Flaviano Zandonai

Laureato in Sociologia, ha lavorato per oltre un decennio nei consorzi della cooperazione sociale italiana prima di dedicarsi all'attività di ricerca e formazione. I suoi interessi di ricerca riguardano la specificità del fenomeno della cooperazione sociale italiana, gli studi sulla rigenerazione degli asset comunitari e le forme di finanziamento all’impresa sociale. Attualmente è Innovation manager del Gruppo Cooperativo Cgm

 
Covid-19: opportunità di trasformazione o conferma dello status quo?
Il Covid-19 ci dà la possibilità di immaginare nuovi modelli di crescita in cui l’innovazione sociale abbia un ruolo centrale. Questo progetto di rigenerazione delle organizzazioni richiede uno sforzo supplementare ma eviterà il rischio di cristallizzare ulteriormente routine e logiche organizzative desuete e conservative non al passo con il nostro tempo. Ce ne parlano Francesca Battistoni e Flaviano Zandonai.
 
Quando la coprogettazione è un falso amico
Secondo Flaviano Zandonai e Lorenzo Bandera tra le organizzazioni del Terzo Settore e le Pubbliche Amministrazioni si aggira un falso amico: la coprogettazione. L’articolo 55 del codice del Terzo Settore si presenta come il grimaldello per superare le logiche di mercato che da anni caratterizzano i rapporti tra enti pubblici e organizzazioni non profit, ma siamo sicuri che sia lo strumento giusto per veicolare il protagonismo di tutte le organizzazioni che lavorano "dal basso"?
 
Finanza e Terzo Settore: serve un'azione sistemica per far rimbalzare le organizzazioni
Bisogna iniziare a immaginare soluzioni che permettano di finanziare le organizzazioni del Terzo Settore in un'ottica di innovazione sociale, aiutandole a "rimbalzare" nel nuovo assetto post-pandemia. Il rischio, spiegano Francesco Abbà, Paolo Venturi e Flaviano Zandonai, è che gli interventi di messa in sicurezza non siano sufficienti e restino incompiuti. Generando un effetto "ponte di Avignone".
 
La (sana) competitività della coprogrettazione
L'enfasi sulla co-progettazione che caratterizza il dibattito tra gli addetti ai lavori nasce anche dalla contrapposizione con il suo "alter ego": la gara d'appalto. In particolare, il carattere collaborativo della prima deriverebbe dall'orientamento competitivo della seconda. Ma è davvero così? Oppure è possibile collaborare anche in contesti "di gara"? E, tema ancor più rilevante, la co-progettazione prevede anche forme di competitività? La riflessione di Flaviano Zandonai.
 
Luoghi dove la densità di relazioni ricompone impresa e società
Gli spazi fisici rigenerati e destinati a nuove attività e progetti di interesse collettivo si configurano come infrastrutture sociali di nuova generazione in grado di costruire comunità intenzionali aperte e inclusive. Un'innovazione sociale che trasforma spazi in luoghi e che si distingue dalla cosiddetta "stagione dei diritti" che ha caratterizzato la nascita del welfare sociale negli anni Settanta. Ne parlano Paolo Venturi e Flaviano Zandonai sul numero 4/2019 di Welfare Oggi.
 
L'insostenibile leggerezza del welfare aziendale
Il welfare aziendale ha una grande potenzialità trasformativa che va ben oltre i modelli organizzativi, di servizio e di policy della protezione sociale a cui siamo abituati. A sostenerlo sono Flaviano Zandonai e Paolo Venturi, secondo i quali oggi la sfida per il welfare aziendale sta nell'impatto generato e riguarda pertanto aspetti legati alla dimensione economica e di innovazione tecnologica, ma anche alla capacità di svolgere una funzione di intermediazione sociale fortemente ancorata ai territori in cui si sviluppa.
 
Birra Messina: un caso di community buyout che può far scuola
Nel sorso di una birra possono esserci molte cose. E se si tratta della 'nuova' Birra Messina gli stimoli non mancano, e non sono solo quelli strettamente gustativi. Dentro ci sono infatti anche tante suggestioni che riguardano l'economia, il lavoro e la comunità. Flaviano Zandonai e Lorenzo Bandera ne hanno individuate tre su cui riflettere in questa calda (davvero calda!) estate italiana.
 
Il tempo del #Dove
Flaviano Zandonai e Paolo Venturi hanno scritto "Dove", il nuovo libro in cui hanno cercato di identificare caratteristiche e peculiarità dei cambiamenti sociali legati alla dimensione del luogo. Da luoghi rigenerati possono infatti nascere nuove "infrastrutture sociali" capaci di coagulare spazio, territorio, relazioni e scambi per un’economia di mercato che diventa coesiva, un governo pubblico che vuole farsi partecipativo e plurale, una società civile che si organizza per sviluppare nuovi paradigmi.
 
Incapsulare o annidarsi? I dilemmi dell'impresa sociale riformata
Oggi l'impresa sociale è chiamata a rifondare il proprio rapporto con il mercato, ma le modalità con cui intraprendere questa strada sono tutt'altro che semplici. Come scrivono Paolo Venturi e Flaviano Zandonai su Tempi Ibridi, in questa fase è opportuno prendere in considerazione due macro approcci al mercato che scaturiscono da elementi di programmazione strategica e di filosofia del servizio: incapsulamento e annidamento.
 
Servizi all'infanzia: riflessioni per un "invecchiamento attivo" delle imprese sociali
L'approccio integrato 0-6 previsto dalla "Buona Scuola" ha imposto alle realtà che offrono servizi all'infanzia un cambiamento che richiede una rimodulazione profonda di competenze, infrastrutture, schemi di relazione fra servizi gestiti da fornitori diversi e, non da ultimo, modelli organizzativi. A partire da una recente analisi svolta da Aiccon su alcune imprese sociali aderenti a CGM, Flaviano Zandonai e Francesca Gennai offrono alcuni spunti di riflessione sul tema.
 
Autodifesa di un volgarizzatore dell'impatto sociale
Flaviano Zandonai reagisce al recente articolo in cui Simone Castello sottolineava l'importanza di "andare oltre la retorica della valutazione dell'impatto sociale". Zandonai si dichiara un "volgarizzatore dell'impatto" che ha contribuito ad allargare l'accezione di impact ben oltre il perimetro concettuale forgiato negli anni dalla comunità scientifica. Una "colpa" per cui è disposto a sottoporsi a un adeguato programma di "rieducazione". Ma prima propone alcuni argomenti a propria difesa.
 
Cosa sta succedendo (e come starci dentro)
Non è facile interpretare i cambiamenti in corso, in particolare se l’obiettivo è esserne parte. Secondo Flaviano Zandonai, che affronta il tema sul blog Tempi Ibridi, stare dentro i processi di trasformazione significa infatti saper guardare con occhi nuovi una realtà così appiattita sul pensiero dominante che basta poco per illuminare, anche solo fugacemente, nuovi schemi di azione.
 
Il margine della coesione sociale
La marginalità non è solo un tratto periferico e distante da ciò che per molti costituisce il centro, ma può essere intesa come surplus e come risorsa tacita da esplorare e capitalizzare per ridefinire ciò che è valore. Grazie, soprattutto, alla modalità con cui si decide di governare l'innovazione tecnologia. Ne riflettono Paolo Venturi e Flaviano Zandonai sul blog "Tempi Ibridi".
 
Coprogettazione e cogestione delle politiche contro l'ansia delle fondazioni
Flaviano Zandonai, Segretario Generale di Iris Network, interviene nel dibattito sul futuro del Terzo settore lanciato da un recente articolo di Carola Carazzone. Analizzando il ruolo assunto dalle fondazioni filantropiche, Zandonai sottolinea come la gestione di questi soggetti richieda un setting terapeutico per "tenere a bada" le pulsioni che ne alimentano l'azione, favorendo coprogettazione e cogestione di politiche di interesse collettivo.
 
Dove finisce il welfare. Dislocazione e ricomposizione place-based
Percorsi di secondo welfare e il Centro Einaudi sono lieti di pubblicare il working paper 2/2017 della collana 2WEL, in cui Flaviano Zandonai ricostruisce i principali snodi critici del processo di trasformazione in atto nel welfare italiano. Il paper, in particolare, intende approfondire il ruolo che gli enti del terzo settore stanno svolgendo in questo momento di transizione e il loro impatto sul sistema di offerta e di matching rispetto a una domanda sempre più mutevole ed articolata.
 
Le virtù dei nuovi scambi
Dopo i fallimenti di Stato e Mercato la valorizzazione della reciprocità e della condivisione può favorire la generazione di valore attraverso servizi collaborativi. La reciprocità cessa infatti di essere una componente marginale degli scambi per diventare la base di investimenti sociali. Lo sostengono Flaviano Zandonai e Paolo Venturi all'interno del loro blog "Tempi Ibridi", con cui Percorsi di secondo welfare ha scelto di "contaminarsi".
 
L'ingaggio della conoscenza che reinventa l’impresa
L'incrocio tra capacità di dialogo allargata e produzione di conoscenza orientata allo sviluppo può generare un meccanismo di apprendimento virtuoso per le imprese. A condizione che l’obiettivo sia la creazione di significati il più possibile condivisi rispetto alle iniziative intraprese. È quanto sostengono Paolo Venturi e Flaviano Zandonai in questo interessante contributo pubblicato sul blog "Tempi Ibridi".
 
La via stretta dell’efficienza
Oggi per l'impresa sociale è necessario ridefinire l’efficienza per riscoprire elementi finalistici misurabili come impatto sociale. Costruire organizzazioni efficienti per dare risposte ai bisogni quotidiani è infatti il miglior modo per dimostrare che cooperare e condividere funziona e conviene. Per l'impresa sociale, quindi, produrre in modo efficiente per una larga platea di beneficiari è ormai un imperativo non disgiunto dalla dimensione di missione. Ne scrivono Paolo Venturi e Flaviano Zandonai su Tempi Ibridi.
 
Il terzo tempo della cooperazione sociale
La riforma del Terzo settore è arrivata a una fase cruciale. Dopo l'approvazione della legge quadro è il tempo dei passaggi parlamentari e delle organizzazioni di rappresentanza che sono alle prese con i decreti attuativi, materia tecnica ma assai rilevante per il destino della prima norma che riguarda la "terza via" tra stato e mercato. Per quanto riguarda l'impresa sociale l'obiettivo è di sbloccare il potenziale, fin qui latente, di quel non profit produttivo e, al tempo stesso, di includere la dimensione dell'impresa for profit nel perimetro del Terzo settore.
 
Il terziario sociale e la “trappola dei servizi”
Mentre agricoltura e industria sembrano aver individuato più chiaramente percorsi di gestione del cambiamento capaci di ricombinare tecnologia e componente umana, l’economia dei servizi fatica ad assorbire l’impatto tecnologico per farne innovazione sociale e sviluppo economico. Come affrontare questa sfida senza cadere nella "trappola dei servizi"? Ne riflettono Paolo Venturi e Flaviano Zandonai in questo approfondimento. Che tra l'altro segna l'avvio della collaborazione tra Tempi Ibridi e Percorsi di secondo welfare.
 
 
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