TERZO SETTORE / Impresa sociale
Venture capital sociale in Italia: l'esperienza di Oltre Venture
22 dicembre 2011

Oltre Venture è la prima società di venture capital sociale in Italia: un'iniziativa unica nel panorama economico nazionale, che offre ai finanziatori un’alternativa alla filantropia tradizionale attraverso la possibilità di investire nel capitale di rischio di aziende impegnate nell'innovazione sociale.

Oltre Venture nasce dall'esperienza di Fondazione Oltre, la prima fondazione italiana di venture philanthropy, istituita nel 2002 allo scopo di supportare le organizzazioni non profit con donazioni, ma anche attraverso un’azione di capacity building in grado di fornire un contributo organizzativo e strategico. Il progetto si è sviluppato ulteriormente con la creazione della società per azioni, i cui investitori sono persone fisiche, imprese e fondazioni che hanno deciso di mettere a disposizione capitali “pazienti e responsabili". L’avventura è iniziata nel 2006 con la raccolta, grazie ai contributi di Fondazione CRT e di alcune famiglie imprenditoriali italiane, di 10 milioni di euro. L’obiettivo, come ci spiega il presidente e fondatore di Oltre Luciano Balbo, è arrivare a 30 milioni di euro nell’arco dei prossimi mesi. Il successo di questo nuovo modello dipenderà molto dallo sviluppo del mercato di riferimento, che porterebbe all’ingresso di nuovi investitori anche istituzionali come i fondi pensione, e dalla fiducia in esso riposta dalle fondazioni di origine bancaria. Infatti, eccetto rari casi come Fondazione CRT e più di recente Compagnia di San Paolo, sono ancora poco attive nell’ambito della venture philanthropy.

Oltre Venture non si limita a sostenere economicamente le nuove imprese che nascono per rispondere ai crescenti bisogni sociali, ma mette a disposizione dei progetti finanziati le competenze professionali e il supporto organizzativo necessari a realizzarli. Un approccio “hands-on”, come lo definisce Balbo, finalizzato alla crescita dell’azienda nel tempo, un modello di investimento sociale pro-attivo volto a sperimentare non solo nuove proposte ma anche nuove modalità di intervento. Un’idea che si differenzia profondamente dalla prassi più comune dei Fondi Etici, generalmente caratterizzati da scelte di investimento effettuate secondo criteri di esclusione dei settori ritenuti più “nocivi” come alcol, tabacco e pornografia. Si passa quindi da una prospettiva “passiva”, tesa più a minimizzare l’impatto sociale negativo dell’investimento, all’offerta di un supporto non solo economico ma anche progettuale e gestionale alla nascita di iniziative imprenditoriali innovative nel mondo del sociale.

Come sottolinea Balbo, Oltre nasce proprio dalla constatazione dell’aumento dei bisogni della popolazione e dalla consapevolezza che alle iniziative in ambito sociale occorrono, per produrre un impatto significativo e per essere economicamente sostenibili nel lungo periodo, non solo finanziamenti ma anche competenze professionali e imprenditorialità. L’ispirazione è venuta dal modello di “filantropia attiva” delle fondazioni statunitensi, che nascono tradizionalmente per volontà di singole personalità con l’obiettivo di appoggiare e promuovere l’innovazione in un’ottica di finanziamento più selettivo. Un esempio per tutti è la Gates Foundation, che annovera tra i principi che ne guidano l’azione anche l’attenzione alle straordinarie potenzialità del progresso scientifico e tecnologico per migliorare la vita delle persone e l’importanza di agire come “funders and shapers” delle iniziative. Una cultura che si sta diffondendo anche in Europa grazie a progetti importanti come la Bridges Ventures, fondata in Gran Bretagna dal noto imprenditore Ronald Cohen, la tedesca Bonventure, la Noaber Foundation in Olanda, e naturalmente Oltre Venture in Italia. Questi, insieme a molti altri associati, sono membri della European Venture Philanthropy Association, un network che conta oggi più di 140 aderenti provenienti da più di 20 Paesi.

Oltre Venture opera specificamente nella sfera della fragilità sociale, una "area grigia” che, a differenza di quei bisogni più radicati che necessitano dell’intervento pubblico di carattere assistenziale, possono essere affrontati tramite soluzioni di mercato che riescano a coniugare economicità e interesse sociale. Gli investimenti di Oltre sono prevalentemente in ambito sanitario, con il 42% del capitale impiegato in centri medici e ambulatori dentistici, e housing sociale, a cui sono dedicate il 23% delle risorse. Seguono progetti di microfinanza (il 20%) e di inserimento al lavoro (15%). Per ogni area di intervento viene calcolato l’impatto sociale prodotto in termini di posti letto, prestazioni sanitarie, prestiti erogati e persone inserite nel mercato del lavoro.

L’investimento più consistente fino ad ora è stato il progetto del Centro Medico Santagostino di Milano, poliambulatorio medico inaugurato nel 2009 e finanziato da Oltre per il 90% e da investitori privati per il restante 10%. Il centro offre una vasta gamma di prestazioni di medicina specialistica a prezzi calmierati, per fornire visite specialistiche di alto livello a costi accessibili, anche in specialità meno coperte dal servizio sanitario nazionale come la psicoterapia, l’odontoiatria e la logopedia. La struttura si caratterizza anche per l’attenzione alle funzioni di orientamento e assistenza che possano agevolare l’accesso del paziente alla rete di servizi socio-sanitari forniti dal settore pubblico e dal privato sociale. L’iniziativa nasce per inserirsi nel mercato delle prestazioni specialistiche, un’area critica in Italia perché sempre meno coperta dal pubblico e ancora troppo gravosa nel privato. Nonostante alcune resistenze iniziali, come ammette Luciano Balbo, il clima “laico” del capoluogo milanese ha reso possibile il supporto di molti medici, che hanno collaborato attivamente alla selezione diretta dei colleghi “junior” già operanti all’interno del servizio sanitario pubblico, sempre affiancati nella nuova struttura dai “senior” alla direzione degli ambulatori. Con oltre venti specialità mediche, il centro ha un portafoglio di più di 10.000 pazienti e risultati positivi nel tempo: nel 2010 il fatturato è raddoppiato rispetto all’anno precedente, e i primi mesi del 2011 hanno confermato il trend di crescita.


Riferimenti:

Il sito di Oltre Venture

Il sito della Fondazione CRT

Il sito della Bill&Melinda Gates Foundation

Il sito di Bridges Ventures

Per sapere di più su Ronald Cohen: Sir Ronald Cohen: Capitalism has its consequences, The Telegraph, 26 giugno 2010

Il sito di Bonventure

Il sito della Noaber Foundation

Il sito dell’EVPA - European Venture Philanthropy Association

Il sito del Centro Medico Santagostino

 

Per approfondire il tema dell’impresa sociale leggi anche: Commissione Europea: come promuovere l'imprenditoria sociale?

Per approfondire il tema della venture philanthropy leggi anche: Dynamo Camp compie 5 anni

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