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La sensibilità riguardo alla violenza di genere è indubbiamente cresciuta molto in Italia negli ultimi mesi. Numerosi eventi mettono quotidianamente sul tavolo della riflessione i numeri di questo problema che non fanno che aumentare uno scenario sempre più negativo. Non si tratta di dire che il problema non esiste o che non sia così grave, ma di proporre nuove alternative di riflessione proprio quando lo scenario non appare dei più rosei.

Conoscenza delle differenze e valorizzazione del sé

Nasce da questi presupposti il nuovo Quaderno Donne e relazioni, numero 13 dei “Quaderni FMV Corporate family responsibility” della Fondazione Marco Vigorelli, curato da Paola Binetti e Ilaria Vigorelli.

Il Quaderno va alla ricerca di vie interpretative e buone pratiche che permettano di lavorare a una risposta riguardo ad una questione molto vasta e complessa, che evidentemente non si può risolvere mediante polarizzazioni e slogan. Nella prospettiva offerta si mette a fuoco il ruolo della formazione in famiglia, a scuola e nel lavoro, puntando sulla necessità di educare e di educarsi all’inclusione e alla parità di genere.

Per fare questo servono buone pratiche che stimolino, nel fare, la conoscenza delle differenze e la valorizzazione di sé in rapporto con l’altro e dell’altro in rapporto con sé.

Formare alle relazioni: in famiglia, a scuola, a lavoro

L’impianto complessivo del Quaderno è distribuito attraverso tre parti che affrontano i temi della Libertà affettiva come antidoto alla violenza di genere, dell’Educazione alle relazioni in famiglia e a scuola e delle Dinamiche relazionali nel lavoro.

Nella prima parte, Franca Zacco e Anna Maria Nicolò si soffermano sulla violenza di genere a partire dall’analisi di strumenti normativi, valutazione del rischio ed effettività della tutela. Ne emerge un quadro complesso, in cui la violenza nella coppia appare sempre di più come una sindrome psicosociale che non riguarda più solo i singoli coinvolti.

In un contesto come questo appare cruciale il contesto famigliare e scolastico, al centro della seconda parte del Quaderno, in cui Marco Scicchitano fa emergere la centralità del gioco come strumento di prevenzione della violenza di genere e Raffaella Briani si sofferma sullo sviluppo nella scuola delle competenze trasversali, utili sia per particolari problematiche (come il cyberbullismo) sia nell’innovazione di metodologie didattiche, al momento inefficaci a preparare i giovani al mondo del lavoro.

Il lavoro è al centro della terza parte del Quaderno, con tre contributi che analizzano altrettante buone pratiche di dinamiche relazionali. Lorenzo Fariselli sottolinea l’importanza di allenare l’Intelligenza emotiva, guardando al ruolo delle donne come trainante; Valeria Bonilauri propone all’interno del lavoro un modello circolare-generativo ove conoscenza e azione si alimentano costantemente; Valerie Schena Ehrenberger, a partire dall’ambito della “consulenza al femminile” suggerisce di lavorare su una vera cultura che dia valore al capitale umano in azienda.

Tre best practices da cui partire, dunque: Intelligenza emotiva, “palestre relazionali” e Diversity Equity & Inclusion.

Un primo passo…

Anche se questo Quaderno inizia con un impatto duro sull’esperienza della violenza, gradatamente innesca una vera e propria rivoluzione culturale, in cui la donna è chiamata ad essere protagonista in virtù di quella Intelligenza Emotiva, che la rende capace di percepire esigenze e necessità per elaborare risposte creative, su misura per ogni persona.

La formazione del maschile e del femminile a vivere relazioni positive e virtuose nasce però a partire dalla famiglia e dalla scuola e deve essere mantenuta al centro delle dinamiche professionali. Ecco perché all’interno delle organizzazioni di qualunque tipo vale la pena riscoprire la centralità delle relazioni.

Forse questo Quaderno può rappresentare un piccolo contributo significativo e un segno di speranza, pur nella consapevolezza che i dati richiedono azioni educative ampie che coinvolgono tutte le parti sociali.

E chissà, magari potrebbe suggerire anche di lavorare presto su un nuovo numero in cui il tema delle relazioni venga approfondito a partire dalle caratteristiche peculiari del maschile.

 

 

Foto di copertina: Priscilla Du Preez 🇨🇦, Unsplash