraverso questo programma. A seguito di accordi stipulati con la maggior parte delle catene italiane, i volontari recuperano periodicamente da supermercati e ipermercati tutti quei prodotti che essendo vicini alla scadenza, con confezioni danneggiate, stagionali oppure destinati ad una promozione specifica ormai conclusa, pur essendo ancora buoni ma non più commercializzabili finirebbero nei rifiuti.


Un passo avanti importante nella sistematizzazione delle donazioni

Con questo accordo in sostanza Edenred si è impegnata a promuovere le donazioni al Banco all’interno della propria rete di affiliati, che senza dubbio rappresentano una quota importante degli esercizi commerciali al dettaglio attivi nel nostro Paese. Potrebbe forse sembrare poca cosa la mera azione di comunicazione e promozione, ma la realtà è che ancora oggi in Italia molti, moltissimi, non conoscono né i gravi problemi legati alla povertà alimentare, di cui si è iniziato a parlare concretamente davvero da poco tempo, né la possibilità di donare il cibo invenduto piuttosto che gettarlo via.

Come vi stiamo raccontando ormai da alcuni mesi all’interno del nostro Focus, oggi il problema della fame nei Paesi avanzati non è certo legato alla mancanza di derrate alimentari. Esso è piuttosto riconducibile alle difficoltà – burocratiche, informative e logistiche - di destinare il cibo non più commercializzabile, che normalmente sarebbe destinato al macero, a chi non può permettersi di acquistarlo attraverso i normali canali di vendita.

La scelta di Edenred di sostenere apertamente l’azione del Banco Alimentare potrebbe permettere un significativo passo avanti verso la sistematizzazione delle donazioni a Siticibo e, conseguente, un bel contributo al contrasto alla povertà alimentare nel nostro Paese. I 120.000 esercenti che fanno parte del network ora sanno dell’esistenza di quei 5 milioni di persone che hanno fame e non possono permettersi di comprare nulla per rispondere al proprio bisogno e, ancora più importante, ora possiedono uno strumento che può permettergli di affrontarle personalmente e direttamente questa situazione. Vi sembra poco?


Riferimenti

La notizia dell'accordo

Il progetto SitiCibo

Il testo inviato da Edenred ai propri affiliati


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Bianca Maria | 20.02.2014
Mio figlio ha un bar e capita spesso di dover buttare prodotti freschi ancora buoni perché la legge, a volte ingiustamente, impedisce di venderli nei giorni successivi. Non conoscevo la possibilità di darlo a chi ne ha bisogno, penso ci organizzeremo per seguire l'esempio e fare anche noi quello che avete raccontato.
  2924

Giovanni | 18.02.2014
Cara Rina, le tue osservazioni sono senza dubbio giuste ma per prima cosa bisogna fare i conti con la realtà. Sarebbe bello un paese in cui la povertà alimentare grazie a misure pubbliche che garantiscano lavoro e/o reddito a tutti i cittadini, ma ora come ora non è così. Milioni di persone soffrono la fame e lo stato non è capace di aiutarle al meglio, ben venga un'azienda che oltre al fatturato pensa anche a contribuire concretamente nella lotta a questo genere di povertà. Il sistema può essere certamente cambiato e migliorato, ma la gente ha fame ora e con i buoni propositi non ci mangia nessuno.
  1938

rina | 16.02.2014
Non è questo il modo di aiutare le persone, bisogna lottare per avere tutti un lavoro ed equità di reddito. La fame non dovrebbe esistere in un paese che ha come legge fondamentale la nostra Costituzione. Questa azienda sembra che faccia chissà quale opera di bene, in realtà sta sostenendo un sistema che fa comodo alla politica e che comunque non sarà sostenibile per lungo tempo.
  1911