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Sostegno alla famiglia: la Legge di Bilancio rinnova i bonus ma rimanda l'assegno unico
Permane il mosaico frammentato composto da misure una tantum e agevolazioni di vario genere. Bisognerà aspettare un altro anno per vedere (forse) un sistema più semplice e una strategia integrata
15 gennaio 2020

La Legge di Bilancio 2020 sul fronte dei bonus alle famiglie conferma la linea degli anni precedenti. I 600 milioni di euro stanziati, salvo qualche piccola novità, verranno utilizzati per rinnovare i vari bonus già esistenti nel 2019. Sembra dunque che bisognerà aspettare il 2021 per l’introduzione dell’assegno unico di cui si è tanto discusso negli ultimi mesi e che accorperà in un unico contributo tutte le misure frammentate e una tantum attualmente attive. Di seguito l’elenco delle misure che, come detto, contano qualche novità rispetto allo scorso anno. 


Bonus confermati

Diversi bonus sono stati confermati e, in alcuni casi, potenziati.

Bonus bebè senza limiti di reddito e con importi aumentati
Se fino al 2019 potevano fare richiesta soltanto le famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro, dal 2020 l’assegno sarà destinato a tutte le famiglie per i figli nati e adottati dal 1° gennaio. Il bonus prevede un contributo per 12 mesi pari a 80 euro al mese per un reddito ISEE superiore ai 40.000 euro; 120 euro per un reddito ISEE tra i 7.000 e i 40.000 e infine 160 euro per ISEE inferiori a 7.000 euro. Per i figli successivi al primo, l’assegno viene aumentato di un ulteriore 20%.

Bonus mamme domani confermato 
L'importo sarà pari a 800 euro e senza limiti di reddito per le mamme che hanno superato il settimo mese di gravidanza e alle famiglie che adottano un bambino.

Bonus asilo nido potenziato 
Sarà pari a 3.000 euro l’importo riconosciuto per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro, 2.500 euro per ISEE tra i 25.000 e i 40.000, 1.500 euro per i redditi oltre i 40.000 euro di ISEE.


Nuovi bonus

La Legge di Bilancio 2020 prevede anche alcune novità.

Bonus latte artificiale
Il contributo è pari a 400 euro annui a sostegno delle mamme che, a causa di patologie accertate, non possono allattare in modo naturale. Le patologie che consentono l’accesso al bonus e i requisiti economici saranno definiti in un decreto del Ministero della Salute entro il mese di marzo.

Bonus seggiolini 
Il contributo prevede un importo pari a 30 euro per l’acquisto dei dispositivi antiabbandono resi obbligatori dal novembre 2019 per i seggiolini auto per i bambini fino ai 4 anni di età. Le sanzioni in caso di mancanza del dispositivo inizieranno dal 6 marzo 2020.


Congedo di paternità esteso 

Oltre ai bonus, nell’ambito delle iniziative a sostegno delle famiglie, da segnalare è l’estensione del congedo di paternità a 7 giorni. Negli ultimi anni il numero di giorni di congedo di paternità sta progressivamente aumentando, complice anche la Direttiva europea sul Work Life Balance che prevede per gli Stati membri di raggiungere i 10 giorni di congedo di paternità entro il 2022 (come vi abbiamo raccontato qui). Hanno diritto al congedo tutti i lavoratori dipendenti, esclusi quelli del comparto pubblico. I papà, per i quali è prevista dall’INPS una copertura al 100% della retribuzione giornaliera, devono utilizzare il congedo entro i cinque mesi dalla nascita del bambino o dal suo ingresso in famiglia in caso di adozioni e affidamenti La Legge prevede inoltre la possibilità per il padre di fruire di una giornata aggiuntiva di congedo in sostituzione della madre lavoratrice.


Altre agevolazioni

Rientrano tra le agevolazioni e i bonus famiglia anche il Bonus 18 anni, pari a 500 euro, introdotto con la Legge di Stabilità 2016 e destinato ai ragazzi che raggiungono la maggiore età per l’acquisto di beni e iniziative legate alla sfera culturale, e la Carta Famiglia, attiva dal 2018, che permette alle famiglie con tre o più figli di godere di sconti e riduzioni tariffarie su servizi e prodotti erogati da esercenti che aderiscono all’iniziativa.


L’assegno unico slitta al 2021

Se n’è parlato tanto negli scorsi mesi, ma l’introduzione dell’assegno unico è stato rimandato al prossimo anno. Nel mosaico frammentato di bonus una tantum che negli anni hanno costituito la fragile, per non dire assente, strategia del Governo a sostegno di famiglia e natalità, l’assegno unico punta a riaccorpare le risorse che attualmente sono distribuite in forma di bonus e agevolazioni (tra cui le detrazioni fiscali per i figli minori a carico e gli assegni per il nucleo familiare) con l’obiettivo di semplificare il meccanismo e ottimizzare le risorse economiche esistenti.

È stato istituito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il “Fondo assegno universale e servizi alla famiglia” che ha in dotazione 1.044 milioni di euro per l’anno 2021 e 1.244 milioni di euro per il 2022 medianti i quali verranno erogati i contributi alle famiglie. L’assegno dovrebbe essere previsto per ciascun figlio a carico con un contributo mensile di importo pari a 240 euro per ogni figlio minorenne e 80 euro per i figli maggiorenni fino a 26 anni di età.

Che sia davvero il primo passo verso una strategia integrata a sostegno di famiglie e natalità? L’ultimo record negativo di nascite (1,3 figli per donna) non ci lascia tempo da perdere, ma non ci resta che attendere fiduciosi il prossimo anno.

 


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