WELFARE CONTRATTUALE /
Al via il nuovo accordo integrativo del comparto della concia di Vicenza
Si consolida l'investimento nel welfare aziendale grazie all'accordo raggiunto tra sindacati e Confindustria
09 ottobre 2017

Qualche tempo fa, in un nostro precedente articolo, vi avevamo parlato del nuovo contratto integrativo del settore della concia di Vicenza. La sua particolarità risiedeva nel fatto che, per la prima volta nella storia del distretto veneto, l’accordo ha introdotto la possibilità di attivare strumenti di welfare aziendale alle oltre 80 imprese del settore.

Inizialmente, però, tale novità è stata prevista senza un reale confronto tra le parti sociali: le rappresentanze datoriali - e in particolare Confindustria Vicenza – avevano deciso in maniera unilaterale di “disdettare” il vecchio contratto territoriale e di stilarne uno nuovo. Qualche giorno fa, dopo quattro mesi di confronto e dialogo, la parti sociali sono giunte ad un accordo condiviso.


Cosa prevede il nuovo integrativo del settore conciario vicentino

La novità principale del contratto destinato al distretto della concia vicentino riguarda la possibilità di corrispondere il premio di produzione (che si aggira attorno ai 1.200 euro annui) attraverso strumenti di welfare aziendale oppure un sistema di ticket restaurant e fidelity card, spendibili sul territorio in una serie di esercizi commerciali convenzionati.

Le prestazioni di welfare saranno implementate e supportate anche grazie all’intervento di due provider locali: Vicenza Welfare, giovane start-up locale, e WelfareMeet, piattaforma di welfare aziendale creata da Confindustria Vicenza di cui abbiamo parlato in un nostro articolo. Il loro coinvolgimento consentirà ai lavoratori di avere accesso a beni e servizi prodotti da realtà appartenenti al circuito locale.


Il punto di vista del sindacato

“Dopo alcuni mesi di confronto, lo scorso 12 settembre le rappresentanze sindacali - Filctem Cgil, Femca Cisl, Ultec Uil - e la Sezione concia di Confindustria hanno raggiunto l’accordo sull’integrativo” dice Roberta Zolin, segretaria provinciale Femca Cisl. “Il dialogo è servito innanzitutto a definire il quantitativo del premio convertibile in welfare: in un primo momento, infatti, la cifra era variabile e condizionata dalle presenze del lavoratore”.

“Inoltre, le rappresentanze sindacali si sono impegnate nell’intraprendere un processo volto a valorizzare le iniziative di welfare aziendale e in particolare quelle relative alla previdenza complementare che, prima di questo nuovo accordo, erano assenti in questo settore”. “Perciò” - continua Roberta Zolin - “ci occuperemo di realizzare degli incontri e delle assemblee per informare gli oltre 6 mila lavoratori coinvolti sui vantaggi che questi strumenti possono comportare”.


Le perplessità e i contrasti iniziali tra le parti sociali

Le iniziative informative che saranno proposte messe in piedi dai sindacati avranno come focus principale la previdenza complementare. Questo è legato al fatto che, inizialmente, una delle maggiori perplessità dei rappresentanti dei lavoratori riguardava proprio il cosiddetto "saving contributivo", cioè la riduzione dell’ammontare dei contributi previdenziali versati dall’impresa nel caso in cui il premio di produttività sia erogato tramite prestazioni di welfare.

Il meccanismo di conversione - che si è diffuso molto tra le imprese italiane grazie agli sgravi fiscali introdotti dalla Legge di Stabilità del 2016 - porta i lavoratori al mancato accumulo dei contributi previdenziali che sarebbero invece versati per intero nel caso in cui il lavoratore scegliesse di ricevere il premio in denaro. Questo aspetto è stato discusso e valutato dagli attori coinvolti nell’accordo e, anche grazie all’atteggiamento positivo e propositivo delle parti, si è scelto di intervenire attraverso la formazione e la sensibilizzazione degli interessati.

 


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