Giulia Baconcini

Laureata in Scienze del Lavoro presso l'Università di Milano con una tesi sul welfare contrattuale,
lavora attualmente come Assistente di Ricerca per Vigeo Belgio, una società internazionale di rating
che valuta le imprese sulla base dei criteri del Socially Responsible Investing (SRI).
Precedentemente, ha collaborato con l'Osservatorio Sociale Europeo di Bruxelles.

 
Polonia: un WOV limitato, basato quasi esclusivamente sull'iniziativa aziendale
Dall'analisi del rapporto nazionale di ProWelfare dedicato alla Polonia emerge come, in passato, le imprese polacche erano investite di una forte funzione sociale, poiché si occupavano della vendita di beni altrimenti non disponibili sul mercato e dell’erogazione di prestazioni di welfare. Oggi, invece, sono per lo più le imprese straniere che hanno sede in Polonia a ricorrere a benefici e servizi come strumenti retributivi per i propri lavoratori. Nonostante ciò, attualmente, il WOV polacco appare ancora piuttosto limitato.
 
Il WOV in Belgio: niente previdenza privata, l’iniziativa è solo delle parti sociali
Nel corso delle ultime settimane vi abbiamo raccontato di ProWelfare, studio che ha mappato l’offerta di Welfare Occupazionale Volontario in Europa mettendo a confronto otto Stati membri. Questa settimana vi presentiamo il caso del Belgio dove il WOV è unicamente integrativo rispetto al sistema pubblico: la legge belga non prevede infatti forme obbligatorie di previdenza privata e tutto è lasciato all’iniziativa delle parti sociali.
 
Il WOV in Italia, più welfare per i lavoratori. Ma attenzione a nuovo dualismo
Continuano i nostri approfondimenti sulla diffusione del WOV, il welfare occupazionale volontario. Questa settimana vi raccontiamo del caso italiano, dove il WOV, se da una parte sta colmando le lacune del welfare pubblico, dall’altra sta causando un’ulteriore accentuazione delle differenze tra lavoratori e disoccupati e tra categorie occupazionali, poiché sviluppatosi in un mercato del lavoro e in un sistema di welfare già segnati dal dualismo, sia in termini di accesso ai servizi, sia in termini di differenze territoriali. Centrale si rivela il ricorso al bilateralismo nell’ideazione e gestione di questo tipo di prestazioni.
 
Il WOV in Germania, un fenomeno di lunga data
Continuano gli approfondimenti sui Paesi al centro di ProWelfare, ricerca che analizza la diffusione del WOV - Welfare Occupazionale Volontario, cioè di quelle prestazioni di welfare offerte ai lavoratori a seguito di contrattazione fra le parti sociali o come prodotto di un’iniziativa unilaterale dei datori di lavoro. Questa settimana ci occupiamo del caso della Germania, dove il WOV rappresenta un fenomeno di lunga durata e non un processo recente legato alla crisi economica o agli sviluppi politici contemporanei.
 
Austria, dove politiche pubbliche condivise rendono il WOV residuale
Il report di ProWelfare sul caso austriaco, curato da Josef Wöss e Charlotte Reiff per conto del Centro studi della Camera del Lavoro di Vienna, mostra una dinamica molto interessante. Data la generosità del sistema pubblico di protezione sociale e dato il forte coinvolgimento delle parti sociali nella realizzazione dello stesso, il Welfare Occupazionale Volontario risulta residuale. Tale fatto, tuttavia, non ha inciso negativamente sullo sviluppo di politiche sociali efficaci ed efficienti in tema di sanità, conciliazione e formazione professionale.
 
Spagna: un WOV basato sulla contrattazione, ma rallentato dalla congiuntura economica
Il report di ProWelfare sul caso spagnolo è stato curato da Alicia Martínez Poza per conto del Centro studi della Confederazione sindacale spagnola "Comisiones Obreras". L’analisi ha preso in considerazione i contratti collettivi di settore e d’impresa per il periodo compreso tra il 2007 e il 2013, fotografando quindi l'impatto della crisi economica sull’evoluzione dell’offerta di WOV in Spagna, che negli ultimi anni ha certamente subito un forte rallentamento nonostante l'impegno profuso in questo senso dalle parti sociali.
 
Svezia, dove le parti sociali sono protagoniste di un WOV all'avanguardia
Il report svedese del progetto ProWelfare, curato da Bo Johansson per conto dell’Università di Uppsala, si basa principalmente sull’analisi dei dati secondari disponibili, sia nazionali che internazionali, e degli accordi collettivi. Questi ultimi si configurano come la principale fonte di Welfare Occupazionale Volontario nel Paese scandinavo, dove componenti sindacali e aziendali, per ragioni diverse, sono ampiamente impegnate nella promozione di misure integrative del sistema pubblico di protezione sociale.
 
Regno Unito: WOV sopra la media, ma in calo con la crisi
Il rapporto di ProWelfare sul Regno Unito è stato curato da Joseph Feyertag and Martin Seeleib-Kaiser per conto dell’Istituto di Politiche Sociali dell’Università di Oxford. Per analizzare il Welfare Occupazionale Volontario, gli autori hanno utilizzato principalmente dati statistici secondari sia europei (OCSE, Eurofound) sia nazionali (soprattutto tramite survey come la Work-Life Balance Employer Survey o la British Household Panel Survey). L’analisi dei contratti collettivi è stata invece piuttosto limitata, poiché si tratta di uno strumento raramente utilizzato dalle parti sociali per regolare l’offerta di WOV.
 
ProWelfare: il Welfare Occupazionale Volontario in 8 Paesi UE
Nella letteratura relativa al secondo welfare non è facile trovare articoli che, in un'ottica comparata, si occupino di welfare aziendale e contrattuale in Paesi diversi. Proprio per questo motivo può essere interessante osservare più da vicino i risultati della ricerca “Providing Welfare through Social Dialogue” (ProWelfare), studio promosso dalla Commissione UE che ha mappato l’offerta di Welfare Occupazionale Volontario in 8 Paesi: Austria, Belgio, Germania, Inghilterra, Italia, Polonia, Spagna e Svezia.
 
Politiche attive, donne e territorio: il Progetto Vasi Comunicanti nel Lazio
Promosso dall’Assessorato per il Lavoro e la Formazione della Regione Lazio e da Eyes Srl, Vasi Comunicanti ha come obiettivo la creazione di una sinergia tra le misure per l’occupabilità dei soggetti deboli e le caratteristiche socio-economiche del territorio dell’Area Vasta Pontina, incentivando uno sviluppo dinamico tra famiglie ed aziende attraverso un meccanismo che fa riferimento, appunto, al principio dei vasi comunicanti. Strumento innovativo del progetto è il sistema dei voucher che permette la conciliazione della vita privata con la vita professionale fornendo servizi che spaziano dalla cura del bambino o dell’anziano non autosufficiente al servizio di trasporto per recarsi al tirocinio, dal finanziamento di corsi di formazione alla cura della casa.