TERZO SETTORE / Fondazioni
Quanto è smart la Provincia di Cuneo?
La Fondazione CRC ha presentato i risultati di un’indagine sul livello di “smartness” dei Comuni e dei territori della “Granda”
07 luglio 2017

La Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo), grazie al suo Centro Studi, conduce numerose ricerche che coinvolgono il territorio di Cuneo e la sua provincia. Al termine di queste indagini sono pubblicati dei rapporti – denominati Quaderni – per divulgare ai cittadini e agli enti locali i principali risultati. Il 5 luglio 2017 si è tenuta la presentazione del 32° Quaderno realizzato dalla Fondazione CRC, intitolato “Granda e Smart. Esperienze smart in provincia di Cuneo”.


Il livello di “smartness” dei comuni in provincia di Cuneo

In relazione al futuro delle città e dei territorio, il tema della smart city è da alcuni anni al centro del dibattito internazionale. Per questa ragione, la Fondazione CRC ha promosso nel 2016 un’indagine – realizzata in collaborazione con le Fondazioni Torino Smart City e Torino Wireless – che ha cercato di stimare il livello di “smartness” della provincia di Cuneo. In particolare, con lo scopo di ricavare informazioni utili sul territorio in questione, la ricerca ha analizzato dieci ambiti di riferimento: dalla connettività all’ambiente, dall’energia all’economia, dalla mobilità alla qualità della vita, ma anche cultura, cittadini, governance e pianificazione.

In base all’analisi il punteggio medio ossia l’ipotetico livello complessivo di smartness della “Granda”, il nome con cui in piemontese è chiamata la Provincia di Cuneo), è pari a 32,9/100 e, anche considerando la smartness per abitante, si arriva solo a 47,8/100. La sufficienza ipotetica caratterizza solo i Comuni maggiori: Alba (83,8), Cuneo (81,5), Saluzzo (72,9), Bra (69,6), Fossano (69,0), Savigliano (65,9) e Mondovì (58,3).

Tuttavia una lettura più dettagliata fa emergere indicazioni davvero interessanti e utili soprattutto in ottica futura:

  • il livello di smartness della maggioranza dei comuni della provincia è comunque superiore a quello prevedibile;
  • non esiste una correlazione così lineare tra livello di smartness e dimensione dei Comuni;
  • se in cinque settori i punteggi dei comuni sono nella soglia inferiore (connettività, economia, mobilità, energia e persone), per gli altri cinque i punteggi ricadono quasi esclusivamente sulla soglia media e superiore (ambiente, qualità della vita, cultura, governo e pianificazione);
  • infine, molte delle azioni necessarie a innalzare la media dei punteggi dei diversi settori non sono collegate a livelli elevati di investimento, oppure potrebbero essere finanziate attraverso programmi europei, nazionali e regionali.


Le policy future

Considerando la rilevanza che il tema della smart city avrà nel prossimo futuro e tenendo conto delle peculiarità del territorio in questione, in conclusione, lo studio fornisce alcune indicazioni per gli stakeholder locali. In primo luogo sarà decisiva la diffusione di una cultura dell’innovazione, del digitale e della smartness: in altre parole, le amministrazioni, gli enti collegati, le imprese e anche i cittadini dovranno compiere uno sforzo per arrivare a essere maggiormente preparati e autonomi nella gestione delle tematiche relative all’innovazione.

Un altro aspetto di fondamentale importanza verso lo sviluppo dei territori è incentrato sulla capacità di definire, gestire e valorizzare un progetto, gestendo le competenze progettuali e strutturando un coordinamento tra funzioni, attori e settori in chiave smart. A questo deve fare seguito un superamento degli interessi locali e degli individualismi: l’affermazione di una cultura della condivisione, capace anche di facilitare la comunicazione e la condivisione delle esperienze, rappresenta una dinamica cruciale per il presente e per il futuro prossimo.


Riferimenti

Granda e smart. Esperienze di smart city in provincia di Cuneo, Quaderno 32, Centro Studi Fondazioni CRC 

 

 


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