GOVERNI LOCALI / Regioni
Le reti di conciliazione in Lombardia: una prima valutazione
29 luglio 2012

Sempre più spesso le istituzioni locali e gli attori socio-economici del territorio - come le associazioni datoriali, i sindacati e il Terzo settore – assumono un ruolo centrale all’interno del “secondo welfare”, promuovendo partnership pubblico-privato e mobilitando risorse aggiuntive ma anche e soprattutto costruendo nuovi modelli di gestione condivisa rispetto ai bisogni del territorio.

In questo contesto le Reti di conciliazione promosse da Regione Lombardia costituiscono un tavolo di coordinamento e ricerca di sinergie tra le molteplici risorse economiche, organizzative e relazionali dei loro componenti, sfruttando al meglio le potenzialità di ognuno. Nel caso della promozione dell’occupazione femminile e dei servizi per l’infanzia, ad esempio, le parti sindacali e datoriali possono contribuire coinvolgendo le aziende e i lavoratori perché si realizzino progetti di welfare aziendale e inter-aziendale - o addirittura di respiro territoriale per l’intera comunità – con particolare attenzione all’introduzione del welfare nella contrattazione decentrata.
A quasi due anni dall’inizio della sperimentazione delle reti di conciliazione territoriali, la DG Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale ha avviato con la collaborazione di Eupolis Lombardia un percorso di valutazione degli esiti del nuovo modello di governance territoriale. Un percorso che si articola in due fasi: la prima di “peer review”, occasioni di incontro e valutazione reciproca da parte delle diverse reti territoriali, e una seconda di “focus group”, racconto delle esperienze più significative e valutazione “esterna” da parte degli istituti universitari coinvolti, ciascuno su un proprio ambito di competenza. La Regione ha infatti invitato esperti e docenti universitari a discutere gli esiti e le potenzialità delle reti.

Il primo dei tre Focus Group, “Lavoro e secondo welfare” ha visto la partecipazione delle tre DG regionali Famiglia, OPL, e Industria. Rappresentanti delle tre reti territoriali di Brescia, Lecco e Monza e Brianza hanno poi preso la parola per raccontare gli esiti della loro esperienza, successi e criticità riscontrate. Francesca Pasquini di Eupolis Lombardia ha introdotto e coordinato i lavori, conclusi dagli interventi di Franca Maino e Ilaria Madama, ricercatrici presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano nonché parte del gruppo di ricerca del progetto Percorsi di secondo welfare.

Il secondo incontro, dal titolo “Reti, governance e modelli organizzativi” ha approfondito invece il tema della costituzione di reti multi-stakeholder come nuovo modello di governance territoriale che consente incontri e scambi virtuosi tra soggetti diversi, con l’aiuto dei professori Francesco Longo e Giovanni Fosti. Il terzo e ultimo incontro, che si svolgerà in autunno, avrà come argomento “Nuove comunità e sviluppo del territorio”.
 

Il primo Focus Group: Lavoro e secondo welfare

Come ha spiegato Franca Maino, il “secondo welfare” coinvolge attori economici e sociali quali imprese, sindacati, fondazioni, assicurazioni, il Terzo settore e gli enti locali, creando un sistema che si aggiunge e integra al “primo welfare”. Caratterizzanti degli interventi di secondo welfare sono la centralità della domanda e l’attenzione all’emergere di nuovi bisogni non tutelati dal welfare tradizionale; la maggiore capacità di adattarsi ai nuovi bisogni e al loro mutare; la sinergia tra diversi settori di policy; la partnership pubblico-privato e la provenienza delle risorse. Un ruolo cruciale all’interno di queste esperienze è occupato dagli enti locali, responsabili di favorire il coordinamento, l’aggregazione e l’innovazione sociale come “accompagnatori” di questi processi. Un esempio è proprio l’impegno di Regione Lombardia sul tema della conciliazione, trasversale a più settori di policy e basato sulla volontà di porre famiglie, persone, territori e imprese al centro degli interventi di policy.

Ilaria Madama ha invece concentrato il suo intervento sullo strumento della Dote Conciliazione, che sei dei tredici territori hanno avuto l’incarico di distribuire. Alcune debolezze dello strumento Dote sono individuabili nei criteri di accesso, nella durata limitata, nella “concorrenza” con altri strumenti per la tutela del reddito familiare, nella difficoltà di centrare ed estendere il target di beneficiari, e infine nell’approccio unidimensionale della misura. La sola Dote infatti, se non adeguatamente abbinata a strumenti di maggiore flessibilità all’interno del luogo di lavoro, non basta per garantire alla lavoratrice una buona conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Tra gli elementi richiamati da Franca Maino e Ilaria Madama per l’ulteriore sviluppo delle reti di conciliazione nei prossimi mesi anche una strategia di comunicazione efficace e mirata, maggiore integrazione tra le Reti di conciliazione e i Piani di Zona per evitare inutili sovrapposizioni di interventi, e più coordinamento tra le diverse misure a sostegno di famiglie e lavoratori implementate dalle DG regionali.

Questi invece i suggerimenti dalla “lettura” dell’operato delle Reti attraverso la lente del secondo welfare:
- continuare a favorire il coinvolgimento delle imprese, anche attraverso la diffusione dell’idea del welfare aziendale come strumento di competitività e di riduzione dei costi sociali per l’intera comunità di riferimento;
- lavorare a una più attenta e sistematica comprensione degli interessi dei partecipanti alla Rete così da comprenderne le dinamiche di ridefinizione degli interessi;
- promuovere la contrattazione di secondo livello come possibile risposta alla domanda di conciliazione, specialmente proseguendo il lavoro sulla flessibilità interna, di orari e luoghi, nell’organizzazione del lavoro;
- comprendere l’importanza della comunicazione per diffondere l’operato della Rete e favorire il coinvolgimento degli altri soggetti;
- diffondere le esperienze e le buone prassi di una Rete alle altre attraverso momenti di incontro e confronto dei diversi responsabili sui territori della stessa organizzazione (es. all’interno delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria).


Riferimenti

Il sito della DG Famiglia

Le reti territoriali

La Dote Conciliazione

Segnaliamo anche l’approfondimento Una guida ai contributi pubblicati sulle politiche e gli interventi di conciliazione dei tempi di vita sul sito LombardiaSociale.it
 

I nostri approfondimenti dedicati alle Reti di Conciliazione in Lombardia

Welfare territoriale e conciliazione: la rete di Lecco, 17 giugno 2012

La rete di conciliazione di Monza e Brianza e la fiera della conciliazione, 17 giugno 2012

La conciliazione famiglia-lavoro in Lombardia e nel mondo, 31 maggio 2012

Conciliazione famiglia lavoro e innovazione politico-istituzionale, 4 maggio 2012 


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