I Neet: la Garanzia Giovani come strumento di inclusione
I milioni di giovani che in Europa non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet, costituiscono un problema rilevante per il nostro sistema economico e sociale. Iniziative sostenute a livello comunitario e in particolare Garanzia Giovani hanno portato, malgrado alcuni limiti applicativi, a risultati concreti in Italia e in altri Paesi dell'Unione. Questo articolo, uscito all'interno del numero 4/2019 della rivista Welfare Oggi, prende in esame queste strategie e i loro effetti a livello nazionale e europeo.
 
Il pozzo fondo dei Neet: alcune considerazioni su cinque anni di Garanzia Giovani
Lo scorso 12 marzo su Corriere Buone Notizie, inserto settimanale del Corriere della Sera, è stata pubblicata un'inchiesta curata da Percorsi di secondo welfare sui Neet, i giovani che non studiano, non si formano e non sono in cerca di un lavoro, e sugli effetti avuti da Garanzia Giovani, il programma europeo di contrasto alla disoccupazione giovanile, nei suoi primi cinque anni di attività.
 
Visione e disegno: i tasselli mancanti per l’occupazione degli under 30
Uno strumento come Garanzia Giovani se non integrato in una politica nazionale contro la disoccupazione giovanile difficilmente potrà produrre effetti determinanti. Ma per realizzare questo genere di politica, occorre prima di tutto avere una visione e un disegno. A dirlo è Patrik Vesan nell'ambito dell'inchiesta di Percorsi di secondo welfare sui Neet, pubblicata su Corriere Buone Notizie.
 
Garanzia Giovani: una fotografia in chiaro scuro a cinque anni dall'avvio
A quasi cinque anni dall'avvio di Garanzia Giovani, il programma europeo che si proponeva di favorire l'occupazione giovanile e contrastare radicalmente il fenomeno dei NEET, quali risultati sono stati raggiunti? Secondo Patrik Vesan qualche risultato è stato raggiunto ma, soprattutto a causa della mancanza di una strategia nazionale più ampia sull'occupazione giovanile, finora si è persa una grande occasione.
 
Quattro anni di Garanzia Giovani: ecco com'è andata
Lo scorso primo maggio Garanzia Giovani ha spento quattro candeline. Il programma europeo che mira ad aiutare i Neet, i ragazzi che non studiano e non lavorano tra i 15 e i 29 anni, a entrare nel mondo del lavoro è arrivato al suo quarto giro di boa. Ed è tempo di bilanci | Morning Future, 13 giugno 2018
 
Youth Guarantee: le raccomandazioni della Commissione Europea
Attraverso una nota pubblicata mercoledì 4 aprile, la Commissione Europa invita le parti sociali, i servizi pubblici per l'impiego, le imprese e le organizzazioni giovanili ad impegnarsi sul fronte della sensibilizzazione di quei giovani che sono esclusi dal mercato del lavoro, da percorsi di formazione e dalla scuola, partendo dal programma Garanzia Giovani. Ecco i contenuti della nota della DG Occupazione, Affari sociali e l'Inclusione.
 
Garanzia giovani: è ancora possibile una correzione di rotta?
Un miliardo e trecento mila euro di nuove risorse. È questa la cifra riportata nel mezzo della scorsa estate italiana da molte agenzie di stampa per il rifinanziamento del programma europeo Garanzia Giovani (GG) avviato nel nostro Paese nel 2014. Ma come è evoluto il programma per la lotta alla disoccupazione giovanile all'interno del nostro Paese? Ce lo spiega il nostro Patrik Vesan.
 
Garanzia Giovani in Campania: un percorso dal basso, verso una possibile politica per l’occupabilità
Garanzia Giovani in Italia è stata per molti un insuccesso, complici obiettivi troppo ambiziosi, tempi strettissimi, una situazione di partenza da ‘anno zero’, il contesto di incertezza politico-istituzionale e la crisi economica persistente. In Campania, tuttavia, il programma è stato percepito come una "finestra di opportunità" importante: una sfida per avviare un cambiamento nell’approccio al problema e, forse, nello "stile" di realizzazione degli interventi.
 
Napoli: un’altra finestra di opportunità per l’occupazione giovanile e femminile dopo Garanzia Giovani
Funzionari dell’OCSE e della Commissione europea hanno visitato il centro per l’impiego di Scampia nell'ambito del progetto “Faces of Joblessness”, in corso di realizzazione da parte dell’OCSE. Questa iniziativa si propone di far luce sulle barriere che gli individui devono affrontare per trovare posti di lavoro di buona qualità e intende fornire assistenza ai policymakers nel progettare, adattare e indirizzare politiche di attivazione e di sostegno all’occupazione. La visita a Napoli ha fornito alcuni spunti interessanti.
 
La sfiducia dei giovani ignorati
In base all'inedito «indice di arrendevolezza» predisposto per una ricerca condotta da Acli e Cisl su un campione di ventenni romani, due terzi dei giovani pur di trovare un posto di lavoro sarebbe disposto a rinunciare alle sacre conquiste dei padri e delle madri. Il dato dovrebbero spingere verso una doppia operazione: da un alto intensificare il lavoro di ricognizione sulle tendenze giovanili, dall'altro non demordere nella ricerca delle policy destinate a combattere attivamente la disoccupazione giovanile.
 
La generazione rebus dei giovani «Né né»
Cosa fanno veramente i Neet? Sono davvero solo dei forzati del divano oppure anche tra di loro passa una linea di ulteriore disuguaglianza? Una divisione che separa gli «esogeni», quelli che sono impegnati ogni giorno in un duro corpo a corpo con un mercato del lavoro che non vuole includerli, dagli «endogeni», gli scoraggiati che si sentono drammaticamente inadeguati e sono portati ad arretrare davanti a qualsiasi sfida?
 
Garanzia giovani: è arrivata l’estate?
Con l’inizio dell’estate è uscito l’atteso rapporto biennale sulla Garanzia giovani prodotto dai ricercatori dell’Isfol. Il documento costituisce una fonte di informazione preziosa che può aiutare ad arricchire non solo la comprensione dell’iniziativa di policy, ma anche e soprattutto ad alimentare le riflessioni sul destino e il lascito della Garanzia giovani in Italia. Lo ha letto e analizzato per noi Patrik Vesan.
 
Poletti: “D’ora in poi lavoro stabile meno caro per sempre”
Il ministro del lavoro Poletti, intervistato da La Stampa, ha espresso il suo giudizio su diverse tematiche che negli ultimi giorni sono stati al centro del dibattitto pubblico: pensioni, sgravi, disoccupazione e Garanzia Giovani. | Alessandro Barbera, La Stampa, 30 marzo 2016
 
Garanzia Giovani, oltre il milione di iscritti niente
Parlare di successo o di fallimento è sempre un rischio, soprattutto per un piano come Garanzia Giovani, senza precedenti in Italia, che si innestava su una rete di servizi per il lavoro che è da sempre uno dei tanti talloni d’Achille del mercato del lavoro italiano e che, dettaglio non secondario, è tutt’ora in corso. Secondo Francesco Seghezzi di Adapt una delle modalità possibili per capire a che punto siamo, e come sta proseguendo il piano, è guardare ai dati e ai numeri di cui oggi siamo in possesso.
 
Salviamo la Garanzia giovani dai manichei
Per Garanzia giovani si apre la stagione del bilanci: si avvicina infatti la scadenza dei due anni di vita del programma e si discute del rifinanziamento. Nel tirare le somme, scontiamo però l’assenza di una cultura della valutazione. Schemi mentali manichei hanno infatti accolto Garanzia giovani prima ancora del varo del programma. Abbiamo quindi bisogno di un nuovo punto di vista: il programma è un concentrato di risposte alla crisi ed il primo passo è stato fatto. Un riformismo paziente richiede di ripartire dai successi e di trarre lezioni dagli errori.
 
Garanzia Giovani: eppure funziona
Nonostante i numerosi aspetti critici della Garanzia Giovani, va preso atto che qualcosa ha funzionato e, a poco più di un anno e mezzo dal suo avvio, il bilancio non sembra del tutto fallimentare, anzi. A dispetto delle critiche e delle aspettative negative, sembrerebbe essersi innescato qualche circolo virtuoso, con differenze sensibili fra le regioni. ce ne parla Renata Lizzi, docente dell’Università di Bologna.
 
La Garanzia giovani è senza prospettive?
«Per favore chiudete Garanzia giovani», «Continuare con Garanzia giovani è un disastro!»: è così che il programma è stato salutato negli ultimi giorni del 2015. Ma per quanto esso non sia stato la «soluzione» in cui molti speravano, sarebbe auspicabile cambiare il livello della discussione. In questa riflessione proveremo a illustrare l’esperienza della Garanzia giovani da un altro punto di vista, alcune difficoltà che sono legate all’impostazione della misura in Italia e, infine, qualche spunto a favore di una «Garanzia adulti».
 
I primi passi verso la sperimentazione della «via italiana al sistema duale»
Il Ministero del Lavoro ha reso noto che il Sottosegretario di Stato Luigi Bobba e gli Assessori regionali alla Formazione hanno sottoscritto dei protocolli di intesa finalizzati a dare il via a quella che è stata definita, con una certa enfasi, la sperimentazione della «via italiana al sistema duale». Si tratta di una misura volta a promuovere, attraverso modalità differenti di alternanza scuola-lavoro, la formazione dei giovani e una più agevole transizione dal sistema educativo al mondo del lavoro.
 
Niente «de minimis» per il Bonus occupazione della Garanzia Giovani
Il Ministero del Lavoro ha recentemente pubblicato sul suo sito il Decreto direttoriale n. 385 del 24 novembre 2015 con il quale si conferma la possibilità di usufruire dei bonus occupazione previsti dalla Garanzia giovani senza dover incorrere nei limiti del regime «de minimis», definito dal regolamento (Ue) n. 1407 del 18 dicembre 2013.
 
''Continuare con Garanzia Giovani è un disastro''
Francesco Giubileo, sociologo che si occupa di valutazione dei servizi pubblici per l’impiego e di analisi del mercato del lavoro in Italia, su La Nuvola del Lavoro esprime la sua perplessità circa le positive parole del Ministro Poletti sulla Garanzia Giovani. Francesco Giubileo, La Nuvola del Lavoro, 25 dicembre 2015
 

 
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