capitolo 7

Fondazioni di origine bancaria e innovazione sociale: il Programma Equilibri

di Chiara Agostini e Alessandra Motta

CoprogettazioneFondazioni di origine bancariaInnovazione socialeOccupazione femminilePovertà educativa

abstract

Il capitolo propone una riflessione sul ruolo delle Fondazioni di origine bancaria (FOB) nei processi di cambiamento sociale mediante l’analisi del Programma Equilibri, promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

Il Programma si propone di sostenere progettualità che integrino i servizi di supporto all’occupazione femminile e quelli di contrasto alla povertà educativa minorile, dando vita a sistemi territoriali di intervento. Il capitolo, dopo un inquadramento sulla nascita e sul funzionamento delle FOB, illustra alcuni dati sull’occupazione femminile e sulla povertà dei minori. Equilibri è indagato in linea con il framework analitico, proposto nel Quarto e Quinto Rapporto sul secondo welfare, che riguarda le condizioni attraverso cui le FOB possono promuovere il cambiamento sociale, ovvero: a) azioni strategiche, che si basano su una prospettiva di medio-lungo periodo e che spesso comportano la promozione di “spazi terzi” in cui i diversi stakeholder locali possano confrontarsi e collaborare; b) azioni basate sull’evidenza, mediante le quali le FOB incaricano soggetti esperti della realizzazione di indagini scientificamente valide ed empiricamente fondate sulla base delle quali migliorare le proprie iniziative e diffonderne i contenuti; c) azioni condivise, concertate con i diversi attori locali, grazie all’apertura dei processi decisionali e di implementazione. L’analisi suggerisce che tutti e tre i tipi di azioni sono presenti nel Programma Equilibri e mostra quindi che le FOB possono supportare le reti territoriali multistakeholder non solo nella sperimentazione, ma anche nella stabilizzazione di interventi di sviluppo locale sostenibili e inclusivi. 

Ormai da tempo le FOB si sono affermate in quanto attore strategico nel panorama del secondo welfare. In particolare, questi enti finanziano e accompagnano processi di sviluppo locale promuovendo l’avvio di progetti sperimentali spesso basati sulla costituzione di partnership pubblico-privato e sulla realizzazione di percorsi di coprogettazione aperti e flessibili.

Sempre più spesso il ruolo delle FOB non si esaurisce nella funzione di sostenere economicamente interventi di utilità sociale, ma si anima di una funzione di filantropia strategica per cui l’azione è volta alla promozione del mutamento sociale.

Rispetto a questo il Quarto e il Quinto Rapporto sul secondo welfare hanno individuato una serie di condizioni grazie alle quali le FOB possono promuovere un cambiamento sociale duraturo e condiviso.

Condizioni per la promozione del cambiamento sociale da parte delle FOB

Condizione per il cambiamento sociale Approcci e strumenti
Azione strategica
  • Individuazione di obiettivi strategici, di sistema e orientati al cambiamento
  • Sostegno a interventi pluriennali
  • Scelta di strumenti di finanziamento e intervento idonei
  • Promozione e accompagnamento di partenariati pubblico-privati
  • Evoluzione del concetto di accountability: misurazione e valutazione degli interventi alla luce del concetto di cambiamento sociale
Azione basata sull’evidenza
  • Coinvolgimento di professionisti esperti (interni o esterni all’organizzazione)
  • Solidi riferimenti teorici
  • Realizzazione di rilevazioni empiriche e indagini volte alla stabilizzazione degli interventi promossi
Azione condivisa
  • Approcci bottom-up
  • Allargamento della partecipazione
  • Coinvolgimento di tutti gli stakeholder nei processi decisionali e di implementazione degli interventi (coprogettazione e coproduzione delle iniziative)

Fonte: Sesto Rapporto sul secondo welfare

Le FOB, anche in relazione alle loro modalità operative e al loro approccio innovativo ai problemi e ai bisogni sociali, si sono mostrate attori fondamentali nel rispondere prontamente alle sfide determinate dalla pandemia.

Il Programma Equilibri rientra nella seconda categoria di interventi, cioè quelle iniziative nate nel contesto emergenziale con un orizzonte di lungo periodo. È stato ideato ed elaborato all’indomani della fase più acuta della pandemia, in cui le misure di contenimento del virus hanno inciso negativamente sull’occupazione femminile e anche sulla povertà educativa minorile, due ambiti in cui tradizionalmente il nostro Paese registra dati preoccupanti.

milioni di euro di finanziamento da parte della Compagnia di San Paolo
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Nel contesto delineato, la Fondazione Compagnia di San Paolo ha promosso il Programma Equilibri individuando tre obiettivi strategici di medio-lungo periodo:

  1. la promozione del lavoro femminile delle donne in situazione o a rischio di svantaggio, con problemi di conciliazione relativi alla cura dei figli minori e con un ISEE non superiore ai 30.000 euro;
  2. il contrasto alla povertà educativa minorile;
  3. la costruzione di un’infrastrutturazione sociale territoriale, intesa come sistema in grado di connettere stabilmente attori pubblici e privati che possono contribuire alla produzione di welfare.

Il Programma è stato implementato attraverso un bando strutturato in due fasi: prima una Call to Action per raccogliere proposte progettuali e poi un percorso di coprogettazione per strutturare le proposte pervenute.

Il percorso di coprogettazione, accompagnato da due Project Manager da un esperto di Teoria del Cambiamento, si è articolato in tre momenti:

  1. l’applicazione della Theory of Change alle proposte progettuali;
  2. l’introduzione nelle progettualità di specifici key factor;
  3. la stesura dei documenti progettuali.

A seguito del percorso di coprogettazione c’è stata una nuova valutazione da parte della Compagnia, che ha approvato tre progetti:

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