WELFARE CONTRATTUALE /
ESPAnet-Italia ha assegnato il premio “Giovane ricercatore 2016”
Il vincitore del premio è il nostro Federico Razetti. Il suo saggio è stato pubblicato nell’ultimo numero di “Politiche Sociali”
20 giugno 2017

ESPAnet Italia è un network di studiosi di politiche sociali che promuove il dibattito interdisciplinare, considerando tradizioni teoriche e metodologiche differenti allo scopo di una reciproca e fruttuosa contaminazione. Cercando di promuovere la collaborazione tra differenti atenei e gruppi di ricerca, il gruppo di ricercatori organizza annualmente un convegno nazionale: quest’anno l’incontro si terrà dal 21 al 23 settembre presso il Campus di Forlì dell’Università di Bologna (per maggiori informazioni).

Con lo scopo di stimolare l’inserimento dei giovani nel campo di ricerca delle politiche sociali, supportando lo sviluppo delle loro conoscenze, capacità ed esperienze, ESPAnet Italia ha deciso di istituire un premio per il miglior saggio presentato da un ricercatore under 35. Nella scorsa edizione – tenutasi a settembre 2016 a Macerata – questo premio è andato al nostro Federico Razetti, il quale ha tenuto un intervento dal titolo “Welfare bilaterale e secondo welfare: prime considerazioni a partire dalle esperienze regionali nel comparto artigiano”.


I contenuti del saggio

Il tema principale del contributo di Razetti riguarda il ruolo della bilateralità nel comparto artigiano. In particolare, gli accordi e gli organi bilaterali sono stati analizzati partendo da quello che è il loro contributo nella creazione di servizi e prestazioni di welfare a sostegno del lavoratore e della sua famiglia. Le esperienze degli enti bilaterali vogliono quindi essere collocate all’interno del più ampio campo del welfare occupazionale, insieme ai più noti e sempre più numerosi esempi di welfare aziendale. Secondo l’autore, a differenza di quest’ultimo il welfare bilaterale potrebbe rivelarsi una strada promettente per l’offerta di protezione sociale a tutela dei lavoratori impiegati in settori produttivi più frammentati e più deboli (come, appunto, l’artigianato).

Di conseguenza, con l’obiettivo di comprendere in che misura gli strumenti della bilateralità possano essere considerati una tessera del puzzle del secondo welfare, il saggio riporta i risultati di una ricerca (svolta dallo stesso Razetti) che ha coinvolto i 21 enti bilaterali regionali del settore artigiano. Tale survey (i cui dati saranno inseriti anche all’interno del Terzo Rapporto sul secondo welfare in Italia) si è focalizzata su due aree di policy che, per motivi diversi, presentano aspetti problematici nel contesto del welfare state italiano: l’assistenza sanitaria e le misure a sostegno della famiglia.

L’autore – che vincendo il premio “Giovane ricercatore 2016” ha visto il suo saggio pubblicato all’interno della rivista "Politiche Sociali/Social Policies” (n.1, 2017), edita da Il Mulino – ha quindi cercato di ricostruire una mappa aggiornata dell’offerta di prestazioni di welfare bilaterale, provando a coglierne la rilevanza in termini di risorse investite e di effettivi beneficiari.

 


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