Un artigiano social per l’economia civile
Felice Meoli intervista Paolo Venturi, Direttore di Aiccon, sul rapporto tra mondo artigiano e economia civile, in cui sono emerse riflessioni molto interessanti sviluppate nel corso della XV edizione delle Giornate di Bertinoro. | Felice Meoli, Etica News, 28 ottobre 2015
 
È l’ora degli imprenditori sociali
Si può promuovere l’inclusione sociale senza perseguire contemporaneamente anche quella economica? La domanda non è di poco conto, se si considerano la crescita globale delle disuguaglianze, la portata dei fenomeni migratori, i loro riflessi sul welfare e sulle politiche dei Paesi più sviluppati. Uno dei pregi delle Giornate di Bertinoro per l’economia civile è quello di avere buon fiuto, nel senso di riuscire a intercettare trend di estrema attualità, se non addirittura di anticiparne l’evidenza. | Elio Silvia, Sole 24 Ore, 19 ottobre 2015
 
Istituire il prestito d’onore per gli imprenditori sociali
Il tema degli investimenti delle imprese sociali e degli strumenti per finanziarli è centrale nel dibattito che sta coinvolgendo operatori del settore, centri di ricerca ed attori politici. Ma piuttosto che seguire un approccio top down, lo sviluppo dell’economia sociale dovrebbe partire dal basso, valorizzando le risorse e le competenze di cui sono dotati i territori e le comunità. Ad esempio attraverso un prestito d’onore per gli imprenditori sociali destinato a finanziare i soci di cooperative ed imprese sociali in fase di start-up o di recente costituzione che intendono capitalizzare la propria impresa.
 
La propensione all’investimento delle imprese sociali
La IV edizione dell’Osservatorio UBI Banca “Finanza e Terzo settore”, realizzata da UBI Comunità con il supporto scientifico di AICCON, si è concentrata su un tema particolarmente dibattuto nel mondo della cooperazione sociale: quello relativo alla finanza e agli strumenti finanziari dedicati alle realtà del terzo settore. Il rapporto in questo senso si è focalizzato proprio sulle relazioni esistenti tra cooperazione sociale, imprenditorialità sociale ed istituti di credito rispetto al tema “investimenti”, ponendo particolare attenzione al versante della domanda di strumenti finanziari. Proponiamo di seguito alcuni dati significativi – relativi alla cooperazione sociale in generale e, più nello specifico, alle imprese sociali con forma giuridica Srl.
 
Impresa sociale, la riforma tra narrazioni ed evidenze empiriche
Nel corso delle ultime settimane si sono susseguiti appelli ed esortazioni che invitano il Parlamento “a fare presto” e approvare in tempi brevi la riforma del Terzo Settore, evitando di “perdere ulteriore tempo” perché “il non profit non può aspettare”. Quali sono i motivi di tale urgenza? Quali sono i principali contenuti della riforma? E soprattutto quale idea di Terzo Settore e modello di impresa sociale la riforma intende realizzare? Cerchiamo di rispondere ad alcune di queste domande, concentrando la nostra attenzione sulla parte della riforma che interessa l’impresa sociale.
 
Il più bel lavoro del mondo: coltiva l’idea giusta!
“Il più bel lavoro del mondo” è il concorso di Make a Change per start up a scopo sociale o ambientale, giunto alla sua V Edizione. Come ogni anno il concorso selezionerà e supporterà le migliori idee, fino a portare il progetto vincitore a diventare vera e propria impresa sociale. Quest’anno con “Coltiva l’idea giusta!” si cercano idee imprenditoriali in ambito agroalimentare.
 
Cosa ci dice il fenomeno dell'impact investing a proposito dell'impresa sociale
Le ultime settimane sono state caratterizzate da numerosi interventi sul tema dell’impresa sociale e dell’impact investing. I toni della discussione sono stati particolarmente accesi, sia a causa delle diverse visioni che naturalmente possono sorgere su un tema così complesso che per la concomitante riforma del terzo settore. In questo contesto ci pare utile riprendere qualcuno dei miti circolanti a proposito di impresa sociale e provare a fissare qualche possibile risposta, grazie anche a quanto sta accadendo con l’affermarsi del movimento dell’impact investing.
 
Il non profit scommette sul lavoro somministrato
Il non profit entra nel mercato del lavoro somministrato, quello che fino a qualche tempo fa era chiamato “lavoro interinale”. Il Gruppo Cooperativo CGM, la più grande rete italiana di imprese sociali - 70 consorzi territoriali in tutte le regioni e 884 cooperative - ha infatti acquisito Cooperjob, agenzia per il lavoro fondata nel 2007 che opera soprattutto nei territori di Trentino, Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia, investendo all'incirca un 1 milione di euro. | Maurizio Di Lucchio, Nuvola del Lavoro, 16 giugno 2015
 
Le gambe corte dei nuovi rottamatori
Dopo gli interventi di Vincenzo Manes e Luciano Balboi, anche il professor Luca Fazzi interviene nel dibattito sulla riforma del Terzo Settore, sottolinenado come "diversamente da quanto propagandato, le imprese sociali non sono affatto organizzazioni al soldo del soggetto pubblico. Con la mercatizzazione si rischia che venga meno l’attenzione verso l’inclusione e la giustizia sociale".
 
Riforma terzo settore, Manes: “Non snaturiamo l’impresa sociale”
Dopo il franco botta e risposta tra Vincenzo Manes e Giovanna Melandri, a cui aveva fatto seguito un'intervento di Luciano Balbo, sulle pagine del Fatto Quotidiano continua il dibattitto sul futuro del Terzo Settore, ed in particolare sulla fisionomia dell'impresa sociale. Manes, consigliere pro bono del presidente del Consiglio per il Terzo Settore, torna a battere sul tasto della remunerazione del capitale investito nel no profit: "Lasciamo che i limiti restino e impegniamoci piuttosto a stimolare la raccolta di vero capitale paziente".
 
Impresa sociale: “Vera sfida è qualità dei servizi. Ecco perché filantropia non basta”
Dopo Giovanna Melandri, anche Luciano Balbo - presidente e fondatore di Oltre Venture, società di venture capital sociale - ha scelto di rispondere a Enzo Manes e inserirsi nel sempre più ampio dibattito sulla riforma dell'impresa sociale | Luciano Balbo, Il Fatto Quotidiano, 23 maggio 2015
 
Giotto non può essere solo un fiore all'occhiello. Ora servono politiche concrete e realizzabili
Dopo il convengo del 20 maggio, durante il quale è stato presentato il working paper 2WEL dedicato all'esperienza della Cooperativa Giotto di Padova, si è fatta più forte la convinzione che il lavoro in carcere non può rimanere un’opportunità riservata a pochi. "Va bene parlare di buoni esempi, ma ora cerchiamo di tradurre queste esperienze in politiche sociali pubbliche realizzabili, che permettano di realizzare concretamente quanto previsto dalla Costituzione". A dirlo è Nicola Boscoletto, presidente di Giotto.
 
Panettoni e call center, i lavoratori detenuti fanno risparmiare lo Stato
Su Linkiesta un articolo dedicato alla presentazione del working paper di 2WEL "Lavoro e perdono dietro le sbarre. La cooperativa Giotto nel carcere di Padova" presentato il 20 maggio nel carcere romano di Regina Coeli. | Marco Fattori, Linkiesta, 20 maggio 2015
 
Voltaire si è fermato a Padova, parola di bici & panettoni
Voltaire tra le altre diceva che «il grado di civiltà di un paese si misura osservando la condizione delle sue carceri». Possiamo quindi dire che il celebre filosofo francese deve essersi fermato a Padova. Questo perché il 20 maggio, con la partecipazione di autorevoli ospiti giunti da diversi paesi, sarà presentato il nuovo Working Paper della Collana 2WEL, Percorsi di Secondo Welfare, Forgiveness and Work behind Bars: Giotto in the Due Palazzi Prison of Padua. | Giulio Pasi, Il Sussidiario, 19 maggio 2015
 
La prospettiva della «quarta via»
C’è addirittura una quarta via per l’impresa sociale in Italia? E' l'interrogativo che emerge scorrendo il testo della delega al governo per la riforma del Terzo settore che, nel suo articolato, prevede anche il riordino dell’istituto giuridico relativo a quelle imprese che perseguono obiettivi di “interesse generale”. | La prospettiva della «quarta via»
 
Colonia Agricola: l’impresa sociale bio che muove l'economia
In Provincia di Treviso il progetto “Colonia Agricola” sviluppa percorsi terapeutici, riabilitativi e di integrazione sociale, valorizzando le risorse agricole e ambientali del territorio e creando posti di lavoro. Si tratta di un’impresa di bioagricoltura “sociale” dove la forza lavoro impiegata è costituita da persone in carico a istituzioni e/o servizi socio-sanitari locali. Una vera e propria colonia dove si coltivano prodotti biologici ed è possibile trovare una piccola fattoria sociale, una bottega agricola e un ristorante/caffatteria.
 
Impresa sociale: fine primo round
Sul sito di Iris Network Flaviano Zandonai riflette a caldo sull’approvazione in Commissione parlamentare del disegno di legge delega in materia di Terzo settore, impresa sociale e servizio civile, che segna la fine del "primo round" del processo di riforma. In attesa del secondo, che si giocherà in Parlamento per l’approvazione definitiva, e del terzo, che vedrà in campo il Governo con i decreti che completeranno la cornice tracciata dalla legge delega, Zandonai indica i punti più interessanti emersi nella prima fase dell'iter legislativo. Consigliamo vivamente la lettura. | Flaviano Zandonai, Iris Network, 19 marzo 2015
 
Casa della Memoria: il bilancio del primo anno
Circa un anno fa vi avevamo parlato dell’apertura della Casa della Memoria, realtà toscana che si rivolge a persone anziane con problemi legati all’insorgenza di declino cognitivo e/o fragilità legate alla perdita di memoria. Ad un anno dall’apertura abbiamo chiesto a Cristina Dragonetti, Presidente della Cooperativa Minerva, di provare a fare un bilancio della sperimentazione, o più esattamente un “bilancio di secondo welfare”, che tenga conto dell’andamento economico, dello sviluppo di rete e dell’impatto sociale provocato.
 
Senior cohousing in Trentino: l'esperienza di Casa alla Vela
In Trentino è nata recentemente "Casa alla Vela": una soluzione abitativa ai molteplici bisogni di anziani e studenti che sono qui ospitati - in un edificio di tre piani - gestito in una nuova forma di "abitare collaborativo" che coniuga insieme il modello del senior cohousing con una modalità legata alla soddisfazione di alcune esigenze delle giovani generazioni. Un esperimento di secondo welfare che, investendo sulla longevità attiva e nella solidarietà intergenerazionale, potrebbe aprire nuovi spazi di innovazione sociale e opportunità di mercato nel territorio.
 
Moratti: «Necessario investire nel welfare». Imprese sociali rappresentano il 5% del Pil
"Nei prossimi anni in Italia la differenza tra domanda e offerta di servizi pubblici legati al welfare varrà 70 miliardi di euro". E' questa la previsione avanzata da Letizia Moratti - intervenuta all’apertura dell’Executive master in creazione di business sostenibile organizzato dalla Trentino school of management, dall’Università di Trento e dal Center for business in society - la quale ha spiegato che "investire nel settore delle imprese non profit non è solo utile ma addirittura necessario". | Andrea Rossi Tonon, Corriere Sociale, 24 febbraio 2015
 

 
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