GOVERNI LOCALI / Enti locali
Istat: per il quarto anno consecutivo cresce la spesa sociale dei Comuni
Nel 2017 gli enti locali hanno stanziato 7,2 miliardi di euro: oltre l'80% della spesa è stata destinata a interventi per la famiglia, gli anziani e persone con disabilità. Permangono grandi differenze Nord-Sud
25 febbraio 2020

Nel 2017 la spesa per i servizi sociali sostenuta dai Comuni italiani è stata di 7 miliardi e 234 milioni di euro, che corrispondono a circa lo 0,41% del Pil nazionale. Rispetto al 2016 l'aumento è stato del 2,5% (circa 177 milioni di euro). È il quarto anno consecutivo di crescita per la spesa sociale degli enti locali, che è progressivamente tornata a livelli precedenti il declino registrato nel triennio 2011-2013. Sono questi alcuni dei dati più interessanti che emergono dall'annuale rilevazione effuttuata dall'Istat su questo fronte.


Spesa complessiva e spesa pro-capite

Stando alle stime dell'Istituto Nazionale di Statistica, a livello nazionale nel 2017 la spesa sociale pro-capite da parte dei Comuni è stata pari a 119 euro (erano 116 nel 2016) seppur in presenza di differenze territoriali molto ampie. Al Sud la spesa è infatti molto inferiore rispetto al resto del Paese: 58 euro contro valori che superano i 115 euro annui in tutte le altre ripartizioni e che toccano il massimo nel Nord-Est: 172 euro. Se consideriamo invece le singole regioni, la spesa pro-capite varia dai 22 euro della Calabria ai 423 del Trentino Alto Adige (figura 1).


Figura 1. Spesa sociale pro-capite sostenuta dai comuni singoli e associati per regione, anno 2017

Fonte: nostra elaborazione su dati Istat 2020


Spesa sociale e aree di intervento

Per quanto riguarda le differenti aree di intervento, circa 4/5 della spesa è sono andati a tre aree specifiche: famiglie e minori (38%), anziani (18%) e persone con disabilità (26%). Il 7,4% è stato invece destinato all’area povertà e disagio adulti, il 5,5% alle attività generali e alla multiutenza (es. sportelli tematici e segretariato sociale), il 4,8% ai servizi per immigrati, Rom, Sinti e Caminanti; infine il restante 0,3% a interventi per le dipendenze da alcol e droga (figura 2).


Figura 2. Spesa sociale sostenuta dai comuni singoli e associati per settore di intervento, anno 2017

Fonte: nostra elaborazione su dati Istat 2020


La spese rivolte ai diversi tipi di utenza hanno fatto registrare tassi d’incremento differenti. Se paragonata alla spesa complessiva (+2,5%), l’area famiglie e minori ha registrato una crescita più contenuta (+1,1%); un incremento superiore rispetto a quello medio ha invece interessato la spesa per l’assistenza ai disabili (+4,1%).   Anche le risorse destinate agli anziani, che per sei anni consecutivi (dal 2011) avevano subito un contenimento, sono cresciute di circa 74 milioni (+4,7%) di euro rispetto all’anno precedente.

Nell’ultimo anno sono invece leggermente diminuite (-0,1%) le spese per il contrasto alla povertà e per il disagio adulti, dopo un lieve incremento nel biennio precedente. Infine, i servizi rivolti ai migranti "pesano" poco meno del 5% della spesa sociale dei Comuni, ma continuano a crescere con valori in linea con l’incremento della spesa totale (+2,7%).


Le fonti di finanziamento

La spesa sociale dei Comuni è finanziata principalmente attraverso risorse proprie degli enti locali (56%) e delle associazioni di Comuni (7%). Seguono poi, in ordine di importanza, i Fondi regionali vincolati per le politiche sociali, che finanziano il 17,7% della spesa sociale dei Comuni, il Fondo indistinto per le politiche sociali (8,3%), i Fondi vincolati statali o dell’Unione europea (6,9%), gli altri enti pubblici (2,7%) e i privati (1,3%) (figura 3).


Figura 3. Spesa sociale sostenuta dai comuni singoli e associati per fonte di finanziamento, anno 2017

Fonte: nostra elaborazione su dati Istat 2020


Sommando le quote relative al Fondo indistinto per le politiche sociali e ai Fondi statali o europei emerge che solo il 15,2% della spesa impiegata per i servizi sociali è finanziata a livello nazionale, mentre la maggior parte delle risorse, come detto, provengono direttamente dai territori.

Nel corso degli anni, le fonti di finanziamento hanno subito delle variazioni. In particolare, è diminuito il peso del Fondo indistinto per le politiche sociali, che è passato dal 14% del 2010 all’8,3% del 2017. Da notare inoltre come nelle regioni del Sud la quota finanziata con questo fondo sia maggiore rispetto al Centro e al Nord, dove i Comuni più spesso investono somme proprie per le politiche sociali. Analogamente, anche la percentuale di risorse derivanti dallo Stato o dall’Unione europea è più alta al Sud e nelle Isole rispetto al resto del Paese.


Riferimenti

Istat, La spesa dei Comuni per i servizi sociali

 


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