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L’Ambito della Valle Seriana diventa partner di Secondo Welfare
I 18 Comuni che compongono l’Ambito, che col progetto Beatrice sono impegnati direttamente nello sviluppo di forme innovative di welfare aziendale territoriale, hanno scelto di sostenere le attività del nostro Laboratorio per il 2021.
08 gennaio 2021

I governi locali, come vi raccontiamo costantemente attraverso i nostri approfondimenti sul tema, sono una parte essenziale del welfare territoriale. Grazie alla loro conoscenza delle comunità e delle relative problematiche sociali che in esse emergono, gli enti pubblici sono infatti in grado di individuare e implementare risposte che mirano a rispondere in maniera il più possibile adeguata ai bisogni dei cittadini. Tali risposte si concretizzano, ovviamente, attraverso azioni e misure finanziate da risorse pubbliche ma, a fronte del moltiplicarsi dei bisogni sociali e del costante ridimensionamento del budget a disposizione dei Comuni, sempre più spesso esse coinvolgono anche soggetti non-pubblici presenti a livello locale. Enti del Terzo Settore, parti sociali e aziende con la “regia” del Pubblico, in un’ottica di secondo welfare, possono infatti giocare un ruolo molto importante per garantire il benessere locale. Per tali ragioni, dunque, ci fa particolarmente piacere annunciare che l’Ambito della Valle Seriana, in Provincia di Bergamo, ha scelto di diventare partner di Percorsi di secondo welfare, sostenendo le attività del nostro Laboratorio per l’anno 2021. 


Tanti Comuni, un solo interesse: il welfare

L’Ambito della Valle Seriana copre la media bassa Valle e coinvolge 18 Comuni (Albino, Alzano Lombardo, Aviatico, Casnigo, Cazzano Sant'Andrea, Cene, Colzate, Fiorano al Serio, Gandino, Gazzaniga, Leffe, Nembro, Peia, Pradalunga, Ranica, Selvino, Vertova, Villa di Serio) per un totale di circa 98.000 abitanti. Come tutti gli Ambiti Distrettuali, anche quello della Valle Seriana permette ai Comuni di operare congiuntamente su alcuni fronti (asili nido, assistenza alle persone anziane o con disabilità, progetti per i giovani e il lavoro, spazi gioco e tanto altro) per migliorare l’offerta di welfare diretta ai cittadini. Tali azioni, come prevede la normativa, possono essere realizzate dagli enti locali in collaborazione con cooperative, associazioni e fondazioni, nello spirito di responsabilità condivisa previsto dalla legge 328/2000 (di cui abbiamo recentemente parlato con la sua promotrice, Livia Turco). In Val Seriana queste sinergie si sono arricchite di un ulteriore tassello: le imprese del territorio. 


Rendere territoriale il welfare aziendale

Nel 2016 l’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito, grazie alle previsioni della Legge di Bilancio, che quell’anno normava per la prima volta sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese e dipendenti nel caso di introduzione di strumenti di welfare aziendale, decide di capire se e come sia possibile coinvolgere il tessuto imprenditoriale per rafforzare il sistema di welfare locale. L’Ambito per oltre un anno si confronta con associazioni di categoria, sindacati e le aziende del territorio. Ascolta questi attori e, al contempo, approfondisce tutti quegli elementi che caratterizzano welfare aziendale: regole fiscali, normativa giuslavoristica, provider e piattaforme. L’Ambito capisce che, con un’azione sostenuta e indirizzata dal Pubblico, i vantaggi di questo sistema possono arrivare anche alle PMI presenti sul territorio - tradizionalmente restie a investire in welfare aziendale - e, a cascata, sulla comunità locale. L’Assemblea dei Sindaci dà quindi mandato per la creazione di una piattaforma multiazienda dove le imprese del territorio possano creare una propria area, totalmente personalizzata, singola, con tutte le funzionalità per i dipendenti e gli uffici paghe, e dove i dipendenti possano scegliere tra un’offerta di servizi territoriali - pubblici e privati - che riguardano cultura, assistenza alle persone e all’infanzia, svago e tempo libero. L’Ambito insomma, valorizzando le reti già presenti, sfrutta il welfare aziendale per dar vita a una forma evoluta di welfare territoriale, fornisce la piattaforma e la arricchisce con servizi territoriali, a cui associa anche consulenza fiscale e giuslavoristica necessaria alle imprese per la predisposizione dei piani welfare. Il ragionamento alla base del progetto, che prende il nome di Beatrice, è semplice: dove cresce il territorio crescono le aziende e, in un circolo virtuoso, le aziende possono così portare nuovi benefici alle comunità in cui si trovano.  


Un progetto che cresce...

Beatrice (di cui vi parlammo qui e, più estesamente, nel volume Fare rete per fare welfare. Dalle aziende ai territori: strumenti, attori, processi) è dunque un progetto singolare: attraverso un istituto di diritto privato, pensato per l’uso interno alla singola azienda e senza nessuna previsione di coinvolgimento dell’Ente Pubblico, è divenuto uno strumento di raccordo non solo tra le singole imprese, ma anche delle imprese con Comuni e i servizi del territorio; il tutto per iniziativa del soggetto pubblico, che ne è anche il “regista”. Il progetto in breve tempo dimostra il proprio valore: favorisce la reciproca conoscenza fra Comuni, imprese e erogatori di servizi; crea raccordi inediti tra le imprese aderenti sui temi della conciliazione tempi di vita e lavoro e della gestione HR; diffonde i servizi territoriali nelle aziende; permette di rilevare i bisogni dei lavoratori e immaginare nuovi servizi locali per farvi fronte; valorizza le reti di servizi già esistenti; aiuta a ottimizzare le risorse per il territorio e le persone. Un risultato che porta anche all’allargamento del territorio interessato, con l’ingresso in Beatrice anche dell’Ambito Val Seriana Superiore - Val di Scalve, che raggruppa 24 Comuni (Ardesio, Azzone, Castione della Presolana, Cerete, Clusone, Colere, Fino del Monte, Gandellino, Gorno, Gromo, Oltressenda Alta, Oneta, Onore, Parre, Piario, Ponte Nossa, Premolo, Rovetta, Schilpario, Songavazzo, Valbondione, Valgoglio, Villa d'Ogna, Vilminore di Scalve) per un totale di oltre 43.000 cittadini.  


…e guarda la futuro

Il progetto, nato con l’idea di creare una piattaforma welfare che “contenesse” i servizi di welfare aziendale del territorio, permettendo anche l’accesso ad alcuni servizi pubblici, nel 2020 fa un passo in più. Beatrice si è svincola dalla piattaforma come elemento unificante della rete imprese-Comuni-territorio, dando vita a un portale - www.welfarebeatrice.it, online da poche settimane - in cui i cittadini degli Ambiti possono cercare ciò di cui hanno bisogno (o che desidererebbero), informarsi, approfondire e avere la possibilità di accedere a una sempre più ampia rete di servizi offerti dai Comuni, dalle aziende, ma anche dal mondo del volontariato, della cooperazione sociale e dal sistema culturale. Attraverso un approccio multipiattaforma, Beatrice si rivolge così a tutti i cittadini della Valle, indipendentemente dal fatto che lavorino o meno in un’impresa che offre servizi di welfare aziendale. Al contempo intende continuare a rafforzare quel sistema da cui è partita, permettendo a tutte le imprese che hanno una propria piattaforma di welfare aziendale di interagire con Beatrice, in modo che non venga più percepita come competitor dai provider di piattaforme, ma come un'opportunità per creare un nuovo modello pubblico-privato, collaborativo e non competitivo. La sfida in questo momento storico è un investimento sulla comunicazione multilivello per: ingaggiare aziende e aumentare il raccordo con i servizi e gli esercizi anche commerciali del territorio; integrare il portale con moduli software-web utili ai partner; rafforzare un accordo di rete che serva a convogliare coprogettazioni e fundraising.


Per queste ragioni siamo più che mai contenti che l’Ambito Valle Seriana abbia scelto di sostenere Percorsi di secondo welfare. Sarà per noi uno sprone in più a inquadrare dinamiche preziose, come quella di Beatrice, che vedono coinvolto il Pubblico nello sviluppo del secondo welfare, insieme a tutti gli attori che a vario titolo possono contribuire a questa crescita.