IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA /
Accoglienza dei migranti: quali effetti avrà la Legge di Bilancio?
Il combinato disposto tra Manovra e Decreto Sicurezza porterà a una forte razionalizzazione della spesa. Il rischio è lo smantellamento delle esperienze di accoglienza diffusa che hanno dato i migliori risultati.
10 gennaio 2019

Com’è noto le politiche dell’attuale Governo per l'accoglienza dei Richiedenti Protezione Internazionale e per la gestione dei flussi migratori sono particolarmente controverse. In questo senso può essere utile leggere quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2019 congiuntamente con il cosiddetto Decreto Sicurezza (legge n. 132/2018).

L’articolo 1 comma 767 della Legge di Bilancio stabilisce che “Il Ministero dell’interno pone in essere processi di revisione e razionalizzazione della spesa per la gestione dei centri per l’immigrazione in conseguenza della contrazione del fenomeno migratorio, nonché interventi per la riduzione del costo giornaliero per l’accoglienza dei migranti, dai quali, previa estinzione dei debiti pregressi, devono derivare risparmi connessi all’attivazione, locazione e gestione dei centri di trattenimento e di accoglienza per stranieri irregolari per un ammontare almeno pari a 400 milioni di euro per l’anno 2019, a 550 milioni di euro per l’anno 2020 e a 650 milioni di euro annui a decorrere dal 2021”.

Il Decreto Sicurezza (che abbiamo approfondito qui), prevede sostanzialmente il ridimensionamento del sistema di accoglienza diffusa che andava sotto il nome di SPRAR (Sistema di accoglienza per i richiedenti asilo e rifugiati) e l’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari. La trasformazione dello SPRAR in SIPROIMI (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati) è un cambiamento significativo: a quest’ultimo potranno accedere soltanto i titolari di protezione internazionale, i minori non accompagnati e i titolari di permessi per casi speciali. I richiedenti asilo rimarranno esclusi e potranno essere accolti solo nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS).

Già lo schema di Capitolato per la gestione dei CAS, presentato dal Ministero dell’interno nel novembre 2018, aveva previsto il taglio del costo giornaliero per l’accoglienza dei migranti, decisione che ha destato preoccupazioni rispetto alla capacità di favorire percorsi di integrazione di qualità e perché rischia di stralciare proprio quelle esperienze di accoglienza diffusa che hanno dato migliori risultati.

Un Dossier di In-Migrazione, pubblicato a commento dello schema di Capitolato, ha evidenziato il rischio che vengano meno tutte le attività volte all’integrazione come l’insegnamento della lingua italiana, il supporto alla preparazione per l’audizione in Commissione Territoriale per la propria richiesta di asilo, la formazione professionale, la positiva gestione del tempo libero come le attività di volontariato, di socializzazione con la comunità ospitante e quelle sportive. Lo stesso Dossier sottolinea, poi, come il taglio rischi di tradursi principalmente nella perdita di posti di lavoro per il sistema dell’accoglienza, specialmente quelli più qualificati, e di favorire la concentrazione dei migranti in grandi centri adibiti alla mera assistenza e fornitura di vitto e alloggio.

La razionalizzazione prevista dalla Legge di Bilancio, congiuntamente con il Decreto Sicurezza e quanto si legge nello schema di Capitolato, rischia quindi di produrre per l’intero Paese ulteriori costi economici e sociali sul breve e lungo periodo. 

 

Riferimenti

Testo integrale della Legge di Bilancio 2019 pubblicatoin Gazzetta Ufficiale

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Il gruppo di ricerca di Percorsi di secondo welfare si è interrogato sulle possibili conseguenze che la Manovra genererà sul fronte delle politiche sociali. Per approfondire puoi leggere il nostro editoriale e le altre analisi tematiche su
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