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Jobs Act Autonomi, cosa cambia in campo welfare?
Il “Jobs Act degli autonomi” è legge. Dopo due anni di rimbalzi tra Camera e Senato, quest’ultimo ha dato il via libera al provvedimento che inizia a riconoscere diritti e tutele anche ai lavoratori autonomi, in particolare a quegli autonomi che, non rientrando neanche negli ordini professionali, si trovavano fortemente penalizzati nel mercato del lavoro e nel sistema di previdenza attuale. Ma cosa cambia in campo welfare?
 
Welfare e produttività nel nuovo contratto integrativo del settore socio-sanitario veneto
Il 2 novembre a Padova i sindacati e l’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale hanno firmato il nuovo contratto regionale integrativo che coinvolge i dipendenti di case di riposo e altre strutture socio-sanitarie della regione. All'interno dell'accordo quadro si fa largo il welfare, anche erogato in sostituzione del premio di produttività come prevede il DdL Stabilità 2016. I circa 10.000 lavoratori coinvolti godranno di condizioni economiche più favorevoli e potranno usufruire di un nuovo sistema di welfare basato sull’utilizzo della parte variabile del salario.
 
Jobs Act: cosa cambia davvero per le donne? Una prima valutazione dei sindacati
Il decreto attuativo del Jobs Act che disciplina le misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e lavoro è entrato in vigore il 25 giugno 2015. Le principali novità del decreto riguardano la disciplina dei congedi, i tempi di fruibilità e le categorie di lavoratori coinvolti. Ma a fronte delle nuove disposizioni per le donne è cambiato qualcosa? Ecco cosa ne pensano i principali sindacati italiani.
 
Le donne nel Jobs Act: quanto conta la conciliazione vita-lavoro?
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto attuativo del Jobs Act sulle misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro. Il provvedimento entra in vigore insieme al decreto legislativo sulla disciplina dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni, che prevede la possibilità per il lavoratore di richiedere il passaggio al part-time in caso di necessità di cura connesse a malattie gravi o, in alternativa, alla fruizione del congedo parentale.
 
L'Italia ratifica la Convenzione ILO sul lavoro domestico
Il 22 gennaio l’Italia, terzo Paese datore di lavoro domestico in Europa, ha ratificato la Convenzione ILO sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici - prima tra tutte le nazioni europee. Secondo il rapporto ILO Domestic workers across the world: global and regional statistics and the extent of legal protection, questo settore impiegherebbe 5,6 milioni di lavoratori, scarsamente tutelati e molto spesso vittime di sfruttamento: migliorare la legislazione in materia di lavoro domestico significherebbe, quindi, migliorare le condizioni di lavoro, e di vita, di milioni di persone nel mondo.
 
Mamme nella crisi
Il 18 settembre, alla presenza del Ministro Elsa Fornero e della vice-presidente del Senato Emma Bonino, Save the Children ha presentato il dossier “Mamme nella crisi”, un documento che raccoglie, in un’analisi critica, una serie di dati statistici in grado di offrire uno spaccato sulle condizioni delle madri in Italia, in questi tempi di crisi.
 
Cgil contro Poste Italiane: non riconoscete il premio di produzione alle donne in gravidanza
Missiva al ministro Fornero: «Revochi loro il bollino rosa, con questa firma equiparano la maternità a una malattia» [...] Non si è fatta attendere la replica di Poste Italiane che in una nota ha spiegato come «con l'a...
 
Rientro dalla maternità: il caso della Cooperativa Itaca
La presenza di figli continua a costituire in Italia un limite per la permanenza femminile nel mercato del lavoro. La Cooperativa sociale Itaca, che conta oltre 1.400 lavoratori, l’80% dei quali sono donne, ha voluto dare un segnale in controtendenza attraverso un progetto finalizzato a riaccogliere al meglio le donne e madri che operano nei servizi di Itaca a Pordenone e in tutto il Nord-est. Affiancamento e informazione, sono queste le parole chiave del progetto dedicato esclusivamente alle socie neomamme che hanno da poco terminato il periodo di maternità.