Oltre le etichette: For.B presenta il proprio Social Impact Report
La Cooperativa sociale For.B, con il supporto scientifico di Aiccon, nel corso del 2015 ha intrapreso un lungo percorso di valutazione del proprio operato per capire quale sia il reale impatto sociale ed economico generato sul territorio e sulla comunità. Il risultato di questo lavoro è il primo ‘Social Impact Report’ di un’impresa sociale italiana, che sarà presentato il prossimo 20 aprile a Forlì nel corso dell'evento "Dalla rendicontazione all’impatto. Il Social Impact Report di For.B".
 
ELYSE: il progetto europeo dedicato ai giovani imprenditori sociali
Quali sono le esigenze, le speranze e le difficoltà che si trovano ad affrontare i giovani che decidono di avviare un’impresa sociale? Di quale tipo di supporto avrebbero maggiormente bisogno? Qual è il modo migliore di offrirglielo? Sono questi i presupposti da cui parte il progetto ELYSE (European Learning for Youth in Social Entrepreneurship), che si pone l'obiettivo di sviluppare una ricerca sui giovani imprenditori sociali attivi in sei Paesi dell'Unione Europea.
 
Rapporto tra imprese sociali e mondo bancario: la fotografia dell'Osservatorio UBI Banca
È stato pubblicato il V Rapporto dell'Osservatorio UBI Banca su Finanza e Terzo Settore, che di anno in anno cerca di monitorare in maniera continuativa lo stato e l’evoluzione del fabbisogno finanziario del Terzo Settore italiano. L’indagine, realizzata con il supporto scientifico di AICCON, anche quest'anno presenta uno spaccato sui fabbisogni finanziari e le prospettive evolutive delle principali tipologie giuridiche delle organizzazioni non profit, offrendo anche un nuovo focus dedicato agli "ibridi organizzativi".
 
A Torino parte il progetto Youth Work Net
Il 16 marzo ha preso ufficialmente avvio Youth Work Net, progetto di politiche attive del lavoro pensato per i giovani tra i 18 e i 25 anni residenti nell'area torinese, promosso dalla Cooperativa Sociale Madiba e dalla Cooperativa Sociale I.So.La grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo. Per capire i dettagli dell'iniziativa ne abbiamo parlato con i suoi responsabili: Enrico Da Vià, Fabio di Falco e Andrea Panero Geymet.
 
Impact investing: la questione della misurazione nelle imprese sociali
Il tema dell’impact investing è ormai centrale nel dibattito sul futuro del welfare. E così, seppur con un certo ritardo rispetto ad altri Paesi, finalmente anche in Italia si iniziano a vedere valide riflessioni che possono contribuire a identificare gli strumenti di finanza sociale più adeguati al nostro contesto nazionale. Un significativo apporto in tal senso è fornito da un recente saggio curato da Stefano Zamagni, Paolo Venturi e Sara Rago, pubblicato nell’ultimo numero della rivista Impresa Sociale.
 
Il carcere rieduca se il lavoro è vero
Come avviene oggi la rieducazione dei detenuti nelle carceri italiane? I dati ufficiali sulla recidiva dicono che il 68,5% degli ex-detenuti commettono reati dopo essere usciti di prigione, numeri più realistici parlano dell’80% e oltre. I detenuti che durante il periodo in carcere hanno la possibilità di lavorare hanno invece una percentuale di recidiva molto più bassa della media, inferiore al 10%. Con il lavoro si aprono importanti opportunità di socializzazione e reinserimento, ma si apre anche un percorso individuale della scoperta di sé, della propria identità, e della relazione con l’altro. | Francesco Seghezzi e Michele Tiraboschi, Avvenire, 30 dicembre 2015
 
Secondo welfare, un tesoretto per le imprese sociali
In Italia c'è un mondo non profit “dimenticato”, il cui budget potrebbe finanziare (in investimenti o acquisti) le nasciture imprese sociali. A dirlo è Massimo Campedelli, dell’Istituto Dirpolis della Scuola Sant’Anna di Pisa: sul piatto ci sono 250 miliardi di euro. La somma è data da tre assi portanti dei cosiddetti secondo e terzo welfare: quella della previdenza complementare, quella della sanità integrativa e quella della spesa socio-sanitaria out of pocket.| Stefano Arduini, Vita, 25 novembre 2015
 
Un artigiano social per l’economia civile
Felice Meoli intervista Paolo Venturi, Direttore di Aiccon, sul rapporto tra mondo artigiano e economia civile, in cui sono emerse riflessioni molto interessanti sviluppate nel corso della XV edizione delle Giornate di Bertinoro. | Felice Meoli, Etica News, 28 ottobre 2015
 
È l’ora degli imprenditori sociali
Si può promuovere l’inclusione sociale senza perseguire contemporaneamente anche quella economica? La domanda non è di poco conto, se si considerano la crescita globale delle disuguaglianze, la portata dei fenomeni migratori, i loro riflessi sul welfare e sulle politiche dei Paesi più sviluppati. Uno dei pregi delle Giornate di Bertinoro per l’economia civile è quello di avere buon fiuto, nel senso di riuscire a intercettare trend di estrema attualità, se non addirittura di anticiparne l’evidenza. | Elio Silvia, Sole 24 Ore, 19 ottobre 2015
 
Istituire il prestito d’onore per gli imprenditori sociali
Il tema degli investimenti delle imprese sociali e degli strumenti per finanziarli è centrale nel dibattito che sta coinvolgendo operatori del settore, centri di ricerca ed attori politici. Ma piuttosto che seguire un approccio top down, lo sviluppo dell’economia sociale dovrebbe partire dal basso, valorizzando le risorse e le competenze di cui sono dotati i territori e le comunità. Ad esempio attraverso un prestito d’onore per gli imprenditori sociali destinato a finanziare i soci di cooperative ed imprese sociali in fase di start-up o di recente costituzione che intendono capitalizzare la propria impresa.
 
La propensione all’investimento delle imprese sociali
La IV edizione dell’Osservatorio UBI Banca “Finanza e Terzo settore”, realizzata da UBI Comunità con il supporto scientifico di AICCON, si è concentrata su un tema particolarmente dibattuto nel mondo della cooperazione sociale: quello relativo alla finanza e agli strumenti finanziari dedicati alle realtà del terzo settore. Il rapporto in questo senso si è focalizzato proprio sulle relazioni esistenti tra cooperazione sociale, imprenditorialità sociale ed istituti di credito rispetto al tema “investimenti”, ponendo particolare attenzione al versante della domanda di strumenti finanziari. Proponiamo di seguito alcuni dati significativi – relativi alla cooperazione sociale in generale e, più nello specifico, alle imprese sociali con forma giuridica Srl.
 
Impresa sociale, la riforma tra narrazioni ed evidenze empiriche
Nel corso delle ultime settimane si sono susseguiti appelli ed esortazioni che invitano il Parlamento “a fare presto” e approvare in tempi brevi la riforma del Terzo Settore, evitando di “perdere ulteriore tempo” perché “il non profit non può aspettare”. Quali sono i motivi di tale urgenza? Quali sono i principali contenuti della riforma? E soprattutto quale idea di Terzo Settore e modello di impresa sociale la riforma intende realizzare? Cerchiamo di rispondere ad alcune di queste domande, concentrando la nostra attenzione sulla parte della riforma che interessa l’impresa sociale.
 
Il più bel lavoro del mondo: coltiva l’idea giusta!
“Il più bel lavoro del mondo” è il concorso di Make a Change per start up a scopo sociale o ambientale, giunto alla sua V Edizione. Come ogni anno il concorso selezionerà e supporterà le migliori idee, fino a portare il progetto vincitore a diventare vera e propria impresa sociale. Quest’anno con “Coltiva l’idea giusta!” si cercano idee imprenditoriali in ambito agroalimentare.
 
Cosa ci dice il fenomeno dell'impact investing a proposito dell'impresa sociale
Le ultime settimane sono state caratterizzate da numerosi interventi sul tema dell’impresa sociale e dell’impact investing. I toni della discussione sono stati particolarmente accesi, sia a causa delle diverse visioni che naturalmente possono sorgere su un tema così complesso che per la concomitante riforma del terzo settore. In questo contesto ci pare utile riprendere qualcuno dei miti circolanti a proposito di impresa sociale e provare a fissare qualche possibile risposta, grazie anche a quanto sta accadendo con l’affermarsi del movimento dell’impact investing.
 
Il non profit scommette sul lavoro somministrato
Il non profit entra nel mercato del lavoro somministrato, quello che fino a qualche tempo fa era chiamato “lavoro interinale”. Il Gruppo Cooperativo CGM, la più grande rete italiana di imprese sociali - 70 consorzi territoriali in tutte le regioni e 884 cooperative - ha infatti acquisito Cooperjob, agenzia per il lavoro fondata nel 2007 che opera soprattutto nei territori di Trentino, Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia, investendo all'incirca un 1 milione di euro. | Maurizio Di Lucchio, Nuvola del Lavoro, 16 giugno 2015
 
Le gambe corte dei nuovi rottamatori
Dopo gli interventi di Vincenzo Manes e Luciano Balboi, anche il professor Luca Fazzi interviene nel dibattito sulla riforma del Terzo Settore, sottolinenado come "diversamente da quanto propagandato, le imprese sociali non sono affatto organizzazioni al soldo del soggetto pubblico. Con la mercatizzazione si rischia che venga meno l’attenzione verso l’inclusione e la giustizia sociale".
 
Riforma terzo settore, Manes: “Non snaturiamo l’impresa sociale”
Dopo il franco botta e risposta tra Vincenzo Manes e Giovanna Melandri, a cui aveva fatto seguito un'intervento di Luciano Balbo, sulle pagine del Fatto Quotidiano continua il dibattitto sul futuro del Terzo Settore, ed in particolare sulla fisionomia dell'impresa sociale. Manes, consigliere pro bono del presidente del Consiglio per il Terzo Settore, torna a battere sul tasto della remunerazione del capitale investito nel no profit: "Lasciamo che i limiti restino e impegniamoci piuttosto a stimolare la raccolta di vero capitale paziente".
 
Impresa sociale: “Vera sfida è qualità dei servizi. Ecco perché filantropia non basta”
Dopo Giovanna Melandri, anche Luciano Balbo - presidente e fondatore di Oltre Venture, società di venture capital sociale - ha scelto di rispondere a Enzo Manes e inserirsi nel sempre più ampio dibattito sulla riforma dell'impresa sociale | Luciano Balbo, Il Fatto Quotidiano, 23 maggio 2015
 
Giotto non può essere solo un fiore all'occhiello. Ora servono politiche concrete e realizzabili
Dopo il convengo del 20 maggio, durante il quale è stato presentato il working paper 2WEL dedicato all'esperienza della Cooperativa Giotto di Padova, si è fatta più forte la convinzione che il lavoro in carcere non può rimanere un’opportunità riservata a pochi. "Va bene parlare di buoni esempi, ma ora cerchiamo di tradurre queste esperienze in politiche sociali pubbliche realizzabili, che permettano di realizzare concretamente quanto previsto dalla Costituzione". A dirlo è Nicola Boscoletto, presidente di Giotto.
 
Panettoni e call center, i lavoratori detenuti fanno risparmiare lo Stato
Su Linkiesta un articolo dedicato alla presentazione del working paper di 2WEL "Lavoro e perdono dietro le sbarre. La cooperativa Giotto nel carcere di Padova" presentato il 20 maggio nel carcere romano di Regina Coeli. | Marco Fattori, Linkiesta, 20 maggio 2015
 

 
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