Il piano nazionale per l'occupazione femminile è la priorità
Gli effetti della pandemia stanno mostrando la necessità di predisporre al più presto un piano nazionale per rimettere al centro dell'agenda politica del Paese il lavoro e il ruolo delle donne. Una proposta già avanzata nel recente passato e che deve rappresentare una priorità per l'Italia e per i decisori politici. Oggi più che mai è importante ribadirlo, perché nessuna resti indietro.
 
Il lavoro delle donne nella crisi pandemica e la sfida della conciliazione
La crisi pandemica ha aggravato tendenze storiche tanto sul fronte della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, quanto su quello delle difficoltà connesse alla conciliazione tra lavoro e vita familiare | Lilli Casano, BollettinoAdapt, 8 marzo 2021
 
Angeli in nero: badanti e baby-sitter, il welfare nascosto che ci salva la vita
L’emergenza sanitaria ha ribadito la necessità dei “lavoratori domestici” all’interno delle nostre vite: baby-sitter, badanti e colf. | Fausta Chiesa, Buone Notizie Corriere della Sera, 15 marzo 2021
 
Forza lavoro! Un ebook sulle sfide del lavoro e del welfare in tempi di pandemia
La Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha da poco pubblicato l’e-book “Forza lavoro!”. Questo volume, curato da Luca Cigna, raccoglie i contributi di numerosi studiosi e esperti di lavoro, ed è frutto dell'omonimo ciclo di incontri condotto dalla Fondazione nel 2020, in collaborazione con The Adecco Group, nell’ambito dell’Osservatorio sul Futuro del Lavoro.
 
Treu: la pandemia ci obbliga a ripensare il welfare
Il Presidente del CNEL Tiziano Treu, nel corso della presentazione del XXII Rapporto sul mercato del lavoro e la contrattazione, ha sottolineato come ripensare il welfare sia una delle condizioni per far ripartire il motore dell’economia in sicurezza. La pandemia, infatti, ha messo in evidenza non poche falle nel nostro sistema di protezione sociale su cui occorre intervenire presto. Anche grazie alle risorse europee.
 
Garantire un salario minimo dignitoso nei Paesi dell’Unione europea
Il 28 ottobre la Commissione europea ha adottato la proposta sul salario minimo. Assicurare ai lavoratori dell’Unione l'opportunità di un impiego sicuro e di salari adeguati è essenziale per supportare una ripresa economica sostenibile e inclusiva. Ne parla il sito dell'ASviS, l'Associazione italiana per lo Sviluppo Sostenibile | Luigi Di Marco, ASviS, 03 Novembre 2020
 
Una nuova sfida per il mondo del lavoro: reinventare reti per garantire un ritorno collettivo
La pandemia ci sta obbligando a rivedere profondamente il modello di sviluppo e l'organizzazione economica e sociale della nostra società. In questo articolo uscito per Rivista Solidea, Giovanni Ferrero evidenzia come per costruire un futuro diverso sia necessario ripartire dalle "reti": sia quelle fisiche, cioè sociali ed economiche, sia quelle virtuali, cioè fatte di dati.
 
Il 65% delle donne con figli piccoli non lavora
Il tasso di occupazione delle donne è di 18 punti percentuali più basso di quello degli uomini; inoltre il lavoro part-time riguarda al 73% le donne ed è involontario nel 60,4% dei casi. Questo divario di genere è dovuto dal peso del lavoro di cura dei figli e dei familiari anziani che grava soprattutto sulle spalle delle donne. Per questo è necessario potenziare i servizi. A dirlo è la deputata Maria Cecilia Guerra | Monica Guerzoni, Corriere della Sera, 30 ottobre 2020
 
Per un'Europa più sociale: la direttiva della Commissione UE per l'introduzione del "salario minimo europeo"
Lo scorso 28 ottobre la Commissione Europea ha pubblicato una nuova Direttiva per l'introduzione del "salario minimo europeo" allo scopo di contribuire all'istituzione di un sistema di retribuzione dei lavoratori più equo ed equilibrato in tutti gli Stati dell'Unione Europea. Questo strumento vuole inoltre limitare il fenomeno dei working poor e la proliferazione dei contratti di lavoro pirata. Ce ne parla Giuseppe Guerini.
 
Troppo pochi lavoratori nel welfare italiano
I numeri sugli occupati in quattro settori chiave come istruzione, sanità, servizi sociali e pubblica amministrazione sono impietosi: l’Italia è al penultimo posto in Europa. Per adeguarsi alla media europea servirebbero 2 milioni di lavoratori in più | Emilio Reyneri, LaVoce.info, 21 settembre 2020
 
Lo smart working oltre l'emergenza: un acceleratore di innovazione
Durante il lockdown è stato possibile sperimentare, in modo massiccio, il lavoro agile. Il cosiddetto smart working implementato in questi mesi e già previsto dalla legge 81/2017, manca però di un requisito fondamentale che è la "volontarietà" della scelta. Tuttavia, nonostante le difficoltà, i rischi e le limitazioni, un'analisi successiva a questo periodo racconta che cambiare il modo di lavorare è desiderabile ma, soprattutto, possibile.
 
Covid-19: quale impatto sul mondo del lavoro e sulla vita delle persone in Europa?
Quali effetti hanno prodotto il Coronavirus e il lockdown a livello europeo in materia di occupazione e work-life balance? Una recente survey condotta su 85.000 persone in tutta Europa per conto di Eurofound ci aiuta a comprendere quale reale impatto stia avendo la pandemia di Covid-19 sul benessere e sul lavoro dei cittadini europei in questi primi mesi. Ce ne parla Luca Oliva.
 
Dimissioni delle neo-mamme: oltre 37 mila lasciano il lavoro
Aumentano ancora le dimissioni delle neo-mamme. Secondo il rapporto dell'Ispettorato del Lavoro, nel 2019 sono state 37.611 le lavoratrici neo-genitori che si sono dimesse a causa delle crescenti difficoltà nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ne parla un articolo uscito per L'Economia, inserto del Corriere della Sera | Corinna De Cesare, L'Economia - Corriere della Sera, 24 giugno 2020
 
Working poor, in Europa 10% lavoratori sotto la soglia di povertà. Un progetto per combattere le diseguaglianze
Il fenomeno dei working poor (letteralmente "lavoratori poveri") è in crescita costante dal 2008 in quasi tutti i paesi europei, tanto che nel 2018 il 9,5% dei lavoratori era a rischio di povertà o al di sotto della soglia di povertà. Anche per questo è nato il gruppo di ricerca WorkYP, che si occupa di studiare e alimentare il dibattito su questo fenomeno | Sofia Ficocelli, La Repubblica, 16 giugno 2020
 
Donne equilibriste, tra figli e lavoro domestico aumentato alle prese con il lockdown
Secondo il recente report "Le Equilibriste: la maternità in Italia 2020", curato da Save the Children Italia, nel corso dei mesi del lockdown le difficoltà legate alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro sono aumentate soprattutto per la componente femminile. In particolare questo è dovuto a un aumento dei carichi di cura familiari. | Rai News 26 maggio 2020
 
Tra salute e lavoro: la precarietà ai tempi del Coronavirus
Il virus colpisce gli individui senza tener conto di fattori come reddito, provenienza o status. I suoi effetti però non sono altrettanto equi: i gruppi sociali sono infatti esposti in maniera diversa ai rischi socio-economici, diretti o indiretti, che il virus porta con sé. A essere penalizzati sono soprattutto i lavoratori autonomi, che nell'Italia colpita dalla pandemia sono oltre 5 milioni fra freelance, partite IVA e creativi.
 
Smart working, il pressing del ministero: ''Stop a sperimentazione, ora obbligo per gli uffici pubblici''
In questo periodo di emergenza legata al Coronavirus, il Governo prova a spingere sull'acceleratore in tema di smart working per i lavoratori pubblici. Proprio a tale scopo, una circolare del Ministero della Funzione Pubblica ha recentemente definito alcuni accorgimenti. Tra questo c'è la possibilità di utilizzare i dispositivi personali per lavorare | La Repubblica, 4 marzo 2020
 
Se l'epidemia mette le ali allo smart working
L'esigenza di arginare il contagio da coronavirus induce molte aziende a consentire che i dipendenti svolgano il lavoro da casa. E spinge il Governo a rimuovere alcuni vincoli inopportunamente imposti al "lavoro agile" con la legge di tre anni fa. Ne ha parlato Pietro Ichino, docente dell'Università di Milano, in questo articolo di LaVoce.info | Pietro Ichino, LaVoce.info, 28 febbraio 2020
 
Coronavirus: esteso a tutta Italia lo smart working senza accordo, fino alla fine dell'emergenza
Come vi stiamo raccontando fin dall'inizio dell'emergenza Coronavirus Covid-19, lo smart working oggi più che mai rappresenta un'opportunità per limitare il contagio e, al contempo, cercare di dar continuità alle attività lavorative che si possono svolgere anche in remoto. Il Decreto del Presidente Consiglio dei Ministri del 1° marzo, ora estende la possibilità del lavoro agile, per la durata dello stato d'emergenza, a tutte le organizzazioni dell'intero territorio nazionale.
 
Coronavirus e smart working: arrivano alcuni chiarimenti
Lo scorso 25 febbraio il Governo ha espresso alcuni chiarimenti in merito all'applicazione dello smart working in modalità semplificata per le imprese situate nelle zone a rischio contagio da Coronavirus. In particolare, sono interessate dal Decreto le aziende con sede in Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli, Emilia Romagna e Liguria; sarà inoltre possibile applicare questa misura fino al 15 marzo, inviando solo l'informativa sulla sicurezza.
 

 
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