GOVERNI LOCALI / Regioni
Invecchiamento attivo: le iniziative di Regione Emilia-Romagna
18 maggio 2012

Nell’ambito dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, Regione Emilia-Romagna intende aprire “una nuova fase di attività di indirizzo politico, caratterizzata da forti specificità nel settore” [Teresa Marzocchi, assessore alle politiche sociali].
L’Emilia-Romagna, da un punto di vista demografico è una regione “anziana”, poiché il suo indice di vecchiaia è di 56 punti superiore a quello europeo e di 23 punti più elevato della media italiana. Il dato positivo è che questa tendenza di lungo periodo all’invecchiamento della popolazione è stata negli ultimi anni ridimensionata da una ripresa della natalità: l’indice di vecchiaia (n. di persone di età superiore a 64 anni su 100 persone di età inferiore a 15) era di 196,8 su 100 nel 1999 ma è sceso a 167 su 100 nel 2011 (elaborazione RER su base Eurostat 2011, nei riferimenti).

Ciò non toglie che il quadro futuro – una popolazione anziana oltre il 20% di quella complessiva intorno al 2030 – imponga una particolare attenzione delle politiche regionali verso i bisogni sociali che scaturiscono da queste dinamiche demografiche.
La via intrapresa da Regione Emilia-Romagna passa attraverso il potenziamento dei servizi per non autosufficienti, da un lato, ma anche per la promozione di politiche a favore di quegli anziani che conducendo una vita autonoma possono essere efficacemente coinvolti in iniziative di invecchiamento attivo.
La progettazione delle policies in questo settore potrebbe essere favorita, in Emilia-Romagna, dall’utilizzo di consolidati strumenti di governance del sociale, come la Cabina di Regia, un’istituzione cui partecipano gli assessori regionali alle politiche per la salute e alle politiche sociali, i presidenti delle Conferenze territoriali sociali e sanitarie (CTSS), i sindaci dei comuni capoluogo di provincia, e i presidenti delle provincie (nel caso non siano presidenti delle CTSS) o loro delegati. Nella Cabina vengono definite le politiche sociali e sanitarie in un ottica di concertazione e di elevata integrazione.

In questa cornice si situano una serie di iniziative promosse dalla regione sull’intero territorio regionale per discutere dei temi dell’invecchiamento attivo. Il 9 maggio a Bologna si è tenuto l’incontro “Il protagonismo dell’anziano. Appunti per la realizzazione di una società migliore per tutte le età” che è stata anche l’occasione per illustrare le politiche regionali. Sotto questo profilo merita menzione il Piano di azione regionale per la popolazione anziana (PAR): «una novità d’approccio intersettoriale che aiuta tutti gli attori (Istituzioni, OO.SS. e Terzo settore) a comprendere meglio come migliorare le politiche pubbliche e del privato sociale verso la popolazione anziana e garantire a tutti la fruizione dei diritti in tutte le fasi della vita, realizzando l’obiettivo di “Una Società per tutte le età”». Nell’ambito del PAR sono state attivate sul territorio molte iniziative interessanti. Un altro appuntamento importante sarà rappresentato dalle “Giornate del Caregiver” che si terranno a Carpi il 25 e 26 maggio.
La Regione ha inoltre predisposto una pagina web dedicata alle iniziative dell’Anno dell’invecchiamento attivo sul proprio sito. Qui è possibile trovare anche materiale utile all’approfondimento del tema. A tale proposito merita sicuramente menzione la seconda indagine nazionale dell’Auser sulla condizione sociale della terza età (nei riferimenti), che fotografa una situazione di crescente disagio della popolazione anziana in Italia, a causa della crisi e delle manovre fiscali adottate per fronteggiarla. Colpisce in particolare questo passaggio: «Più di 400 calorie giornaliere mancano all'appello e aumenta il rischio di ricovero. Le cause? In primo luogo la crisi economica. Questi i risultati principali dell’indagine sul rapporto tra cibo e anziani realizzata nel 2011 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Padova. Dal vasto studio denominato “Nutrage” emerge chiaramente che gli over 65 italiani mangiano troppo poco e soprattutto male. Un dato impressionante se si pensa che la malnutrizione può aumentare del 25% la possibilità di ricovero in ospedale. Secondo i ricercatori la ragione principale della malnutrizione negli anziani del nostro paese è di tipo economico. La crisi, che ha colpito maggiormente la fascia di popolazione più debole come quella degli over 65, ha fatto calare notevolmente i consumi alimentari. Secondo un'indagine promossa dal Ministero della Salute, inoltre, quasi il 70% degli anziani fa fatica ad arrivare alla fine del mese. In particolare carne e pesce mancano all'appello dei consumi alimentari» (Indagine Auser, p. 6).
Le iniziative degli “Anni europei”, come questo sull’invecchiamento attivo, rappresentano in questa fase di crisi una fondamentale occasione per i governi nazionali e locali al fine di mantenere un adeguato livello di attenzione attorno ai sempre più gravi fenomeni di esclusione sociale che colpiscono le fasce deboli della popolazione. La vecchiaia rappresenta, da questo punto di vista, una fase delicata dell’esistenza, in cui fragilità fisiche ed emotive si sommano spesso creando pericolosi effetti moltiplicatori. Buone pratiche di invecchiamento attivo non potranno risolvere tutte le complesse problematiche legate al fenomeno, tuttavia gli strumenti dell’innovazione sociale - che permettono di attivare sinergie tra pubblico, Terzo settore e privato for profit – possono determinare miglioramenti sensibili delle condizioni di vita dell’anziano nella propria comunità.

 

Riferimenti


Link al sito di Regione Emilia-Romagna


Seconda indagine nazionale dell’Auser sulla condizione sociale della terza età


Elaborazione RER sugli indicatori demografici


Eurostat yearbook 2011 - population
 

 
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