ENTI LOCALI /
Comunità possibile: possibilità per crescere. A Magenta le reti si mettono in rete
Quarta tappa del nostro viaggio alla scoperta delle progettualità vincitrici del bando Welfare in Azione 2014 di Fondazione Cariplo
02 maggio 2015

Dopo Milano, Sondrio e Lecco, la quarta tappa del nostro viaggio alla scoperta dei progetti che hanno vinto il Bando Welfare in Azione 2014 di Fondazione Cariplo ci porta nel Magentino, nella zona ovest dell’hinterland milanese. Qui un numero molto significativo di attori del territorio hanno scelto di mettersi in rete per rispondere alle esigenze delle famiglie con figli piccoli, coordinando le loro attività per sviluppare servizi più partecipati e condivisi da realizzare sul territorio di 13 comuni dell’area, dove vivono poco meno di 130.000 persone.


Obiettivi del progetto

Il progetto “Comunità possibile: possibilità per crescere” si rivolge alle famiglie con figli tra 0 e 12 anni che ogni giorno affrontano le sfide della genitorialità: la sfida educativa, la sfida della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, la sfida del trovarsi soli davanti ai problemi quotidiani.

Il progetto vuole sviluppare un nuovo modo di affrontare questi snodi attraverso un rinnovato protagonismo delle famiglie, attraverso relazioni di condivisione e solidarietà tra le persone, e grazie a una migliore interazione tra le numerose realtà che quotidianamente sostengono le famiglie stesse: enti locali, associazioni, cooperative di servizi, scuole e parrocchie. L’obiettivo è quello di porre in sinergia tutti gli attori che - autonomamente o all’interno di rete già esistenti - a diverso titolo si occupano di famiglia, offrendogli strumenti per confrontarsi tra loro e con i nuclei familiari. Per strutturare questo modello il progetto mira a:

- rendere le famiglie dei minori protagoniste della costruzione del nuovo modello di welfare territoriale;
- superare la frammentazione e la settorialità degli interventi rivolti ai minori nella fascia di età 0-12;
- integrare le risorse economiche, sia pubbliche che private, attraverso il contributo di più attori, sia pubblici che privati, nella realizzazione di nuovi interventi;
- modificare la governance delle politiche di welfare locali dedicate a minori e famiglie, secondo la prospettiva di un welfare di comunità;
- attivare forme stabili di fundraising a sostegno di un sistema di welfare basato sulla rete degli attori della comunità territoriale.


Azioni concrete

I promotori del progetto hanno individuato tre ambiti d’intervento in cui declinare gli obiettivi sopra riportati: spazi di aggregazione; conciliazione; educazione.

Nell’area “spazi di aggregazione” sono previste due macro-azioni per la nascita di luoghi dove le famiglie possano fare esperienza di uno stare assieme costruttivo, creativo e riflessivo, che superi l’isolamento e la solitudine e valorizzi competenze e risorse che possono essere condivise e che, proprio per questo, si rafforzino e diventino generative. Tali azioni vedranno la collaborazione di più realtà territoriali pronte a mettere a disposizione le proprie risorse e il proprio know how per la creazione di spazi gioco, laboratori espressivi e creativi. Seguendo tali linee saranno creati: 1) spazi educativi ed esperienziali finalizzati all’incontro e allo svago dei bambini e delle loro famiglie durante il tempo libero e 2) spazi specificamente pensati per le esigenze delle famiglie con bambini tra 0 e 3 anni.

Rispetto all’area “conciliazione tra tempi di cura e di lavoro” sono state individuate due macro-azioni che rispondono all’esigenza di alleviare il carico delle famiglie e ne prevedono un coinvolgimento in tutte le fasi di programmazione e realizzazione. Gli interventi previsti comprendono sia l’avvio di nuove attività a supporto della conciliazione che la modifica di offerte già esistenti, ma troppo rigide e distanti dalle reali esigenze degli utenti. Da un lato saranno programmate attività di cura dei bambini durante i periodi di chiusura delle scuole (estate, Natale, Pasqua, Carnevale...) che possano a coniugare le necessità delle famiglie garantendo servizi di qualità a costi accessibili. Dall’altro lato si prevede l’avvio di forme di cura dei bambini al termine del normale orario scolastico sviluppando attività sportive, di aiuto allo studio e di accompagnamento. Secondo i promotori queste esperienze, sviluppate e condivise dai genitori, incentiveranno l’aiuto tra famiglie e lo sviluppo di forme di cittadinanza attiva. Sarà privilegiato l’uso di locali scolastici, in modo da favorire la nascita del senso di appartenenza ad una comunità territoriale e consentire alla scuola e alle famiglie di essere reciprocamente risorse aperte al territorio.

Per l’area “educazione” sono state individuate quattro macro-azioni.
La prima è finalizzata all’attivazione di spazi per l’aiuto nello svolgimento dei compiti, con particolare attenzione ai ragazzi che hanno difficoltà o disturbi dell’apprendimento. In relazione a queste attività saranno direttamente coinvolti i genitori, grazie ai quali sarà possibile comprendere le difficoltà dei ragazzi e successivamente definire interventi mirati. La seconda azione mira a creare spazi e momenti dedicati alle famiglie, dove queste possano trovare un supporto in relazione alle criticità insite nelle diverse fasi della relazione educativa concomitanti con la crescita. Il terzo ambito riguarda la realizzazione di attività specifiche volte a rafforzare la relazione scuola-famiglia, tra cui, in particolare, atelier di lavoro per insegnanti, per genitori, ma anche per insegnanti e genitori insieme. Da ultimo verrà istituito un luogo di accoglienza, di orientamento e di supporto per famiglie con figli disabili.

Tutte le attività previste all’interno dei tre ambiti prevedono il coinvolgimento diretto delle famiglie nella progettazione e nella realizzazione delle attività e puntano a valorizzare un approccio di tipo relazionale nella soluzione dei problemi.


La rete e le risorse

Una specificità del progetto è quella di includere tanto le piccole associazioni locali, che nascono dalla mobilitazione diretta dei cittadini, quanto le realtà più grandi e diffuse garantendo pari dignità a tutti soggetti. La rete attualmente coinvolge 58 realtà: 13 Comuni (Arluno, Bareggio, Boffalora sul Ticino, Casorezzo, Corbetta, Magenta, Marcallo con Casone, Mesero, Ossona, Robecco sul Naviglio, S. Stefano Ticino, Sedriano e Vittuone), 11 Cooperative, 18 Associazioni, la Fondazione Comunitaria del Ticino Olona, il Consorzio Est Ticino, 4 Parrocchie, 8 Scuole (6 Istituti Comprensivi e 2 Scuole paritarie), l’ASL Milano 1, l’Azienda Speciale Consortile Servizi alla Persona. A tali attori vanno ovviamente aggiunte le famiglie dei minori, che come beneficiarie dei progetti saranno parte integrante della rete relazionale che si è venuta a creare.

Per quel che riguarda le risorse destinate al progetto, Fondazione Cariplo ha stanziato 1.000.000 di euro che andrà a coprire circa il 52% del fabbisogno complessivo. La restante parte sarà invece coperta dalle organizzazioni partecipanti all’iniziativa, sia attraverso l’autofinanziamento che tramite proventi derivanti dalle attività sviluppate nel corso del progetto.

Inoltre, le caratteristiche della rete, le relazioni fiduciarie attivate nel percorso di costruzione del progetto, le modalità di lavoro che saranno utilizzate, determineranno presumibilmente alcune condizioni favorevoli allo sviluppo di strategie di fundraising. In questo senso il coinvolgimento della Fondazione Ticino Olona, come Fondazione comunitaria territoriale, è stato individuato come elemento chiave per la definizione di strategie di raccolta fondi sostenibili che possano essere aperte ad attori appartenenti alla rete ma anche a soggetti esterni interessati a fornire un proprio contributo economico al progetto.


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