IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA /
Piccole realtà, una grande rete: l'immigrazione come motore dell'innovazione sociale
Arriva anche in Italia Hello Europe, il programma di accelerazione per progetti di imprenditoria e innovazione sociale che favoriscono accoglienza e integrazione
20 aprile 2019

Il 13 aprile a Torino, Ashoka Italia ha presentato Hello Europe Italia, un programma di accelerazione per progetti di imprenditoria e innovazione sociale specificatamente incentrato nel settore delle migrazioni. Hello Europe sostiene progetti che generano cambiamenti nei campi dell’accoglienza e dell’integrazione dei cittadini stranieri producendo impatto sociale sul territorio, nasce nel 2016 in Germania ed è stato successivamente implementato in Austria, Belgio, Grecia, Spagna, Svezia, Turchia, Paesi Bassi e ora in Italia.

La Scuola Holden ha ospitato l’evento, e la giornata non è solo stata un pretesto per dare visibilità ai potenziali progetti d’imprenditoria sociale, me è stato un momento di conoscenza reciproca, di scambio d’idee, contatti e al contempo una vera e propria fase di selezione dei progetti. Infatti, al termine della giornata, una giuria ad hoc ha selezionato i migliori 8, sui 15 progetti presentati, che avranno diritto d’accesso alla fase successiva, la quale prevedrà un vero e proprio periodo di accelerazione e accompagnamento per le start up che verranno seguite da esperti del settore. Successivamente tra questi 8 ne saranno scelti 3, quelli con il più alto livello di successo e replicabilità che verranno finanziati per espandere il loro business sociale.

Come si diceva all’inizio, il programma Hello Europe nasce da Ashoka, una community di professionisti e imprenditori che connette l’imprenditoria sociale e il mondo degli affari per supportare e accelerare progetti d’innovazione sociale e cambiamento. Ashoka è arrivata in Italia dal 2014, ed è presente da più di 35 anni in 20 paesi nei quali ha supportato circa 3300 imprenditori in diversi campi del sociale: dall’educazione al lavoro nelle carceri, dall’uguaglianza di genere all’antimafia, dalla disoccupazione giovanile ai temi dell’immigrazione.

Il fondatore di Ashoka è Bill Drayton, la sua visione nasce dall’opportunità di vedere il potenziale del cambiamento in ogni singola persona che può diventare così protagonista del cambiamento nella propria comunità, il così detto changemaker. In questa visione Ashoka può essere definita come un ecosistema di changemaker, e questa prerogativa gli è stata riconosciuta da NGO Advisor che l’ha nominata come sesta ONG più influente al mondo in termini di impatto e innovazione sociale.


Introduzione della giornata e presentazione dei partner

La giornata si è aperta con i saluti da parte di Anna Beatrice Ferrino, Vice presidente di Fondazione CRT e di Anna Maria Poggi del Comitato di Gestione di Compagnia San Paolo. Entrambe hanno condiviso l’importanza di fare rete tra i diversi attori del sistema dando vita e processi collaborativi tra imprese, fondazioni e mondo del sociale. Ferrino ha in particolare evidenziato l’importanza, per il futuro dell’economia, di valorizzare le relazioni e includere le diversità in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa, prerogativa indispensabile ad oggi per competere sul mercato.

Poggi ha invece rimarcato la necessità della comunità internazionale e l’imprescindibilità dell’Europa come attore protagonista dell’integrazione e di sviluppo dell’innovazione sociale. Ha preso poi parola Alessandro Valera, Direttore di Ashoka Italia, che ha subito rimarcato l’importanza per Ashoka d’individuare, fra i progetti che selezionano, quelli in grado di proporre un cambio di paradigma nella visione dell’immigrazione. Il suo intervento si è infatti concentrato sulla necessità di cambiare la narrazione del migrante, che a suo avviso deve essere priva di “scetticismi” e “buonismi”, una visione del migrante capace di raccontare la storia delle persone in quanto tali, che sia in grado di vedere nei processi d’immigrazione opportunità, in cui il migrante diventa agente del cambiamento (changemaker).

Ha concluso poi la serie di interventi Enrica Cormaglia, Venture Manager di Ashoka Italia che ha raccontato come è avvenuto il processo d’individuazione e selezione dei 15 progetti che durante la giornata hanno presentato la loro realtà. Le metodologia usata è stata quella della Snowball analysis che, partendo dalla mappatura del settore imprenditoriale della migrazione, ha individuato degli esperti attraverso interviste mirate. Da questa iniziale ricerca sono state fatte le prime considerazioni che hanno portato ad approfondire l’analisi con ulteriori interviste e così a seguire, fino a produrre una mappa degli imprenditori sociali più innovativi sul territorio nazionale nel settore dell’immigrazione. Questo lavoro di mappatura è durato due mesi tra gennaio e febbraio e ho prodotto un centinaio d’interviste. I dati Istat del 2018 dicono che le regioni con il più alto numero di cittadini stranieri, sono il Lazio con il 13,2% e Lombardia con il 22,4%, Cormaglia conferma che a specchio rispetto alle statistiche, la quantità di progetti a imprenditoria sociale da loro individuati sono maggiormente addensata in queste regioni.

Infine questa introduzione alla giornata è stata motivo per ricordare e ringraziare i partner e i collaboratori di Ashoka Italia in questo viaggio di supporto agli imprenditori. Fondazione con il sud, Roberto Bosch Stiftung, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Schöpflin stiftung, Zalando, Pwc e Oliver Wyman hanno supportato Hello Europe, in collaborazione con Nesta Italia, IOM, Fondazione ISMU e Comunità di Sant’Egidio.


I 15 innovatori sociali

La giornata ha poi dato spazio alla presentazione di alcuni progetti internazionali appartenenti alla rete di Ashoka. Camille Ramani ha presentato Upwardly Global, direttamente dagli Stati Uniti e Hugo Menino Aguair, dal Portogallo, ci ha parlato di Speak. Infine, ogni realtà ha avuto la possibilità di salire sul palco e presentare il proprio lavoro in due minuti, ecco qua un riassunto delle iniziative.

Funky Tomato

Guido de Togni ha presentato Funky Tomato, una realtà che opera in Campania, a Scampia e in Basilicata facendo inserimento lavorativo principalmente di migranti e richiedenti asilo, ma anche di donne e giovani. Tutto ciò vendendo pomodoro biologico e salsa di alta qualità con l’obbiettivo di creare una filiera produttiva sana, tacciabile in grado di coinvolgere la grande produzione per raggiungere un cambiamento culturale.

La Rotonda

L’associazione La Rotonda opera a Baranzate, il comune lombardo con il più alto tasso di stranieri in Italia, circa il 70% dei residenti. Samantha Lentini spiega che con l’avvio di un laboratorio sartoriale, un servizio di doposcuola per bambini, corsi di italiano per adulti e la promozione di eventi culturali per l’integrazione sociale, l’associazione cerca di contrastare la povertà e la disoccupazione nel suo territorio.

Cuochi a Colori

Donatella Forconi ha presentato Cuochi a Colori, un progetto che a Milano propone cucina etnica a domicilio con un team di cuoche immigrate provenienti da diverse parti del mondo. Il Team coinvolge 6 cuoche all’interno dell’attività, nasce a fine 2013 e propone anche corsi di cucina e progetti didattici.

Semino

Samantha Musarò ha spiegato cosa fa Semino, un progetto che è nato in modo spontaneo negli orti urbani di Bologna con l’obiettivo di creare lavoro e inclusione per i migranti, portando sul mercato prodotti agricoli etnici (daikan, gombo, curcuma, tatsoi, cavolo cinese) coltivati direttamente in Italia. Ad oggi Semino coinvolge una decina di lavoratori.

Bee My Job

Mara Alacqua invece ha presentato Bee My Job che opera ad Alessandria con rifugiati e richiedenti asilo. Il progetto nasce grazie all’Associazione di Promozione Sociale Cambalache e ha l’obiettivo di formare operatori specializzati nel campo dell’apicoltura. Bee My Job è in contatto con diverse aziende agricole e apistiche sul territorio nazionale riuscendo ad attivare con loro diversi contratti di tirocinio.

Il Grande Colibrì

Il Grande Colibrì è un’associazione di volontariato che offre sostegno alle persone richiedenti asilo perché perseguitate in patria a causa della loro identità di genere o del loro orientamento sessuale. Si batte in particolare per l’accettazione dell’omosessualità da parte delle persone di fede mussulmane e lo fa attivandosi con eventi culturali e offrendo assistenza legale. Wajahat Abbas Kazami ha presentato il progetto il Grande Colibrì.

The Silent Accademy

Luca Iacovone presenta The Silent Accademy e racconta come il progetto cerchi di valorizzare i talenti immigrati sostenendo il loro patrimonio e competenze artigianali. Il progetto nasce a Matera dall’esperienza della Cooperativa Sicomoro e propone laboratori pratici di falegnameria, ceramica, sartoria, offrendo opportunità d’integrazione.

Mamma Venture

Mamadou Lamine Ndiaye spiega che da maggio 2018 Mama Venture si occupa di investire nelle imprese dei cittadini straniere. Le idee migliori candidate vengono finanziate tramite crowdfunding o tramite i soci fondatori. L’impresa nasce a Bologna ma può operare su tutto il territorio nazionale, ad oggi sono cinque le persone che lavorano dietro Mama Venture.

C.I.C.

Madou Gueye ci spiega che il loro progetto Cascina Casotello ha da poco cambiato nome perchè vogliono che abbia un taglio più culturale e aperto. Si chiama ora Centro Internazionale Culturale (C.I.C.) e nasce come progetto nel 2013 da un’intesa con il Comune di Milano e l’Associazione Sungal per un progetto di riqualificazione urbana. Il centro è un punto nevralgico per il ritrovo dei migranti della zona, offre loro diversi servizi e mette a disposizione numerosi spazi.
La Strategia della Lumaca

Nella provincia di Monza e Brianza, ci spiega Massimiliano Giacomello, il loro progetto cerca di rimuovere gli ostacoli all’accesso abitativo per i migranti trovando soluzioni a prezzi sostenibili e supportando percorsi di empowerment dei cittadini.

Indovina che viene a cena?

Nezha Mousai, con tanta emozione, presenta il percorso di Indovina chi viene a cena?, un’idea volta a ribaltare il rapporto tra ospitato e ospitante. Infatti, il progetto, propone a persone italiane di partecipare e condividere una cena a casa di una famiglia straniera, che mette a disposizione la propria tradizione culinaria, in un’ottica di condivisione e abbattimento dei pregiudizi.

The Sewing Cooperative

Lydia Witt viene dagli Stati Uniti si è innamorata di Roma, ne ha visto un potenziale e ha deciso di aprire una sartoria sociale. The Sewing Cooperative vuole ridurre l’isolamento sociale e diffondere la conoscenza della cultura africana coinvolgendo i turisti nella sartoria attraverso la piattaforma di Airbnb.

GustaMundo

Samantha Galluzzi è stata la voce per GustaMundo, un progetto che nasce a Roma nel ristorante messicano di Pasquale Compagnone con la volontà di dare aiuto ai ragazzi migranti in uscita dai centri di accoglienza. I ragazzi impegnati in GustaMundo sono circa 25, cuochi che lavorano anche in altri ristoranti e cucinano a domicilio.

MyGrants

MyGrants è un progetto pensato da Chris Richmond N’zi, di origine ivoriana e con una formazione da Data Analyst. Chris spiega come funziona l’app di MyGrants che, attraverso semplici giochi e quiz è in grado di fare lo screening delle competenze e dei talenti di chi vi accede. MyGrants fornisce anche un percorso formativo alla fine del quale il team che se ne occupa, provvede all’inserimento nel mondo lavorativo.

Ragazzi Harraga

Alessandra Sciurba presenta Ragazzi Harraga, un progetto sviluppato a Palermo che cerca di rafforzare il coordinamento tra attori istituzionali e privati coinvolti nella tutela dei minori non accompagnati. Nello specifico il progetto ha portato alla realizzazione di una Cartella Sociale contenente informazioni sensibili utili a coordinare le azioni dei vari attori preposti alla tutela dei minori.