TERZO SETTORE / Impresa sociale
Nel Regno Unito si continua ad investire sul Terzo Settore
19 giugno 2012

Dopo l'approvazione di importanti provvedimenti legislativi, in primis il Localism Act 2011 e il Public Service Act 2012, volti a favorire lo sviluppo della cosiddetta Big Society, l'esecutivo di David Cameron ha disposto nuove misure volte a sostenere economicamente il il mondo del non-profit. Nelle scorse settimane il governo britannico ha infatti ufficializzato l’istituzione di un nuovo fondo di investimento destinato a sostenere le organizzazioni del Terzo settore inglese: l’Investment and Contract Readiness Fund. Tale fondo è frutto della collaborazione tra l’Office for Civil Society, dipartimento governativo che mantiene i rapporti con le diverse espressioni della società civile, e il Social Investment Business, organismo che si occupa di investimenti verso attività a carattere sociale che le banche tradizionali sono tendenzialmente restie a sostenere finanziariamente.

Lo stanziamento iniziale dell'Investment and Contract Readiness Fund secondo le stime ammonterebbe a circa 10 milioni di sterline. Tali risorse saranno destinate primariamente a quelle realtà del Terzo settore che vogliono partecipare a bandi pubblici per la fornitura di servizi ma che, per diverse ragioni, si trovano nell’impossibilità di farlo. I finanziamenti del fondo provengono da numerose realtà sia pubbliche che private (elenco finanziatori) che operano nel social financing, tra cui spicca il Big Society Capital, istituto di credito di cui abbiamo già trattato in un precedente articolo. Nello specifico il fondo mira a finanziare, attraverso l’erogazione di prestiti tra le 50.000 e le 150.000 sterline, quelle organizzazioni del Terzo settore che vogliano ampliare il proprio capitale sociale ad almeno 500.000 £ o vogliano partecipare a gare di appalto che abbiano un valore superiore al milione di sterline. Attraverso queste misure i soggetti promotori del fondo ritengono di poter sostenere la crescita delle organizzazioni non-profit in quegli ambiti, come il settore dei servizi pubblici, in cui spesso non hanno la possibilità di concorrere ad armi pari con le imprese private.

La costituzione di un siffatto strumento pare indicare il rinnovato impegno del Governo britannico nell’attuare misure che possano favorire lo sviluppo di social business in grado di affiancarsi al welfare pubblico che, come noto, è sempre più in affanno a causa della attuale situazione economica e dei limiti strutturali che lo contraddistinguono. L’esecutivo, nonostante le aspre critiche a cui il progetto Big Society è soggetto, attraverso la nascita di questa iniziativa pare più che mai deciso a investire nel Terzo settore anche in termini economici, sperando che esso abbia la forza necessaria per rispondere alle aspettative cui è sottoposto.

 

Riferimenti

Sito del Social Investment Business

Sito del Big Society Capital

La notizia su Third Sector Online

La notizia sul Social Finance

 

 

 
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Thomas Bastianel | 25.06.2012
In realtà non è proprio così. Le erogazioni, il cui taglio è compreso fra le 50 e le 150.000 sterline, sono a fondo perduto (grants), ma sono funzionali all’ottenimento di almeno 500.000 sterline in capitale d’investimento o all’ottenimento di appalti per la fornitura di servizi pari ad almeno 1 milione di sterline. I grants serviranno a coprire tutti quei costi necessari all’ottenimento del finanziamento o dell’appalto, compreso quello per il personale aggiunto che dovrà definire il piano d’investimento, stendere i contratti o preparare le gare d’appalto. Il fondo ha una dotazione di 10 milioni di euro che provengono dal Office for Civil Society (una sorta di Ministero inglese per la Società Civile) e gli “investors” non sono quelli che ci mettono i soldi ma quelli che fanno parte del Panel che dovrà valutare le applications e accreditare i providers, ovvero le realtà finanziarie che dovranno garantire l’investimento e con cui le imprese sociali dovranno presentare l’application.
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