GOVERNI LOCALI / Rigenerazione urbana
Ripartire dalle periferie si può: spunti dalla seconda Conferenza Nazionale sulle Periferie promossa da Fondazione Bracco
Il convegno ''Dieci, cento, mille centri'' svoltosi a Palermo ha offerto numerose riflessioni e indicato esperienze concrete che possono contribuire a rigenerare le aree periferiche delle nostre città
25 giugno 2019

Si è tenuta lo scorso 14 giugno a Palermo "Dieci, cento, mille centri", la Seconda Conferenza Nazionale sulle Periferie Urbane, organizzata dalla Fondazione Bracco con la partecipazione del Comune di Palermo e in collaborazione con Nesta Italia. L’iniziativa si proponeva di continuare la riflessione sulle periferie iniziata lo scorso anno e di individuare strategie di sviluppo urbano nell’ottica della rigenerazione delle aree periferiche. Partendo proprio dalle esperienze virtuose del Milanese e Palermitano, l’evento promuove ogni anno la condivisione di buone pratiche, mettendo in rete soggetti come enti pubblici, imprese, cittadini, associazioni culturali e scuole.


Una piattaforma per collegare tutte le periferie del Paese

Quattro personalità d’eccezione hanno aperto i lavori: Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, Diana Bracco, Presidente della Fondazione organizzatrice, Anna Scavuzzo, Vicesindaca di Milano, e Jana Lauffs, in rappresentanza per il Comune di Düsseldorf. Il Sindaco Orlando, in particolare, ha sottolineato quanto l’iniziativa volesse proporre le periferie come nuovo centro di ogni città, presentando pratiche di rinnovamento ed inclusione tramite reti sociali, economiche e culturali.

In questa edizione, la conferenza ha fatto da vero e proprio “ponte” tra una città europea, Milano, e una mediterranea, Palermo, per poi estendere le riflessioni su tutto il contesto italiano ed europeo. Orlando ha ricordato quanto urga una “vision” di città, al fine di recuperare i legami con quelle periferie non solo geografiche ma esistenziali all’interno degli agglomerati urbani. La conferenza si è proposta, quindi, come “piattaforma per collegare tutte le periferie d’Italia”.


Servono esperienze in grado di unire luoghi e comunità

Diana Bracco ha rimarcato l’intenzione di valorizzare le periferie, accendendo i riflettori sugli interventi più significativi in Italia e all’estero. “Il punto di partenza è semplice: nell’Unione Europea, oggi il 54% delle persone vive nelle città; nel 2030 si arriverà al 77%”. Secondo la Presidente di Fondazione Bracco, il fattore attrattivo delle città motiverebbe un rinnovato impegno sulle periferie, con esperienze in grado di “unire luoghi e comunità”.

La Presidente ha sottolineato la centralità delle imprese in questa sfida, valorizzando la cultura della comunità ospitante. Se le politiche di rigenerazione urbana nel passato non sono sempre state efficaci, il “non fare” nel sociale ha sempre un costo: “se si garantiscono accoglienza e comunità, se si agisce in maniera preventiva, si ha un ritorno economico per tutti”. Tra le altre iniziative, la Presidente ha ricordato l’impegno nel comune di Baranzate con il programma “Oltre i margini”, atto a promuovere l’imprenditorialità femminile, attività di prevenzione e di contrasto alla povertà educativa (ve ne avevamo parlato qui).


L'impegno di Milano e Düsseldorf

Anna Scavuzzo e Jana Lauffs hanno invece condiviso le politiche virtuose messe in atto nei territori di Milano e Düsseldorf. Dopo aver illustrato le affinità tra Milano e Palermo (“innovazione”, “luoghi di arrivo e partenza”, “sperimentazione”), la vicesindaca di Milano ha raccontato di come il Comune meneghino si stia impegnando per costruire una città proiettata alla dimensione internazionale, senza però dimenticare gli ultimi; capace di fare rete, e di mettere al centro le persone e la loro comunità. Con l’aiuto dei residenti, il comune di Milano ha avviato un processo di “georeferenziazione per ambito tematico” - con l’obiettivo di prendere atto delle questioni prioritarie per la cittadinanza e mettere in campo strategie per rispondere a tali bisogni.

Jana Lauffs ha invece illustrato il processo di rinnovamento dal basso e sviluppo urbano del quartiere di Garath, un piano d’azione integrato finalizzato a ridare “immagine” ed “identità” a un quartiere a lungo considerato ai margini della città tedesca.


Best practice a cui guardare con interesse

Alla sessione introduttiva sono seguiti gli interventi di Angela Tecce (Dirigente del Servizio Periferie Urbane DGAAP MiBAC), Carolina Botti (Direttrice della Divisione Rapporti Pubblico-Privati e Progetti di finanziamento Ales S.p.A. Arte Lavoro e Servizi), e Francesco Giambrone (Sovrintendente del Teatro Massimo). Angela Tecce ha presentato un “Creative Living Lab” per il rilancio delle periferie urbane attraverso la cultura.

Di seguito, Carolina Botti ha descritto l’Art Bonus, credito d’imposta per favorire il mecenatismo culturale, abbracciando le aree della tutela, del sostegno e delle nuove strutture o rifacimenti di luoghi dedicati allo spettacolo. Infine, Francesco Giambrone ha riportato le iniziative del Teatro Massimo all’interno di quartieri periferici come lo Zen di Palermo, volte a riprendere contatto con aree distanti dal centro.


Partnership pubblico-private, povertà educativa, turismo e arte: le sessioni parallele

Nella seconda fase della conferenza, gli ospiti si sono divisi in quattro sessioni parallele, svoltesi in luoghi chiave della città, coordinate da altrettante organizzazioni impegnate nelle periferie: “Impresa e non profit, un patto per i territori” al Teatro Santa Cecilia, coordinato da Marco Zappalorto (CEO Nesta Italia); “La povertà educativa dei bambini nelle aree urbane” alla Biblioteca Comunale, con Giulio Cederna (Save the Children); “Turismo, infrastrutture e sostenibilità come attivatori di sviluppo” all’ Archivio storico, moderato da Renzo Iorio (Presidente Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo Confindustria); “L'arte come forza ed esperienza rigeneratrice” ospitata da GAM - Galleria d'Arte Moderna, con l’intervento di Catia Riccaboni (Responsabile programma Fondation de France).

Insieme ai moderatori, un pool di ospiti di primo piano ha sostenuto i dibattiti, tra cui rappresentanti delle amministrazioni, responsabili d’impresa, personaggi del mondo associativo e culturale. Durante le sessioni, i moderatori hanno provato ad integrare il parere degli esperti con i liberi contributi dei partecipanti, per poi produrre una sintesi da presentare in plenaria.


Un nuovo umanesimo per fare di ogni periferia un centro

Nella sessione finale, quattro ospiti hanno riportato quanto emerso dai tavoli di lavoro: Gaela Bernini, Segretario Generale Fondazione Bracco; Giuseppe Mattina, Assessore alle Politiche Sociali Comune di Palermo; Anna Prat, Direzione Piano Quartieri Comune di Milano; Adham Darawsha, Assessore alle Culture Comune di Palermo. L’assessore Mattina, in particolare, ha evidenziato l’importanza di "sviluppare “un’idea chiara di territorio", che metta al centro l’idea della periferia non come luogo di abbandono ma come "comunità educante". Allo stesso modo, Anna Prat ha descritto nuove forme di consumo turistico nelle città, come l’esempio di Ostello Bello a Milano e Palermo, in grado di mettere a sistema accoglienza e interazione sociale tra gli ospiti.

In conclusione, Leoluca Orlando ha proposto di adottare e rinforzare un vero e proprio “patto di linguaggio”, una condivisione profonda che parta dalla premessa di trasformare ogni periferia in centro, nel segno di un “nuovo umanesimo”. Questo è possibile solo attraverso città inclusive ed accoglienti, che siano comunità - di persone, associazioni ed imprese.

  

 

Mattina: i progetti vanno impostati dall'alto, ma hanno sempre bisogno della comunità 

A margine dell’iniziativa, abbiamo avuto modo di discutere con l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Palermo Giuseppe Mattina. L’assessore ha ribatido la necessità di progetti che non siano imposti dall’alto, ma che nascano da e che diano risposte alle istanze di tutti i cittadini: “qualsiasi tipo di attività che parte dev’essere il risultato della comunità, che nasce della base e dalla richiesta della stessa e che coinvolge tutti i suoi membri. Ci continuiamo a ripetere che il nostro slogan è ‘io sono persona, noi siamo comunità’. Tutti i servizi che stanno partendo o sono partiti per l’infanzia, accoglienza dei migranti, contrasto alla povertà, devono avere lo stesso fil rouge.”

L’assessore ha preso come esempio le iniziative indirizzate all’accoglienza, volte a rendere partecipe e protagonista il soggetto beneficiario: “l’accoglienza dei bambini, per esempio in famiglie che ospitano sia italiani che stranieri, l’affido, i servizi di educativa domiciliare, e i servizi dei centri sociali nei territori per ragazzi che vogliono costruire un percorso di autonomia”. 

Infine, Mattina ha richiamato l’importanza di costruire nuovi legami tra cittadini, imprese ed istituzioni nelle comunità di periferia, per evitare “che si inneschi una guerra tra poveri, che ci siano conflitti, e per costruire “una comunità che dalla base si faccia carico dei più fragili”.


Per approfondire

Sul canale YouTube di Fondazione Bracco solo disponibili alcune interviste video ai protagonisti della Conferenza

 


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