GOVERNI LOCALI / Regioni
Puglia: una nuova legge regionale a sostegno dei giovani
Il provvedimento, frutto di un lavoro congiunto con diversi stakeholder territoriali, intende aiutare gli adolescenti nella transizione all'età adulta. Ne abbiamo parlato con il consigliere Gianni Liviano, promotore della norma.
07 luglio 2020

Per supportare i giovani, la Regione Puglia ha approvato la Legge “Misure regionali a favore degli adolescenti”. Approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale pugliese lo scorso 16 giugno, la Legge regionale nasce a valle della proposta avanza dal consigliere Gianni Liviano ed è il frutto di oltre un anno di lavoro, che ha visto il coinvolgimento attivo e indiretto di numerosi attori sociali ed economici. Con Gianni Liviano abbiamo discusso i contenuti dell’intervento e le aspettative che hanno accompagnato la sua approvazione.


Come nasce l’idea di una legge regionale a favore dei giovani e quali sono i suoi principali obiettivi?

La legge nasce guardando mio figlio, che ha 17 anni e mezzo, e guardando i suoi amici. Sono ragazzi seri, bravissimi. Hanno una cultura media decisamente superiore a quella delle generazioni che li hanno preceduti. Spesso sono ragazzi anche molto responsabili. Mi pare però che siano un po’ “autocentrati”, ovvero che fanno fatica a sentirsi parte della comunità. Fanno fatica a costruire con i loro coetanei orizzonti di senso condivisi. La loro prospettiva è caratterizzata da un soggettivismo esasperato. Bisogna aiutarli a sentirsi parte della comunità; a scorgere il volto dell’altro come valore. Bisogna aiutarli ad appassionarsi all’idea che la ricerca della felicità si coniuga con il noi e con l’io. Provare a schiodarli dal regno delle loro stanze colme di wi-fi e di computer e di play station per riportarli alla strada, che è casa di tutti, e luogo che obbliga a rimboccarsi le maniche e diventare protagonisti piuttosto che spettatori.


Quali sono le azioni previste dalla nuova legge?

Tra le varie azioni previste mi sembra importante segnalare l’introduzione dell’ascolto a scuola, l’accompagnamento degli adolescenti anche attraverso l’introduzione della figura dello youth worker (ovvero un animatore socio educativo capace di intervenire nella vita dei ragazzi attraverso metodologie e strumenti di educazione non formale); l’accompagnamento delle famiglie attraverso percorsi informativi; la costruzione di spazi di aggregazione e di in-formazione (spazi di aggregazione per adolescenti, centri informa-adolescenti e portale per adolescenti); l’introduzione del servizio civile per adolescenti e il rilascio della licenza di competenze extrascolastiche; l’introduzione della youth card; il rilascio di una certificazione relativa alle competenze extrascolastiche e in particolare dello youth pass; l’attenzione al sostegno della mobilità regionale, nazionale e internazionale dei ragazzi.


Questo intervento si rivolge a una molteplicità di aspetti che riguardano la vita dei giovani. Come si è arrivati a una scelta di questo tipo?

La legge è figlia non solo della mia volontà, ma anche del contributo di molti amici. Hanno contribuito, arricchendo la proposta con le loro sensibilità, alcuni sacerdoti, qualche preside, i Direttori del Dipartimento di Sociologia e del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Bari. Abbiamo inoltre commissionato una ricerca sui giovani pugliesi di età compresa fra 14 e 19 anni, che ha visto il coinvolgimento di alcune scuole superiori ed è stata coordinata dalla Professoressa Marta Elena dell’Università Cattolica di Milano.


Quali sono le funzioni che la Regione assumerà nel quadro di questa legge e che ruolo giocherà il “Forum Regionale degli Adolescenti”?

La Regione assume un ruolo di coordinamento, di costruzione di reti e di finanziatore. Il Forum, che viene istituito presso il Consiglio Regionale, in coordinamento con le iniziative e i progetti promossi dal Consiglio Regionale e destinati ai giovani, ha il compito di formulare proposte in materia di politiche adolescenziali giovanili al Consiglio Regionale e alla Giunta. 


A fronte delle ambizioni poste dalla Leggere Regionale, le risorse messe in campo (210 mila euro per il 2019) sono sufficienti?

Le risorse sono al momento assolutamente insufficienti. La politica che governa i nostri territori spesso è miope. Investire sui ragazzi non porta consenso immediato. La politica di questi tempi  è invece alla permanente ricerca del consenso immediato. L’auspicio è che ci possano essere incrementi per il futuro.

 


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