TERZO SETTORE /
Il nuovo welfare non è più affar di Stato. Serve un sistema integrato
Giuseppe Guerini, Vita, 16 marzo 2018
19 marzo 2018

«A fianco di misure fiscali, che favoriscano la possibilità di fare emergere il lavoro nero largamente diffuso nelle prestazioni di cure domiciliari», sottolinea Giuseppe Guerini, presidente Federsolidarietà e portavoce Alleanza delle cooperative sociali, «dobbiamo impostare un sistema di assicurazioni e di welfare integrativo, di carattere mutualistico, che aiuti a preparare una rete di protezione per i non autosufficienti di domani, coinvolgendo famiglie, comunità, Terzo settore e imprese».

Secondo Guerini, rendere sostenibile il sistema di protezione sociale del nostro Paese sarà la grande sfida che non solo le forze politiche, ma l’intero sistema Paese, dovranno affrontare insieme col prossimo Governo.

L’introduzione del Reddito di Inclusione, rappresenta un intervento necessario, ma purtroppo non sufficiente per mutare direzione alla deriva della crescita delle diseguaglianze. Per questo - secondo il presidente di Federsolidarietà - sarà fondamentale il coinvolgimento delle persone, delle comunità locali, delle famiglie, dei lavoratori, soprattutto di quelli autonomi e delle Pmi, e delle varie realtà del Terzo settore. Solo in questo modo si riuscirà a rendere innovativo un sistema di protezione sociale che attualmente è prevalentemente concentrato sui trasferimenti monetari e dimentica le disabilità, trascura completamente adolescenti e giovani, non riesce a prendere in considerazione le famiglie come nuclei, se non per farne motivo di affermazioni ideologiche di tutela formalistica.


Il nuovo welfare non è più affar di Stato. Serve un sistema integrato
Giuseppe Guerini, Vita, 16 marzo 2018