PARTI SOCIALI / Sindacati
Fiba Cisl Lombardia: uno sguardo di genere sulle realtà aziendali
02 febbraio 2012

Fiba Cisl Lombardia ha pubblicato nel mese di gennaio 2012 il Rapporto “Un futuro al femminile per la contrattazione aziendale”. Lo studio elabora i dati forniti dai principali istituti bancari ed assicurativi della Lombardia sull’occupazione nelle proprie aziende - secondo quanto previsto dall’art. 46 del d.lgs. n. 198/2006 - in un’ottica di genere che mira ad evidenziare le caratteristiche dell’occupazione femminile in questi settori. L’analisi compiuta da Fiba Cisl - come sottolinea il Segretario generale Andrea Zoanni nell’introduzione – è funzionale al potenziamento della capacità del sindacato, nella contrattazione aziendale, di promuovere prassi concertative e proposte che contribuiscano a realizzare effettive condizioni di pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori.
I dati raccolti parlano di un settore, quello bancario-assicurativo, in cui la presenza femminile è ormai da anni consolidata e in cui tuttavia permangono evidenti una serie di barriere - prima di tutto culturali - all’accesso, da parte delle donne, ai livelli apicali della gerarchia aziendale. Come sottolinea Ester Balconi (Responsabile Coordinamento Donne Fiba Cisl Lombardia), il tasso di femminilizzazione nel settore è mediamente elevato, ma le qualifiche sono prevalentemente riconducibili al livello impiegatizio, con una scarsissima presenza nei ruoli manageriali.

Anche la lettura dei risultati da parte di Maria la Salandra (consulente sui temi delle pari opportunità per varie istituzioni regionali e nazionali) – con riferimento al fenomeno della segregazione verticale, che riguarda tanto i meccanismi di promozione interna che le qualifiche di ingresso al momento dell’assunzione - conduce a puntare il dito sugli stereotipi di genere ancora troppo radicati e diffusi nei settori produttivi di questo paese: «Questa fotografia viene ben rappresentata dalla suggestiva espressione “glass ceiling and sticky floor”, coniata da ricercatrici di area anglosassone (Booth et al., 2003). Il primo termine indica la presenza di barriere invisibili ma straordinariamente resistenti che ostacolano l’accesso delle donne ai livelli elevati delle gerarchie aziendali. Si parla di soffitto di cristallo e non di vetro perché il vetro a differenza del cristallo si rompe facilmente, il cristallo no, è trasparente ma ne avverti la presenza quando ci sbatti contro e vieni schiacciata verso uno “sticky floor”, un pavimento appiccicoso che trattiene le donne nelle posizioni basse. Questi elementi suggeriscono che anche nel settore del credito-assicurativo gli stereotipi di genere, parte di una cultura aziendale desueta, relativamente alle responsabilità familiari che graverebbero sulle donne in misura maggiore che sugli uomini e che limiterebbero la loro disponibilità temporale, condizionino i percorsi professionali delle donne, producendo forme di segregazione verticale ed orizzontale».

Del resto, su questi temi, l’Unione Europea si muove con decisione da vari decenni e, nella Strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015, è tornata a sottolineare alcuni aspetti cruciali. In primo luogo un dato molto positivo: negli ultimi anni il numero delle donne sul mercato del lavoro è costantemente cresciuto, così come il loro livello di istruzione e formazione. Tuttavia, “in molti campi restano disparità tra donne e uomini […]. La maternità mantiene basso il tasso di occupazione femminile e in casa le donne continuano a lavorare senza retribuzione per più ore degli uomini. Le disparità tra donne e uomini violano i diritti fondamentali, impongono un pesante tributo all'economia e hanno come conseguenza una sottoutilizzazione dei talenti […]. Per raggiungere gli obiettivi di Europa 2020, cioè una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, è necessario utilizzare il potenziale e i talenti delle donne in modo più ampio ed efficiente. I ruoli maschili e femminili continuano a influenzare importanti decisioni individuali riguardanti l'istruzione, le scelte professionali, gli accordi di lavoro, la famiglia e la fertilità. Queste decisioni hanno a loro volta un impatto sull'economia e sulla società. È quindi nell'interesse di tutti che donne e uomini abbiano uguali possibilità di scelta nelle varie fasi della vita”.

Il Rapporto Fiba Cisl si muove sicuramente nella direzione auspicata dall’Unione Europea, nella misura in cui intende fornire alle rappresentanze sindacali gli strumenti necessari a promuovere una contrattazione con la parte datoriale che, prendendo atto delle criticità esistenti, possa prima o poi “rompere il soffitto di cristallo” che ancora oggi impedisce al nostro mercato del lavoro di trarre vantaggio dal prezioso contributo delle donne nelle posizioni apicali.

 

Riferimenti

Il sito di Fiba Cisl Lombardia

Il Rapporto Fiba Cisl “Un futuro al femminile per la contrattazione aziendale”

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