Smart working, il pressing del ministero: ''Stop a sperimentazione, ora obbligo per gli uffici pubblici''
In questo periodo di emergenza legata al Coronavirus, il Governo prova a spingere sull'acceleratore in tema di smart working per i lavoratori pubblici. Proprio a tale scopo, una circolare del Ministero della Funzione Pubblica ha recentemente definito alcuni accorgimenti. Tra questo c'è la possibilità di utilizzare i dispositivi personali per lavorare | La Repubblica, 4 marzo 2020
 
Se l'epidemia mette le ali allo smart working
L'esigenza di arginare il contagio da coronavirus induce molte aziende a consentire che i dipendenti svolgano il lavoro da casa. E spinge il Governo a rimuovere alcuni vincoli inopportunamente imposti al "lavoro agile" con la legge di tre anni fa. Ne ha parlato Pietro Ichino, docente dell'Università di Milano, in questo articolo di LaVoce.info | Pietro Ichino, LaVoce.info, 28 febbraio 2020
 
Coronavirus: subito lo smart working. Il decreto e le 3 regole da applicare
L'emergenza Coronavirus spinge in queste ore molte aziende a chiedere a parte dei loro dipendenti di lavorare da remoto, cioè da casa, applicando quindi lo smart working. Anche il Governo - per sostenere tale pratica in questo momento molto particolare - ha introdotto nel Decreto del 23 febbraio 2020 misure per facilitare l’avvio di tali pratiche subito, senza vincoli di accordi aziendali in genere previsti in questi casi | Sergio Bocconi, Corriere della Sera, 24 febbraio 2020
 
Coronavirus, smart working applicabile subito: non servono accordi lavoratori azienda
Lo scorso 23 febbraio il Governo ha approvato il decreto attuativo che facilita l'avvio dello smart working nelle zone colpite dall'emergenza sanitaria legata al Coronavirus-Covid 19. Qualcosa di simile era già successo in occasione del crollo del Ponte Morandi a Genova e dell'alluvione di Torino | Rosaria Amato, La Repubblica, 24 febbraio 2020
 
Parità uomo-donna nella busta paga? Ci vogliono almeno 257 anni
Secondo il Global Gender Gap Report 2020, nel nostro Paese le donne continuano ad essere pagate circa il 20% di meno rispetto agli uomini. Inoltre molto spesso le donne si trovano a svolgere molte più ore di "lavoro non retribuito", cioè quello legato alle attività domestiche e alla cura di dei figli o di genitori anziani | Gustavo Ghidini, Corriere della Sera, 3 febbraio 2020
 
Il Paese dei Neet: nessuno in Europa ne conta più dell'Italia
Nel 2018 in Italia, i Neet - cioè i giovani che non lavorano e non studiano - nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 29 anni sono pari a 2.116.000 e rappresentano il 23,4% del totale dei giovani della stessa età. Il nostro Paese è primo tra quelli europei per presenza di Neet. Vita non profit ha realizzato un approfondimento su questo scottante tema all'interno del suo magazine mensile | Anna Spena, Vita, 4 dicembre 2019
 
Sacchi (Inapp): welfare solido, con riforme due milioni di lavoratori protetti in più
Grazie a un ciclo di riforme, nel corso degli ultimi 10 anni si è ampliata la platea di chi, nel nostro Paese, può usufruire di sussidi di disoccupazione nel momento in cui perde il proprio posto di lavoro. Sono infatti 13 milioni i lavoratori "protetti", 2 milioni in più rispetto al passato. A dirlo è l'Inapp,l'Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche, nel corso del festival "Luci sul lavoro" di Montepulciano | Avvenire, 11 luglio 2019
 
Lavoro povero (e nero): il virus del terzo millennio
I braccianti di Rosarno e i riders nelle metropoli sono solo la punta dell’iceberg. Il «cattivo lavoro» è un virus. Lavoro povero e sotto pagato. A cottimo, due, cinque euro all’ora. Non più circoscritto all’agricoltura e ai servizi. Le pratiche di sfruttamento dei lavoratori si stanno diffondendo in ogni settore. Anche intellettuale. Con il rischio di una profonda involuzione sociale. A sollevare il tema è Fondazione Ismu. | Paola D'Amico, Corriere Buone Notizie, 2 luglio 2019
 
Occupazione femminile? Cresce grazie a nidi e materne
Più asili nido e più posti nelle scuole materne favoriscono l'occupazione femminile. Il rapporto, per molti scontato, tra la maggiore presenza e fruibilità di servizi per l'infanzia e la riduzione dei livelli di disoccupazione femminile è stato recentemente evidenziato da un'indagine effettuata dalla Fondazione Openpolis | Lorenzo Maria Alvaro, Vita, 2 maggio 2019
 
La fuga dei giovani è la nuova paura
Secondo un recente sondaggio pubblicato all'interno de "L'Economia", inserto del Corriere della Sera, nel nostro Paese due persone su tre vedono nella fuga dei propri giovani all’estero una minaccia superiore o almeno altrettanto grande rispetto all’immigrazione | Federico Fubini, L'Economia - Corriere della Sera, 25 aprile 2019
 
Lavoro femminile, gender gap e strumenti di work-life balance
Il mercato del lavoro italiano, ancor più se confrontato con l'andamento di quello europeo, offre segnali contrastanti in materia di occupazione femminile. Il biennio 2017-2018 evidenzia, da un lato, un tasso di occupazione in crescita; allo stesso tempo però persistono chiari segnali di difficoltà per le donne, come una più spiccata propensione alla rinuncia a cercare lavoro per via del peso delle responsabilità familiari | Federica Roccisano, Il Punto - Pensioni&Lavoro, 8 aprile 2019
 
Sorpresa, l'alternanza scuola-lavoro (spesso) funziona e cresce
Come creare nuove prospettive? Un gruppo di grandi aziende ha fatto il punto a Milano sulla rispettiva esperienza portata avanti in questo campo, presentando in conclusione una ricerca sull’alternanza scuola-lavoro e sull’apprendistato. | Giovanna Maria Fagnani, Corriere Buone Notizie, 11 dicembre 2018
 
Maternità e lavoro, incentiviamo il congedo dei papà
L'emendamento promosso dalla leghista Silvana Comaroli nella legge di Bilancio per il 2019 darà la possibilità alle lavoratrici di scegliere come articolare i cinque mesi di congedo obbligatorio di maternità. Ma, se l'obiettivo è quello di agevolare la conciliazione tra famiglia e lavoro, altre misure a costo zero come questa potrebbero essere prese in considerazione. Per esempio incentivare i papà a sfruttare il loro congedo, che oggi troppo spesso non viene utilizzato | Rita Querzè, Corriere della Sera, 5 dicembre 2018
 
Passi indietro nella (già poca) integrazione tra scuola e lavoro
Il sistema informativo Excelsior annualmente rileva, in una prospettiva quinquennale, i fabbisogni occupazionali e formativi delle nostre imprese. A questo sondaggio si aggiungono rilevazioni mensili, con proiezioni trimestrali, ed altre letture su base territoriale. Nei giorni scorsi è stata presentata la indagine 2018-2022 secondo la quale tendono ad aumentare i contratti offerti ma si incrementa anche la difficoltà da parte delle imprese di incontrare le persone corrispondenti ai propri fabbisogni | Maurizio Sacconi, Bollettino ADAPT, 6 novembre 2018
 
Se i rifugiati danno posti di lavoro agli italiani
Il 24 settembre il consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il cosiddetto decreto Salvini su immigrazione e sicurezza. Tra le altre cose, prevede di ridimensionare il Sistema per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati (Sprar), che cambierà nome e sarà d’ora in poi limitato solo a chi è già titolare di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati | Francesco Amodio, Angelo Martelli e Maria Chiara Paoli, LaVoce.info, 16 ottobre 2018
 
I centri per l'impiego sono un disastro
Secondo quello che dicono da anni i dirigenti del Movimento 5 Stelle, uno dei pilastri del futuro “reddito di cittadinanza” saranno i centri per l’impiego, gli uffici delle province che hanno lo scopo di aiutare le persone che cercano lavoro. Per ricevere il sussidio, infatti, sarà necessario – tra le altre cose – iscriversi a uno di questi centr | Il Post, 17 ottobre 2018
 
Oxfam, le donne in Europa devono lavorare due mesi in più per uno stipendio equo
Il pay gap continua a farsi sentire. Secondo lo studio Oxfam sull’occupazione femminile uscito mercoledì 3 ottobre, le donne in Europa devono sottostare a trattamenti economici inferiori del 16% rispetto a quelli degli uomini e sono occupate in mansioni nettamente al di sotto delle loro capacità professionali. Per questo, se volessero arrivare allo stesso livello di stipendio dei loro colleghi, dovrebbero lavorare 59 giorni in più | Valore D, 4 ottobre 2018
 
Lavorare ma essere lo stesso poveri: così l'Italia rischia un nuovo primato negativo
Lavorare (e guadagnare) ma essere poveri ugualmente. Una categoria che in Italia cresce da anni nel silenzio delle statistiche che mettono insieme tutti: occupati che possono spendere a piacimento e occupati che devono tirare la cinghia | Salvo Intravaia, La Repubblica, 23 settembre 2018
 
Istat: a parità di titolo di studio, gli uomini hanno la meglio nella ricerca del lavoro
Dal 2008 al 2017, la quota di popolazione con almeno il diploma secondario superiore è in deciso aumento. Più contenuta, rispetto alla media europea, è invece la crescita della quota di popolazione con un titolo terziario - questi, in sintesi, i risultati principali che emergono dallo studio Istat 'Livelli di istruzione della popolazione e ritorni occupazionali: i principali indicatori' per l’anno 2017 | Valore D, 17 luglio 2018
 
Lavoratori over 55, sfide e strumenti dell'invecchiamento attivo
Sotto la spinta dell’invecchiamento della popolazione e della normativa previdenziale vigente, aumentano i lavoratori di età compresa tra i 55 e i 64 anni. Sono ancora poche però le misure volte a favorirne la permanenza sul lavoro, il benessere psico-fisico e la produttività di questi lavoratori | Mara Guarino, Il Punto - Pensioni&Lavoro, 17 luglio 2018
 

 
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