GOVERNI LOCALI / Enti locali
Disagio e povertà, la vera medicina è pubblico-privato (insieme)
Silvia Becciu, Il Sussidiario, 8 aprile 2016
08 aprile 2016

Soldi ce ne sono pochini e la domanda di welfare vecchio e nuovo aumenta. Come uscirne? Standardizzando le attività sociali? Continuare a ridurre i costi? E se invece ci fossero altre risorse da liberare? Risorse che non si trovano nei bilanci ma che esistono, anche in abbondanza e che vanno valorizzate, come sanno bene, ad esempio i tanti milanesi impegnati nelle tante realtà del privato sociale: associazioni, fondazioni, cooperative sociali, il cosiddetto mondo del Terzo Settore, protagonista del welfare “sussidiario”. Sono questi i principali contenuti di "Città della dignità e della possibilità: welfare e lavoro, persona, cura e diritti", incontro svoltosi il 6 aprile scorso su iniziativa di Centro Culturale di Milano, CDO Milano e Fondazione per la Sussidiarietà, a cui hanno partecipato Gigi Petteni, Segretario Nazionale CISL, Maurizio Ferrera, Docente di Scienza politica, Franca Maino, Direttrice di Percorsi di secondo welfare, e Sergio Silvotti, Presidente Fondazione Triulza.  

Maurizio Ferrera, esperto di politiche sociali, si sofferma innanzitutto sul titolo del convegno, “Città della dignità e della possibilità”, sottolineando che la dignità di ogni persona va riconosciuta, rispettata e messa nelle condizioni di poter contare sul fatto di avere abbastanza per vivere. Come rispondere, quindi, per Ferrera ai bisogni crescenti di welfare? Mettendo in rete le risposte esistenti, pubbliche e private, valorizzando di queste ultime anche gli apporti finanziari; estendendo tali risposte quanto più possibile sul territorio (in senso orizzontale) e in senso verticale, ad esempio imparando ad utilizzare più e meglio le risorse dell’Unione europea.

Un altro modo per Ferrera è facilitare l’accesso al primo welfare. Il nostro welfare di Stato infatti prevede molte possibilità, ad esempio i sussidi di sostegno al reddito, che però non è facile conoscere e a cui non è semplice accedere, soprattutto per le persone ai margini. Alla direttrice del progetto di ricerca “Percorsi di secondo welfare”, Franca Maino, il compito di sottolineare il fatto che sempre di più le amministrazioni locali stanno riconoscendo la necessità e l’importanza di valorizzare i soggetti non pubblici raccogliendo dal territorio esempi di buone prassi.

 

Disagio e povertà, la vera medicina è pubblico-privato (insieme)
Silvia Becciu, Il Sussidiario, 8 aprile 2016