TERZO SETTORE / Volontariato
A Siena l'Alternanza Scuola-Lavoro è nel Terzo settore
Grazie a Fondazione MPS gli studenti possono approcciarsi ai servizi solidaristici del territorio
20 marzo 2018

Il 6 giugno 2017 Fondazione Monte dei Paschi di Siena, in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato Toscana (CeSVoT) e l’Ufficio Scolastico Regionale - Ambito Territoriale per la provincia di Siena, ha pubblicato il bando “Volver”, finalizzato a sostenere le organizzazioni del Terzo settore nella sperimentazione di moduli di Alternanza Scuola-Lavoro. Il bando ha stanziato 70.000 euro per il finanziamento dei progetti e 10.000 euro per attività sistemiche di formazione. Sono state undici le domande di finanziamento selezionate, tra le trenta che erano state presentate.


Gli obiettivi di “Volver”

Per Fondazione MPS “in una società improntata ai valori dell’inclusione sociale e della solidarietà, il Volontariato assume una fondamentale valenza formativa, sia per lo sviluppo di competenze trasversali – le cosiddette Soft Skills - che per la crescita di una solida coscienza civile nelle giovani generazioni”. La Fondazione ha basato il bando su diversi studi, tra cui “Una transizione generativa” e il nostro working paper “Volontariato nel secondo welfare: risorsa per i giovani e per la comunità. Il Caso di Piacenza”, che descrive come il volontariato giovanile possa generare welfare bidirezionale che si propaga sia verso i beneficiari degli interventi sia verso gli stessi volontari.

Uno degli ambienti peculiari in cui i giovani si avvicinano al volontariato e sviluppano la propria responsabilità sociale è la scuola. Così è nata l’idea alla base di “Volver”: valorizzare le possibilità offerte dall’Alternanza Scuola-Lavoro per avvicinare gli studenti al Terzo settore, favorendo contemporaneamente l’acquisizione di competenze specifiche e trasversali e la maturazione della responsabilità sociale. Non è da trascurare ovviamente il contributo che gli studenti possono dare a iniziative solidaristiche e di promozione sociale. Questi elementi possono generare la trasformazione sociale richiamata nello stesso titolo del progetto.


I progetti

Degli undici progetti approvati sei sono stati presentati da organizzazioni di volontariato, tre da cooperative sociali e due da associazioni di promozione sociale, mentre in quattro casi è previsto il partenariato con altre organizzazioni. In tutto sono coinvolte sette scuole e 174 studenti.

I progetti spaziano tra diversi ambiti. Ad esempio, il progetto “Fare insieme per i beni comuni e la comunità”, proposto dalla cooperativa sociale AranciaBlù, si focalizza sulla rivitalizzazione di uno spazio verde pubblico con un approccio pedagogico originale e innovativo; il progetto coinvolgerà un gruppo di stagisti che sarà formato sia da studenti “eccellenti” sia da studenti con disabilità psichiche o disturbi comportamentali che utilizzeranno tecniche di peer education per favorire la fruizione dello spazio da parte dei coetanei e di bambini più piccoli. Obiettivi del progetto sono l’apprendimento di tecniche di giardinaggio e di competenze relazionali.

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Le Bollicine propone invece il coinvolgimento di una classe nel percorso “Cavalcando insieme - percorsi educativi e riabilitativi di rieducazione equestre”, orientato alla riabilitazione e rieducazione equestre presso il Centro equestre Tosca delle Bollicine. Gli studenti, insieme agli operatori e ai volontari, si relazioneranno con i fruitori del Centro apprendendo competenze formali e informali.

Il progetto “Esperienza intergenerazionale: generazioni in campo alla scoperta della Valdichiana” dell’associazione ADA per i diritti degli anziani punta invece a ribaltare gli stereotipi sulla terza età lavorando sul mutuo apprendimento intergenerazionale, attraverso una metodologia basata sulla psicologia sociale. Sono coinvolti dieci studenti e dieci persone over 65.

Il Comitato Provinciale dell’ARCI vuole invece rispondere ai bisogni della popolazione migrante presente sul territorio senese. Attraverso “Reti di Cittadinanza” gli studenti potranno acquisire conoscenze e competenze in ambito amministrativo, accompagnando i migranti nel disbrigo di pratiche amministrative e all’acquisizione dei diritti di cittadinanza. I progetti presentati sembrano garantire da un lato un’elevata acquisizione di competenze da parte degli studenti, in particolare competenze relazionali e trasversali, dall’altro un elevato impatto sulle comunità e i territori coinvolti.


La formazione

Ma non sono solo questi i positivi risultati del bando Volver. Grazie ad esso infatti i tutor delle organizzazioni partecipanti potranno partecipare a dei moduli formativi in materia di sicurezza sul lavoro per progetti di Alternanza Scuola Lavoro; strategie e approcci per la relazione con i giovani in associazione; lavoro di gruppo e comunicazione per il mantenimento della motivazione dei volontari. Vi sono poi moduli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro rivolti agli studenti. L’attività formativa non ha solo consentito l’apprendimento di contenuti essenziali per il buon esito dei progetti ma ha anche favorito lo scambio e il confronto tra i vari attori coinvolti.


Il valore formativo del volontariato

Il progetto “Volver” pone in luce le trasformazioni del ruolo sociale del Terzo settore, in particolare del volontariato. Alle organizzazioni del Terzo settore viene infatti riconosciuta la capacità di formare giovani studenti all’interno di percorsi di studio formalizzati, trasmettendo loro competenze sia specifiche che trasversali e favorendo lo sviluppo della responsabilità sociale. La responsabilità sociale non è infatti trattata come un fatto privato, un insieme di virtù o valori individuali, bensì come un elemento sostanziale della formazione dei giovani e necessaria per contribuire al perseguimento di una società basata sull’inclusione e la solidarietà.

In un’ottica di secondo welfare vi sono alcuni elementi rilevanti. Il primo è il ruolo pubblico riconosciuto alle organizzazioni del Terzo settore, legato non solo all’ambito d’intervento, ma anche all’educazione e alla formazione delle nuove generazioni. Il secondo elemento, che si collega al primo, è l’inclusione della responsabilità sociale nel percorso formativo, elemento che riconosce l’importanza di una formazione completa della persona umana.

Va poi sottolineato lo sviluppo di una rete, promossa e guidata da Fondazione MPS, composta da attori pubblici e privati – comprendente anche l’Ufficio Scolastico Provinciale – tra loro molto diversi. Uno degli elementi di forza di “Volver” è proprio la rete, la sinergia tra attori pubblici e non profit. Di fronte alla difficile implementazione dell’Alternanza Scuola-Lavoro non si può non considerare come elemento essenziale per il buon esito dei progetti sia una solida rete territoriale che favorisce la collaborazione tra i differenti soggetti coinvolti.

 


Alternanza scuola-lavoro nel terzo settore: il bando VOLver di Fondazione MPS

Alternanza Scuola-Lavoro: nascono la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti e un Osservatorio

Alternanza scuola-lavoro: l'esperienza della Marche

Volontariato nel secondo welfare: risorsa per i giovani e per la comunità. Il caso di Piacenza

CSV e promozione del volontariato nelle scuole

Premiato il progetto Dualità Scuola-Lavoro di Allianz Italia