TERZO SETTORE / Impresa sociale
Commissione Europea: come promuovere l'imprenditoria sociale?
13 dicembre 2011

L’imprenditoria sociale, l’insieme delle imprese che hanno come obiettivo societario il perseguimento di fini sociali anziché il profitto, sono in Europa il 10% delle aziende e occupano 11 milioni di lavoratori. Questi sono i dati contenuti nel comunicato stampa della Commissione Europea, che ha annunciato lo scorso 7 dicembre di voler intraprendere azioni per favorire lo sviluppo e la diffusione dei fondi di investimento che finanziano l’imprenditoria sociale. La proposta della Commissione per regolare e promuovere il nuovo e promettente settore del “social business” include l’introduzione di un nuovo "marchio" legato al "Fondo europeo per l'imprenditoria sociale": se i requisiti della Commissione, tra cui l’impiego di almeno il 70% del capitale in imprese sociali, saranno soddisfatti, il fondo di investimento potrà essere commercializzato con il marchio in tutta Europa. L’iniziativa, che si colloca all’interno della più ampia Social Business Initiative della Commissione Europea, mira a creare un ambiente di fiducia e trasparenza per gli investitori, attraverso norme uniformi e la diffusione di informazioni corrette circa i fondi esistenti. La notizia è stata recentemente ripresa anche da Vita Magazine.

L’importanza dell’impact investment, investimenti destinati ad un ritorno sociale più che economico, è una convinzione maturata non solo in Europa ma ormai in tutto il mondo. La società finanziaria J.P. Morgan ha realizzato il report “Impact Investments. An Emerging asset class”, che analizza l’evoluzione e il crescente successo degli investimenti nel sociale in ambito internazionale, fino a definirli una vera e propria “asset class”. La ricerca sottolinea inoltre l’importante distinzione tra impact investment e i più “classici” fondi etici: questi ultimi si limitano a non investire in aree ritenute “nocive”, tradizionalmente i business del tabacco, dell’alcol, delle armi e della pornografia, per minimizzare l’impatto sociale negativo dell’investimento. E’ dunque evidente la differenza rispetto ad un nuovo modo di investire il capitale che, come scrive l’Economist, riesce a combinare la volontà di migliorare il mondo con il guadagno. Il modello dell’impact investment prevede, infatti, il finanziamento di imprese che abbiano potenzialità sul piano dello sviluppo e della sostenibilità, e un attento sistema di misurazione della performance sociale.

A dimostrazione della rapida crescita del settore, il fornitore non-profit di servizi finanziari Impact Assets ha pubblicato una lista dei 50 più grandi fondi nel mondo. Nel nostro Paese si tratta ancora di una novità, ma possiamo segnalare Oltre Venture, la prima società in Italia nata proprio per sviluppare imprese sociali, mettendo a disposizione fondi e competenze manageriali. Spesso ricordata dalla stampa nazionale per l’innovatività dei propri interventi, Oltre Venture opera con il modello del “venture capital”: investimento di capitale azionario in imprese non quotate ma con elevato potenziale di sviluppo in termini di mercato ed innovazione di prodotti e servizi.

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camilla | 17.12.2011
Vorrei segnalare l'interessante contributo del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) al dibattito sull'imprenditoria sociale. Il CESE, organo consultivo dell'UE che raggruppa i datori di lavoro, i sindacati e la società civile europea, sta da tempo lavorando sulla Social Business Initiative promossa dalla Commissione. Maggiori informazioni: http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.en.liaison-group-meetings.20724 Intervista alla referente per il CESE: http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.en.vice-president-communication-video-talk.20567
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