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La Theory of Change è uno strumento strategico e organizzativo proposto dalla filantropia strategica per rendere più efficaci, organizzati e monitorati i progetti messi in atto dagli enti che scelgono di farne uso. Prevede la programmazione delle attività filantropiche seguendo un percorso che inizia con il focalizzare l’impatto che si vuole ottenere procedendo poi a ritroso sino a giungere alla definizione degli input da mettere in campo per generarlo.

Chiesi Foundation, riconoscendone le potenzialità, ha scelto di ricorrere a questo strumento per migliorare l’efficacia dei propri progetti. Attraverso l’intervista alla Dott.ssa Michela Papotti, Junior Project Manager di Chiesi Foundation, abbiamo approfondito le ragioni che hanno portato la Fondazione a scegliere la Theory of Change (ToC) come strumento strategico e quali opportunità di cambiamento questo ha generato.

Dott.ssa Papotti, quando e come nasce la Fondazione Chiesi?

Chiesi Foundation nasce nel 2005 come fondazione erogativa, creata da Chiesi Farmaceutici per il settantesimo anniversario dalla nascita dell’azienda, con l’obiettivo di creare un ente autonomo che fosse espressione della responsabilità sociale d’impresa, quando all’epoca non esisteva ancora un dipartimento dedicato. Questa scelta corrispondeva anche al desiderio di dar vita a qualcosa di concreto che rispecchiasse i valori etici dell’azienda. Questi valori, trasmessi alla Fondazione, sono parte integrante del DNA e della storia di Chiesi Farmaceutici che nel 2019 ha ottenuto la certificazione B-Corp. Un obiettivo importante non solo per l’azienda, ma per l’intero settore in cui opera.


Come definirebbe la Chiesi Foundation?

Dal 2014 Chiesi Foundation è diventata una fondazione d’impresa integrata, andando oltre la distinzione classica tra fondazioni erogative o operative. Questo cambiamento ha origine nel 2010 quando l’ente passa sotto la guida della Dott.ssa Maria Paola Chiesi, Coordinatrice della Fondazione e membro del Consiglio di Gestione, che assume l’incarico con la consapevolezza che la filantropia può essere uno strumento strategico per il cambiamento sociale.

Quale rapporto intercorre tra la Fondazione e l’impresa fondatrice?

Dal 2014 la Fondazione assume il ruolo di game changer, ovvero di una Corporate Foundation che ha come obiettivo la massimizzazione dell’impatto sociale attraverso la valorizzazione della relazione con l’impresa madre. La Fondazione Chiesi crede che il proprio potenziale distintivo sia custodito in una profonda relazione con l’impresa fondatrice e da come questo legame viene valorizzato e sviluppato in una visione di filantropia strategica.

Proprio per la sua caratteristica di game changer e di fondazione integrata, la Chiesi Foundation lavora oltre i confini dell’azienda operando nell’ambito della salute globale, nelle zone in cui l’impresa non è presente, in cui non c’è un interesse commerciale e non sono attive le filiali. I progetti di Chiesi Foundation sono implementati in alcuni stati dell’Africa Subsahariana e del Sud America con una netta distinzione tra le progettualità seguite dalla Fondazione e quelle in capo all’impresa. Le attività di CSR di Chiesi Farmaceutici non si esauriscono con la costituzione della Fondazione, ma a livello locale, nelle comunità in cui l’azienda opera, vengono portate avanti dal dipartimento di Shared Value and Sustainability.

Quali progetti sostiene e promuove la Chiesi Foundation?

La mission di Chiesi Foundation è quella di “migliorare la salute ed alleviare la sofferenza dei pazienti affetti da patologie respiratorie e neonatali” e viene portata avanti attraverso programmi di ricerca scientifica e di cooperazione internazionale. La cooperazione internazionale rappresenta il cuore dell’operato della Fondazione e si realizza attraverso l’implementazione di due progetti: il Progetto NEST e il Progetto GASP.

Il progetto NEST, Neonatal Essential Survival Technology, è stato creato e sviluppato nel 2014 da esperti dell’ambito della neonatologia appartenenti al network aziendale. Il modello nasce da una riflessione sulle ineguaglianze di accesso a cure neonatali adeguate nelle diverse regioni del mondo e ha l’obiettivo di contribuire alla riduzione della mortalità neonatale attraverso il miglioramento della qualità dell’assistenza ai neonati in Paesi a basso e medio reddito, con particolare attenzione alla cura dei bambini prematuri, patologici e di basso peso. Il progetto è oggi attivo in Burkina Faso, Burundi, Benin e Togo.

Il progetto GASP, Global Access to Spirometry Project, nasce da un team di esperti dell’ambito respiratorio coordinato dal Prof. Robert Levy dell’Università della British Columbia, in collaborazione con la British Columbia Lung Association, che la Fondazione ha conosciuto grazie ai network aziendali e che ha poi deciso di sostenere e implementare. Si tratta di un progetto di formazione medica in ambito respiratorio sviluppato per Paesi a basso reddito e focalizzato sullo sviluppo di un modello di competenze diagnostiche e cliniche specifiche per la gestione delle malattie respiratorie croniche, con particolare riferimento ad asma e bronco pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Il progetto è stato implementato in Guyana e da quest’anno (2019) anche in Perù.


Passiamo ora all’approccio strategico che vi contraddistingue. Come si è avvicinata la Fondazione alla ToC e quale utilizzo ne fa all’interno dei propri progetti?

Chiesi Foundation è entrata in contatto con la Theory of Change (ToC) e la filantropia strategica tramite un incontro organizzato dalla Fondazione Lang. È stata la Dott.ssa Chiesi a conoscere per prima la ToC e a cogliere l’aspetto fortemente innovativo del metodo che ha poi deciso di applicare al modello NEST. La Theory of Change ha permesso di conciliare teoria e pratica e allo stesso tempo ha dato una svolta alla pianificazione e alla visione strategica della Fondazione. Una sorta di “cambiamento mentale” utile ad analizzare e monitorare costantemente l’impatto del Progetto.

E dunque a cosa ha condotto l’adozione della ToC?

La ToC oltre a misurare l’impatto permette il miglioramento dei progetti a cui viene applicata, il perfezionamento della strategia, mettendo in discussione la logica secondo cui i propri interventi, sono sempre esatti, “buoni” o efficaci.

L’adozione della Theory Of Change non ci ha aiutato solo a livello di progettualità, ovvero ad implementare i nostri modelli nelle diverse unità di cure neonatali nei Paesi in cui operiamo, ma ci permette di misurare e potenziare costantemente il nostro impatto. Ora la Teoria è applicata solo al progetto NEST e non al progetto GASP, avendo quest’ultimo un modello a sé stante pensato per rimanere tale, sebbene ci sia l’intento di portare le metodologie della ToC anche in questo ambito.

In merito alla necessità di raccolta dati, come agisce la Fondazione?

La Fondazione Chiesi riconosce che sia fondamentale la raccolta dei dati per garantire un’efficace realizzazione dei progetti e l’impiego del metodo della ToC. Popolare la ToC di dati è un’attività indispensabile per comprendere cosa funziona o meno in un progetto, cosa può essere migliorato o modificato. Tuttavia, nei contesti in cui la Fondazione opera, è spesso complesso raccogliere i dati. Uno dei progetti principali di quest’anno ha come obiettivo il miglioramento della raccolta dati nei progetti NEST. A questo proposito, i partner locali svolgono un ruolo essenziale nel monitoraggio delle attività attraverso l’analisi degli indicatori stabiliti.

Le partnership a livello locale sono inoltre fondamentali nella fase di co-progettazione e implementazione. Le partnership di Chiesi Foundation sono nate e continuano a nascere in maniera spontanea nel momento in cui incontriamo un ente che condivide con noi non solo la stessa missione, ma anche il metodo con cui cerchiamo di portarla avanti.

Arricchire la ToC di dati che arrivano dai progetti significa anche trovarsi a raccogliere esiti non sempre positivi, ma fondamentali per migliorarsi e correggere la propria strategia.

Facendo un esempio concreto, proprio grazie all’esercizio di analisi dei dati dopo un intervento all’interno di uno dei progetti NEST, abbiamo compreso il motivo per cui l’outcome desiderato non si era realizzato. Confrontandoci anche con i passati interventi questi dati hanno confermato che a causa dell’instabilità geo-politica del Paese e quindi dell’impossibilità di realizzare alcune attività sul campo legate all’intervento, l’efficacia generale è stata compromessa. I dati ci hanno confermato l’importanza di un’attività che avevamo provato a non portare avanti a causa di forze maggiori, ma che si è poi rilevata indispensabile per il nostro obiettivo.

Cosa mi può dire riguardo alle collaborazioni che la fondazione intrattiene con altri stakeholder?

Chiesi Foundation crede nella collaborazione e nella possibilità di fare rete. Infatti aderisce al Corporate Foundation Hub di Fondazione Sodalitas, una piattaforma di riferimento per le imprese e le fondazioni d’impresa impegnate ad attuare una strategia per la generazione di valore e impatto sociale a beneficio della comunità.

Un’ultima domanda, cosa si aspetta per il futuro della Fondazione?

Nel futuro di Chiesi Foundation vediamo un perfezionamento dei modelli e la prosecuzione degli investimenti nelle aree in cui l’ente è già presente. L’obiettivo è quello di migliorare i progetti attivi, diffonderli e cercare di renderli autonomi. Lavorare in Paesi a basse e medie risorse è una sfida continua soprattutto in relazione all’instabilità geopolitica e all’ambito di intervento, ma il raggiungimento di obiettivi importanti, grazie alle partnership a livello locale, sono per noi la conferma che dobbiamo continuare a portare avanti la nostra missione in quei luoghi.

L’introduzione della Theory of Change ha cambiato il modo di agire di Chiesi Foundation e ha dato una marcia in più al progetto cui è stata applicata, ha reso più tangibile ogni impatto conseguito. La Teoria comporta tangibilità dei progetti e consapevolezza nella gestione di ogni attività. La ToC mette l’opera filantropica in discussione, perché fa in modo che chi agisce si debba misurare con i risultati e con l’effettività dei progetti. Possiamo senz’altro dire che l’introduzione della ToC ha generato un profondo cambiamento nelle strategie della Fondazione e ha segnato un punto di svolta nella consapevolezza e nell’impegno concreto della sua azione filantropica.