Come è noto, il termine NEET1 individua la quota di popolazione in età giovanile né occupata né inserita in percorsi di istruzione e formazione, e comprende al suo interno situazioni estremamente diversificate: povertà culturale e relazionale, giovani con carichi di cura, diplomi e lauree deboli, giovani che vorrebbero lavorare ma non sanno come accedere ai percorsi di loro interesse e non sono disponibili ad accettare un lavoro “qualunque”.
Tutto ciò rende particolarmente complesso agganciare il target e definire strategie di azione mirate. Nell’ambito della strategia UE Youth Guarantee (2020), la riduzione dei NEET è divenuta uno dei principali obiettivi dell’agenda politica europea, implicando l’elaborazione di misure volte a reintegrare nella società e nel mercato del lavoro i giovani a maggior rischio di esclusione socioeconomica.
In questo contesto il Comune di Piacenza, attraverso l’Ufficio Politiche Giovanili (oggi Servizio Piacenza Giovani) ha maturato a partire dal 2010 alcune esperienze sul tema dell’inattività lavorativa dei giovani, in particolare sul rapporto tra processi partecipativi, costruzione del progetto di vita e inclusione lavorativa. I progetti “NO NEET WORK IN PROGRESS” (2015) e “MAPPE” (2020-21), entrambi sostenuti da Anci, avevano lavorato per promuovere nei giovani partecipanti consapevolezza circa la propria condizione, conoscenza del contesto locale e capacità progettuali da applicare alla costruzione di percorsi di ingresso nel mondo del lavoro.
Da queste premesse è nato nel 2023 il progetto A Tempo – Take your time, grazie alle esperienze precedenti e a seguito di un percorso formativo nazionale promosso da Anci per il personale dei Comuni e degli enti partner2. La Cooperativa Pares, che cura il focus Collaborare e partecipare” di Percorsi di secondo welfare, ha accompagnato parte di questa iniziativa. Di seguito si racconta questa esperienza, sperando possa essere utile per chiunque si trovi a gestire simili attività di partecipazione e collaborazione.
Logiche di intervento
Anzitutto, alcuni presupposti progettuali.
In primo luogo l’analisi del contesto cittadino3 ci suggeriva di focalizzare l’attenzione soprattutto su tre categorie di potenziali NEET: i giovani con background migratorio e povertà di reti e risorse familiari (i giovani tra i 14 e i 35 anni con cittadinanza non italiana sono il 25%-30% in tutte le classi anagrafiche); i giovani con fragilità personali e percorsi scolastici frammentati o interrotti; e i NEET della cosiddetta fascia “alta”, cioè giovani diplomati o laureati protetti da situazioni famigliari ed economiche solide, che non hanno necessità stringenti e non hanno obiettivi lavorativi chiari.
In secondo luogo, le risorse presenti: già da diversi anni il Servizio Piacenza Giovani opera in una logica di rete con enti di Terzo Settore e associazioni giovanili, attivando coprogettazioni in cui ci si sforza di mettere a sistema i ruoli e le competenze delle agenzie e degli operatori.
In terzo luogo, alcune preziose indicazioni metodologiche offerte dal percorso formativo nazionale: costruire servizi a bassa soglia in cui favorire l’incontro con interlocutori adulti affidabili, rendere evidente ai giovani che esiste una rete locale disposta ad accompagnarli, proporre esperienze che partano dai loro interessi e consentano di esprimere un contributo personale; con l’obiettivo di aiutare i partecipanti a sviluppare e consolidare le competenze strategiche necessarie per uscire dalla condizione di inattività o per evitarla4. In questo senso, anche il titolo del progetto suggerisce una lettura non giudicante della condizione di inattività: essere in pausa, prendersi del tempo, uscire forse dalla pressione dei ritmi imposti, non è una sconfitta ma un passaggio per ripensarsi e giocarsi in altri ruoli. qui anche il logo di progetto che raffigura il dado a 12 facce dei giochi di ruolo).
Le attività di “A Tempo”
Il progetto “A Tempo” si proponeva dunque di mettere a punto “un sistema articolato di interventi, supportato da una rete pubblico–privata ampia e stabile, in grado di agganciare e accompagnare giovani inattivi o fragili e a rischio di inattività, rimotivandoli grazie ad attività educative e creative legate ai loro specifici interessi e desideri, e favorendone attraverso un accompagnamento personalizzato l’accesso al sistema dei servizi per il lavoro, nell’ottica di una piena partecipazione alla società locale.”
Nel partenariato il Comune è accompagnato da otto soggetti di Terzo Settore, con l’appoggio esterno formalizzato dall’Agenzia Regionale per il Lavoro: Cooperativa Sociale L’Arco (capofila dei privati), Consorzio Sol.Co. Piacenza, Fondazione La Ricerca, Cooperativa Officine Gutenberg, Aps Giano, Aps Crisalidi, Aps Piacenza Network, Aps Cosmonauti, Centro Servizi Volontariato. I partner sono intervenuti in vari modi, e secondo le proprie competenze, nelle tre fasi del progetto:
- Azioni per intercettare i Neet
- Azioni per agganciare e rimotivare
- Azioni per accompagnare
Obiettivo ultimo, quello di favorire l’incontro e l’accesso ai servizi pubblici per il lavoro. In questo senso è stata centrale la figura del case manager/tutor, per la quale è stato selezionato Simone, un giovane psicologo incaricato dalla Coop. L’Arco.
Intorno all’hub di progetto, la sede di un centro aggregativo ove avveniva il primo accesso ai servizi, è stata strutturata una gamma di interventi da proporre ai giovani agganciati:
- laboratori in tema musicale, teatrale e meccanico (presso la ciclofficina sociale Pignone);
- laboratori organizzati dal Centro per l’Impiego sul tema della ricerca del lavoro e dei contratti;
- colloqui con esperti del CSV Emilia per il riconoscimento e l’attestazione di competenze trasversali espresse nei laboratori;
- tirocini presso i partner del progetto e nella sede comunale, centrati su attività creative e multimediali;
- call per la selezione di giovani che con piccole “borse lavoro” e con la supervisione di operatori si sono sperimentati nell’organizzazione di eventi culturali e sportivi;
- un laboratorio per la scrittura partecipata di un manifesto dei giovani a Piacenza, realizzato dalla cooperativa Pares con i ragazzi dell’anno di orientamento dell’ente di formazione Tutor.
Al momento del primo accesso al progetto è stata utilizzata una sorta di check list su una scheda appositamente predisposta da psicologi dei partner L’Arco e La Ricerca, per approfondire i bisogni e la situazione del/della giovane e poter da subito indirizzare al meglio il percorso.
Le indagini nazionali ci dicono quanto cruciale sia per questi giovani la fiducia nel contesto e nella comunità che li circonda e la capacità di muoversi in autonomia per accedere ai servizi: da qui l’idea di costruire una mappa fisica dei servizi per i giovani a Piacenza, la cui realizzazione è stata anche un’opportunità per favorire il contatto tra operatori e la condivisione di informazioni. La mappa è stata riprodotta su carta e distribuita a tutti i servizi, che sono stati identificati come “punti di accesso” dei giovani, e consegnata ai partecipanti.
Attraverso l’accompagnamento del case manager, i giovani hanno scelto la partecipazione a uno dei laboratori, o ai tirocini e borse lavoro, oppure hanno chiesto di svolgere attività di volontariato per un’esperienza pratica, attraverso la rete di CSV Emilia. Il case manager è stato sempre presente anche nei laboratori affiancando i docenti e gli esperti.
Particolare attenzione è stata dedicata alla comunicazione. Sono stati realizzati: un sito di progetto (come “luogo” dove collocare e conservare informazioni e risorse video), una capillare campagna social coordinata con tutti i canali di partner, cartelloni pubblicitari di grande formato e alcune uscite sul quotidiano Libertà e sui giornali locali online.
Da evidenziare come tutto il lavoro di comunicazione abbia tenuto in considerazione codici e messaggi pensati in modo mirato per il target, per fare conoscere in modo capillare le offerte di “A Tempo”.
Risultati e domande aperte
Il progetto ha coinvolto complessivamente 76 giovani, di cui 29 tra i 14 e i 18 anni, 32 tra i 19 e i 24, e 15 oltre i 25 anni. I ragazzi sono 34, e 42 le ragazze. Nel gruppo sono presenti: giovani minorenni con difficoltà scolastiche, a rischio di dispersione, che cercano un supporto per cambiare scuola o vogliono fare esperienze extrascolastiche; giovani con carichi di cura familiari; giovani completamente disorientati, che hanno interrotto gli studi e non hanno un obiettivo; giovani interessati a un’esperienza di volontariato o servizio civile, ma che non sanno come accedervi. Inoltre, giovani maggiorenni, diplomati, incerti tra università e lavoro; o che hanno svolto corsi post diploma in ambito artistico e creativo e vorrebbero lavorare in questo ambito.
I fattori di difficoltà che i tutor hanno registrato si possono distinguere tra:
- fattori psicologici (che li ostacolano nell’accedere ai servizi anche dopo avere avuto tutte le informazioni necessarie);
- fattori sociali come isolamento, solitudine, mancanza di reti di relazione fuori dalla famiglia;
- fattori motivazionali come sfiducia nel futuro o nelle istituzioni; fattori contestuali come famiglie in situazione di povertà materiale o culturale; infine, situazioni di disabilità non certificata.
Di contro, fattori motivanti risultano essere:
- l’accompagnamento individualizzato;
- la partecipazione a laboratori dove possono investire nei propri interessi;
- l’aver sperimentato che le istituzioni si sono mosse per andare loro incontro;
- la collaborazione tra diverse figure di riferimento e operatori (ad esempio gli psicologi attivi nelle scuole, gli operatori dei centri di aggregazione, gli operatori degli enti e uffici che hanno accolto i tirocinanti).
A seguito di un questionario somministrato a tutti i giovani intercettati nella fase finale del progetto, risulta che in quel momento il 39% stava svolgendo un’attività lavorativa, il 19,5% stava studiando alla scuola superiore o alla formazione professionale; un 17% circa aveva intrapreso o ripreso un corso universitario; il 6% stava svolgendo attività di volontariato mentre circa il 20% non rientrava in nessuna delle condizioni precedenti: e dunque, presumibilmente, fosse ancora inattivo. Un obiettivo importante per i servizi è quello di recuperare questo ultimo gruppo, a cui possono essere dedicati i percorsi personalizzati del Centro per l’Impiego – Agenzia per il Lavoro della Regione Emilia-Romagna.
L’impegno per l’Amministrazione Comunale è quello, concluso il periodo di finanziamento, di dare continuità ai dispositivi progettuali che hanno dimostrato efficacia, ma anche di dare sviluppo alle sollecitazioni che sono arrivate dal territorio, proprio a seguito dell’ampliamento della rete, come ad esempio: il consolidamento della figura del case manager/tutor, la strutturazione dello sportello di accoglienza e orientamento collegandolo al progetto “Orientagiovani”, la riprogettazione dei laboratori esperienziali in collaborazione con scuole e enti di formazione, aggiornamento e la manutenzione della mappa dei servizi in collaborazione con CSV Emilia).
L’orizzonte è quello disegnato dagli allievi del CFP Tutor nel Manifesto “Noi, la città, il futuro”: una città dove trovare “supporto per proseguire gli studi e trovare un lavoro che mi piace”; “finanziamenti per la mia attività professionale”; “professionisti affermati che ci aiutino ad entrare nel mondo del lavoro” e “adulti che devono prendermi sul serio e darmi la possibilità di sbagliare”.
Il Manifesto del progetto “A Tempo”, realizzato dagli allievi e allieve dell’anno di orientamento di Tutor Formazione nell’ambito di un laboratorio condotto dalla Cooperativa Pares, è scaricabile dal sito di progetto.
Note
- Acronimo di Not in Education, Employment or Training
- L’iniziativa di ANCI prevedeva un percorso formativo rivolto a personale di Comuni e partner di Terzo Settore, con precedenti esperienze sul tema. Al termine del percorso, è stato pubblicato un bando rivolto ai soli comuni partecipanti, che ha portato alla selezione di 36 progetti in tutta Italia. Scopri di più.
- Un importante spaccato sulle caratteristiche della popolazione giovanile è contenuto nel report di ricerca “Essere giovani a Piacenza” IRESS 2023 per Comune di Piacenza, realizzato grazie ad un finanziamento della Regione Emilia Romagna nell’ambito del programma GECO 12
- Progettare interventi per giovani e NEET. Il ruolo dei Comuni – Intervento del prof. Alessandro Rosina al percorso formativo LINK! del 15.12.2022. Più ampiamente, sul tema, cfr. anche: Intercettare i NEET: strategie di prossimità, a cura di A. Rosina, E. Marta, D. Marzana, A. Ellena, G. Cerruti – Osservatorio giovani per Ministero Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale, 2021