Federico Razetti

Laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Torino e in Histoire de la Pensée Économique et Managériale presso l’Université Lumière-Lyon 2 (Francia), ha conseguito nel 2014 un dottorato in Political Studies presso la Graduate School in Social and Political Sciences dell’Università degli Studi di Milano con una tesi, di taglio neo-istituzionalista, intitolata “Politics, Public Policy and Intergovernmental Arrangements: the Case of Healthcare in Italy and Spain”. Attualmente è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell'Università degli Studi di Milano, dove è coinvolto in un progetto multidisciplinare sull'innovazione sociale nelle politiche di assistenza a lungo termine per gli anziani (InnovaCAre). I suoi interessi di ricerca si concentrano su innovazione sociale, politica e politiche sanitarie, welfare occupazionale e aziendale, governance multilivello. Ha collaborato con Percorsi di secondo welfare da ottobre 2014 a giugno 2021.

 
Welfare aziendale, se chi semina raccoglie
Le ridotte dimensioni delle aziende e le specificità del settore rendono complesso introdurre misure di welfare aziendale in agricoltura. Nell'Alto Milanese è nato un progetto - Agriwel - che sta promuovendo partenariati e reti tra le imprese per dar vita a piani di welfare e azioni di conciliazione vita-lavoro in questo settore. Ce ne hanno parlato Gabriella Merlo e Michela Allievi dell'Associazione Irene.
 
Politiche per l’ageing: direttrici di innovazione sostenibile
I cambiamenti socio-demografici, e in particolare il processo di invecchiamento della popolazione, impongono una valutazione seria e urgente sul funzionamento dei sistemi di welfare. Ad esempio, come innovare i servizi territoriali a supporto delle persone anziane e delle loro famiglie? Franca Maino e Federico Razetti propongono alcune riflessioni raccolte in occasione di un'audizione organizzata dalla Fondazione Cariplo per delineare la propria strategia sul tema.
 
Che cos'è il welfare aziendale ''a filiera corta''?
Da qualche tempo abbiamo iniziato a parlare di welfare aziendale "a filiera corta", cioè un approccio al fortemente aperto al territorio, capace di mettere a sistema le risorse locali e innescare circoli virtuosi di sviluppo oltre i perimetri delle imprese. In questo articolo abbiamo voluto inquadrare meglio il concetto mettendo a disposizione dei materiali presentati in un recente evento promosso dal nostro Laboratorio.
 
PNRR e anziani: proposte concrete per riformare il settore della non autosufficienza
Il Network Non Autosufficienza, grazie al confronto con studiosi, esperti e organizzazioni impegnate nella cura degli anziani, ha redatto una nuova proposta di riforma del settore da inserire nel PNRR. Il documento è già stato sottoscritto da Secondo Welfare, Aima, Federazione Alzheimer, Alzheimer Uniti, Confederazione Parkinson Italia, Cittadinanza Attiva, Forum Disuguaglianze Diversità, Bottega del Possibile e Caritas Italiana.
 
Nel PNRR non può mancare un piano di riforma per la non autosufficienza
Nonostante l'invecchiamento demografico e le evidenti difficoltà del settore, al momento il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza manca di un progetto complessivo riguardante l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Per questo il Network Non Autosufficienza (NNA) ha elaborato una "proposta aperta" per introdurre nel PNRR una sezione dettagliata dedicata proprio a questo tema.
 
Mutualità sanitaria, le tre sfide da affrontare per aprirsi al futuro
Quale ruolo possono avere le Società di Mutuo Soccorso nella sanità integrativa? E a quali condizioni? Nel paper “APRIRSI” proviamo a dare un contributo all’avanzamento del dibattito analizzando gli attuali punti di forza, i problemi presenti nel mondo della mutualità e le sfide che questa è chiamata ad affrontare se intende dare un apporto significativo per costruire un’integrazione sostenibile e inclusiva del sistema sanitario pubblico.
 
Integrazione pubblico-privato e apertura ai territori: le sfide per il welfare aziendale
Il secondo Focus Group, tappa del nostro percorso di avvicinamento al Quinto Rapporto sul secondo welfare, è stato dedicato al tema del welfare aziendale e alle sue opportunità di sviluppo in una prospettiva territoriale e di rete. Al Focus hanno partecipato rappresentanti del mondo dell'impresa, di quello sindacale, del Terzo Settore e della Pubblica Amministrazione. Ecco alcune delle riflessioni emerse.
 
WILL, Welfare Innovation Local Lab: un progetto per innovare i sistemi di welfare locale
WILL è un progetto sperimentale di ampio respiro che ha l'ambizione di favorire il rinnovamento dei sistemi di welfare locale. L'iniziativa, che vede coinvolti 10 Comuni capoluogo di Provincia di 4 Regioni del Nord, si propone di individuare interventi che rispondano ai bisogni dei cittadini e che siano in grado di autosostenersi senza pesare sulle finanze pubbliche locali. Nel progetto, che durerà fino al 2024, è coinvolto anche Secondo Welfare.
 
Il rapporto tra giornalismo lento e secondo welfare
Alberto Puliafito ci ha spiegato che cos'è il movimento dello slow journalism a cui si è ispirato per realizzare la testata online Slow News, di cui è direttore e che da poco è entrata a far parte del Network di Secondo Welfare. Negli anni 2000, questa filosofia, che si preoccupa di portare un approccio di grande attenzione alla comunità umana, nasce come reazione al giornalismo veloce e volumetrico basato su logiche di breve periodo.
 
Covid-19, come capitalizzare le esperienze per far crescere il nostro welfare
Durante la fase 1 molte organizzazioni hanno attivato o rafforzato strumenti di welfare aziendale e responsabilità sociale per venire incontro alle mutate esigenze sociali dei propri collaboratori e delle loro famiglie, ma anche sostenere le istituzioni pubbliche e le comunità impegnate nel contrasto al virus. Ora, spiega Federico Razetti su Buone Notizie, la sfida è capitalizzare queste esperienze ed evitare che gli investimenti fatti si disperdano.
 
Bilateralità e Coronavirus, ecco come evitare il rischio “USO”
Parafrasando Jacques Delors, che definì l’Unione Europea un UPO, cioè un Unidentified Political Object (un oggetto politico non identificato), si potrebbe dire che molto più in piccolo gli Enti Bilaterali italiani troppo spesso corrono il rischio di essere dei semplici USO, degli “oggetti sociali non identificati”. Non è questo il caso dell’Ente Bilaterale Veneto Friuli-Venezia Giulia, che si è mosso per mettere in campo risposte adeguate alla crisi in atto. Ne abbiamo parlato con Marco Palazzo, Direttore dell’EBVF.
 
Sanità integrativa e il dopo Covid-19: il progetto di Sanifonds Trentino
Con il piano "SFbeyond19", il fondo sanitario integrativo del Trentino punta a superare la fase emergenziale legata alla pandemia di Coronavirus, prestando attenzione alla responsabilità verso la comunità territoriale e riorganizzando il proprio modello di lavoro e di relazione con gli iscritti. In questa intervista, il direttore di Sanifonds, Alessio Scopa, ci spiega quali sono le azioni messe in campo in questa direzione.
 
Residenze per anziani, con il Covid-19 i nodi vengono al pettine
Il Coronavirus si sta rivelando particolarmente aggressivo nei confronti delle persone più anziane. L'altissima mortalità registrata in molte Residenze per anziani ha alimentato dubbi e polemiche sull'opportunità di utilizzare queste strutture per ricoverare pazienti affetti da Covid-19 e alleggerire così le strutture ospedaliere. Aiuta a fare ordine nei dati e a offrire qualche elemento di conoscenza per rispondere ai tanti interrogativi il paper "Un'emergenza nell'emergenza".
 
Il Coronavirus e i nervi scoperti del welfare italiano
La pandemia del Covid-19 costituisce un buon esempio di “focusing event”, un evento che forza opinione pubblica e decisori a inserire nell’agenda decisionale temi che non necessariamente vi sarebbero entrati o che almeno non lo avrebbero fatto con la stessa forza e la stessa rapidità. Entrano così, improvvisamente, in agenda questioni centrali per le politiche sociali, mettendo in evidenza i tanti nervi scoperti del “welfare state all’italiana”.
 
Welfare aziendale: la necessità di garantire la finalità sociale
Il welfare aziendale è un fenomeno in forte crescita. Sono infatti sempre di più le imprese che adottano misure e servizi per i propri collaboratori e le loro famiglie. Proprio per questo è sempre più importante concentrarsi su quello che può essere l'impatto sociale delle politiche di welfare di natura occupazionale. Ne parla Federico Razetti a commento della nostra inchiesta pubblicata su Corriere Buone Notizie.
 
Compagnia di San Paolo, la “rivoluzione gentile” verso lo sviluppo sostenibile
Educazione, sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica e sociale: sono i tre cardini della trasformazione della Compagnia di San Paolo, che riallinea organizzazione interna e iniziative esterne agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile indicati dall'Agenda 2030 dell'ONU. Il percorso avviato con il Piano strategico quadriennale lanciato nel 2017 si consolida con le Linee Programmatiche 2020, presentate a Torino il 24 gennaio scorso.
 
Il mercato del welfare aziendale: l’intermediazione e il ruolo dei provider
Il quarto capitolo del 4R2W, scritto da Federico Razetti e Valentino Santoni, approfondisce le dinamiche in corso nel mercato del welfare aziendale concentrandosi sul ruolo esercitato dai provider e sulla loro funzione di intermediazione fra domanda e offerta nel campo del welfare occupazionale. La rilevanza di molti provider è andata crescendo proprio in virtù di questa capacità di assumere il ruolo di intermediari e facilitatori, rendendoli punto riferimento per molte imprese.
 
Attori e risorse, tra primo e secondo welfare
Il secondo capitolo del 4R2W, scritto da Federico Razetti e Franca Maino, raccoglie numerosi dati che illustrano la perdurante fragilità del welfare state più tradizionale, che fatica a rinnovarsi in funzione delle mutate condizioni socio-economiche del Paese. Contestualmente il documento dà conto del "peso" del secondo welfare, offrendo una fotografia aggiornata di declinazioni, attori e iniziative che si collocano sotto questo "ombrello".
 
Un rinnovato protagonismo per stakeholder e corpi intermedi? Il secondo welfare, tra evoluzioni concettuali e sviluppi empirici
Il primo capitolo del 4R2W, scritto da Franca Maino e Federico Razetti, si pone un duplice scopo. Da un lato (ri)mettere in luce gli elementi distintivi del secondo welfare; dall'altro proporre una riflessione sul ruolo che gli stakeholder che operano in questo campo, in qualità di corpi intermedi, possono svolgere per affrontare i crescenti fenomeni di disintermediazione in atto.
 
Long-Term Care e innovazione sociale: riflessioni e spunti dall'Unione europea
Il rapido invecchiamento demografico e i conseguenti bisogni di assistenza di lungo periodo della popolazione anziana sono tra le sfide più rilevanti dei nostri tempi. In questo articolo, pubblicato anche nella rivista online "I Luoghi della Cura", Franca Maino e Federico Razetti offrono una riflessione sui nessi analitico-concettuali e di policy fra innovazione sociale e misure di Long-Term Care ricostruendo il policy framework sviluppato dall'Unione Europea negli ultimi anni.
 
 
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