TERZO SETTORE / Fondazioni
La nuova strategia di Fondazione Cariplo per rafforzare la filantropia comunitaria
Filippo Petrolati ci spiega gli obiettivi e i primi risultati del piano triennale dedicato alle Fondazioni di Comunità
28 giugno 2016

Sono nate negli Stati Uniti all’inizio del Novecento e si sono diffuse progressivamente in tutto il mondo. Le Fondazioni di Comunità, sono istituzioni filantropiche che si propongono di migliorare la qualità della vita nei territori in cui operano, aggregando risorse provenienti dalla comunità e orientandole verso iniziative volte a rispondere ai bisogni dei cittadini. Questi enti si configurano come veri e propri protagonisti del secondo welfare a cui, non a caso, abbiamo dedicato numerosi approfondimenti e alcuni capitoli del primo e del secondo rapporto sul secondo welfare in Italia.

Fondazione Cariplo è senza dubbio la realtà che, nel nostro Paese, ha dato maggiore impulso alla diffusione di queste organizzazioni, avendo contribuito, tra il 1998 e il 2007, alla costituzione e allo sviluppo di 15 Fondazioni di Comunità, che operano in Lombardia e nelle province piemontesi di Novara e del Verbano Cusio Ossola. Una scelta che, stando ai numeri, finora ha portato a risultati importanti: nel 2015 il patrimonio di queste Fondazioni comunitarie ha complessivamente superato la soglia dei 255 milioni di euro; nello stesso anno sono state raccolte oltre 7.000 donazioni, per un valore totale di 12 milioni di euro, ed erogati 23,4 milioni di euro, a favore di oltre 1.800 interventi, prevalentemente nell’ambito dell’assistenza sociale, delle attività culturali e della tutela del patrimonio artistico e ambientale.

Fondazione Cariplo ha recentemente deciso di rafforzare il rapporto con le Fondazioni Comunitarie, varando una nuova strategia triennale che punta a valorizzarne il ruolo nei diversi contesti locali. Ne abbiamo parlato con Filippo Petrolati, referente in Fondazione Cariplo del progetto per le Fondazioni di Comunità.


Perché Fondazione Cariplo ha deciso di rilanciare i rapporti con le Fondazioni di Comunità?

Perché riteniamo che le 15 Fondazioni di Comunità possano giocare un ruolo sempre più strategico e operativo nella costruzione di nuovi sistemi di welfare locale, in cui enti pubblici, soggetti privati e comuni cittadini possano mettere a disposizione risorse e competenze per fornire le risposte più efficaci ai bisogni delle proprie comunità. L’occasione per il rilancio e il consolidamento dei rapporti è nata a fine 2014 con l’iniziativa “Welfare di Comunità e Innovazione Sociale”, giunta quest’anno alla terza edizione e su cui Fondazione Cariplo investirà complessivamente 30 milioni di euro. Le Fondazioni di Comunità in questo progetto stanno interpretando un ruolo fondamentale, in quanto promotrici di network territoriali e catalizzatrici di risorse, beni e servizi funzionali alla realizzazione degli obiettivi e alla loro sostenibilità futura.

Così, anche in forza di questo rinnovato protagonismo, all’inizio del 2015 è stato avviato un progetto di rafforzamento del sistema delle Fondazioni di Comunità, al fine di svilupparne le potenzialità, con interventi di capacity building, azioni di sistema e progettualità comuni. In questo momento storico, dopo più di 15 anni dalla costituzione della prima Fondazione di Comunità, intendiamo promuovere e valorizzare la rete delle Fondazioni di Comunità, mettendo a fattor comune le esperienze e le conoscenze, sperimentando nuove iniziative e progettualità, pur tenendo sempre presenti le autonomie e le peculiarità di ciascuna Fondazione e i bisogni delle specifiche comunità territoriali.

L’obiettivo è quello di sviluppare una piattaforma di lavoro comune sulla base di un’identità e di una mission condivise; lavorare insieme, per trovare i migliori assetti organizzativi e gestionali al servizio del territorio e per rispondere ai bisogni degli enti e dei cittadini, promuovendone la crescita sociale ed economica, ma anche civile e culturale, attraverso lo strumento del dono come forma di responsabilità e partecipazione alla vita delle comunità di riferimento.


Come sta avvenendo questa operazione di rilancio e di valorizzazione della rete e del sistema delle Fondazioni di Comunità?

Stiamo operando attraverso un sistema di coordinamento e di governance molto partecipato, che vede tre Referenti di Fondazione Cariplo e tre delle Fondazioni Comunitarie riuniti in una Cabina di Regia che, ogni anno, propone al CdA di Fondazione Cariplo un piano di interventi necessari al potenziamento e allo sviluppo delle attività della Fondazioni locali.

La Cabina di Regia non è un luogo “autarchico”, ma è aperta, ricettiva e si avvale continuamente della collaborazione di tutte le Fondazioni, che di volta in volta partecipano a seconda dei temi trattati o che, nel corso di incontri plenari organizzati periodicamente, hanno la possibilità di proporre istanze e suggerimenti sulle diverse attività che stiamo portando avanti.

Inoltre, tra settembre e dicembre 2015, il Direttore Generale Sergio Urbani, che segue direttamente il progetto e i Referenti Cariplo della Cabina di Regia – oltre a me ci sono Benedetta Angiari dell’Area Servizi Alla Persona, Andrea Rebaglio, vice direttore del settore Arte Cultura, e Dario Bolis, Direttore dell’Ufficio Comunicazione – si sono recati presso tutte le 15 Fondazioni di Comunità per condividere gli obiettivi e le strategie di questo nuovo corso, ma anche per raccogliere i suggerimenti degli organi di governo di ciascuna Fondazione.


Nel concreto come si declinano questi obiettivi e queste nuove strategie?

Grazie al Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cariplo e al lavoro della Cabina di Regia sono stati elaborati nuovi regolamenti relativi all’attività erogativa delle Fondazioni di Comunità. L’intento è quello di garantire flessibilità in base alle esigenze territoriali, ma anche di mantenere entro parametri e finalità comuni l’utilizzo delle risorse di Fondazione Cariplo: le Erogazioni Territoriali e gli ex Emblematici Minori, che ora abbiamo denominato semplicemente “Emblematici Provinciali”.

Le Erogazioni Territoriali sono risorse – 14.554.000 euro l’anno - che Fondazione Cariplo assegna alle Fondazioni di Comunità per promuovere Bandi sul territorio a sostegno di progettualità di piccole o medie dimensioni - da circa 20.000 a circa 50.000 euro - complementari agli interventi di Cariplo e a favore dell’assistenza sociale, dell’attività culturali e/o del patrimonio ambientale. Sono progetti per cui è sempre richiesta una forma di cofinanziamento da parte degli enti richiedenti e che spesso hanno un obiettivo di raccolta da raggiungere grazie al supporto e alle donazioni della cittadinanza. Questo è un elemento importante: non dimentichiamo che le Fondazioni di Comunità sono in primo luogo intermediari filantropici che promuovono la cultura del dono sul loro territorio di riferimento, per realizzare progetti di riconosciuta e partecipata utilità sociale.

Gli Emblematici Provinciali sono invece risorse - 6.500.000 euro l’anno - gestite da Fondazione Cariplo in modo congiunto con le Fondazioni di Comunità. Si tratta di 500.000 euro per ognuno dei 13 territori provinciali su cui operano le Fondazioni (è esclusa la provincia di Milano) destinati ad interventi capaci di esprimere valori filantropici significativi e di dimensioni idonee a generare un impatto positivo sulla qualità della vita e sullo sviluppo economico e sociale della comunità. Gli obiettivi di questi Bandi sono quelli del documento programmatico pluriennale di Fondazione Cariplo 2013-2018 (comunità, giovani e benessere) ma ogni anno le Fondazioni possono decidere di concentrarsi su uno specifico ambito di attività, in modo da potenziare l’impatto prodotto e diffondere più facilmente ed efficacemente i risultati ottenuti.

Come ho già detto, per entrambi gli strumenti nel 2015, sono stati elaborati nuovi regolamenti interni, che ridefiniscono finalità, settori di intervento e processi istruttori e che periodicamente, insieme alle Fondazioni di Comunità, andremo a rivedere e perfezionare, in un’ottica evolutiva e secondo le priorità che verranno stabilite.

Sempre nel corso del 2015 è stato costituito un Gruppo di Lavoro per realizzare una Campagna Lasciti Testamentari a favore delle Fondazioni di Comunità.  I dati del Quaderno del nostro Osservatorio “Il valore potenziale dei lasciti in beneficenza” al momento ci confermano che è un’opportunità interessante per non disperdere ricchezza e per poterla mettere a frutto a favore delle future generazioni. Si tratta di miliardi di euro su scala regionale e nazionale che potrebbero essere utilizzati per sostenere enti e cause che rispecchiano i valori e gli ideali dei testatori. Tutti i cittadini, più o meno facoltosi, avranno la possibilità di lasciare risorse in fondi garantiti e dedicati già presenti all’interno delle Fondazioni di Comunità, oppure potranno costituirne di nuovi, delle “piccole fondazioni nella Fondazione”, senza costi, in modo efficace, flessibile e personalizzato.

È stata inoltre elaborata una strategia triennale di comunicazione che prevede azioni congiunte e di sistema per elevare la notorietà delle Fondazioni di Comunità. Questa è stata sviluppata sulla base di una mappatura degli strumenti e delle attività comunicative di ciascuna Fondazione, che ha permesso di stabilire gli ambiti su quali puntare maggiormente. In questo senso, nel corso del 2015, è stata avviata un’attività di formazione social e digital advertising dedicata a chi all’interno delle diverse fondazioni si occupa degli aspetti comunicativi. Inoltre stiamo implementando anche una rassegna e un ufficio stampa condivisi in modo da sfruttare alcune economie di scala anche nella definizione di pre-elaborati personalizzabili da ciascuna Fondazione (rapporti annuali, leaflet per la promozione dei progetti su cui si intende raccogliere fondi, etc…).

Un altro elemento interessante di cui credo sia opportuno parlare è il Bando Welfare in Azione, cui ho accennato all’inizio: in tutte le edizioni si è avuto un coinvolgimento diretto di molte Fondazioni di Comunità, che si sono messe in gioco per sostenere le reti e sviluppare strumenti che dovrebbero garantirne la sostenibilità nel tempo. Fondazione Cariplo ha voluto organizzare momenti di confronto per rafforzare l’impegno delle Fondazioni Comunitarie su questo fronte, in particolare per quel che riguarda le attività di fundraising necessarie al sostegno dei progetti che hanno ottenuto i finanziamenti. Lo dimostra il fatto che attualmente 12 Fondazioni su 15 hanno costituito al loro interno un fondo corrente dedicato al cofinanziamento dei progetti vincitori del bando, attraverso cui mettono a disposizione una rete di relazioni e contatti per aumentare le risorse a disposizione.

Altro passo importante compiuto nel corso dello scorso anno è stato l’avvio di una riflessione sugli assetti statutari, che ha portato alla revisione di alcuni Statuti delle Fondazione Comunitarie, con l’intento di comporre assetti di governance più efficaci ed efficienti e di rafforzare il legame con Fondazione Cariplo, anche attraverso nomine dirette negli organi di amministrazione e di controllo.


Quali sono le prospettive del progetto per l’immediato futuro?

Nel mese di gennaio 2016, dopo il lavoro propedeutico dello scorso anno e la selezione della proposta comunicativa, ha preso ufficialmente avvio la Campagna Lasciti Testamentari a favore delle Fondazioni di Comunità. Al momento non vi posso fornire anticipazioni sul claim e sul messaggio comunicativo, è una sorpresa. Posso però dirvi che non sarà una semplice campagna di comunicazione e che seguiremo da vicino le Fondazioni, che potranno periodicamente confrontarsi su metodi, strumenti e strategie e avvalersi del contributo professionale di Stefano Malfatti, che ci accompagna in questo percorso e che ha vinto l’Italian Fundraising Award 2014 e il Global Fundaraising Award proprio per il suo impegno e i risultati ottenuti nell’ambito dei lasciti testamentari a favore di organizzazioni non profit.

A partire da febbraio sono stati organizzati percorsi di formazione e consulenza che permetteranno alle Fondazioni di Comunità di gestire e sviluppare in modo autonomo e personalizzato, sui propri territori, la campagna lasciti. Al momento stiamo producendo tutti i materiali e abbiamo richiesto il patrocinio del Notariato. Entro l’estate contiamo di poter iniziare, e stiamo valutando un evento di lancio tra settembre e ottobre 2016. Ritengo che questa campagna sarà per le Fondazioni Comunitarie una delle iniziative più interessanti nei prossimi anni, sia per quanto riguarda il possibile reperimento di risorse e relativo incremento patrimoniale a servizio delle comunità sia per l’esperienza e la conoscenza che il personale e gli organi delle Fondazioni acquisiranno.

Stiamo poi già sperimentando il nuovo regolamento delle erogazioni territoriali che sarà incentrato sull’impegno della Fondazione e degli enti nella raccolta fondi a sostegno dei progetti. Per quel che riguarda gli Emblematici Provinciali, invece, alcune Fondazioni proporranno il tema della “Cura dei Beni Comuni”, che è considerato trasversale rispetto alle classiche aree di intervento di Cariplo (Cultura, Servizi alla persona, Ricerca scientifica e Ambiente, nda) e che permetterebbe alle stesse Fondazioni di giocare un ruolo di primo ordine anche nel catalizzare risorse a favore della sostenibilità degli interventi. L’idea è quella di puntare su interventi di coprogettazione e cogestione pubblico-privata per il recupero, la trasformazione e la rigenerazione di beni comuni, migliorandone e sviluppandone la fruibilità attraverso iniziative partecipate dai cittadini dei diversi territori.

A partire da quest’anno sarà inoltre implementato World Cafè Method, una strategia nata a metà degli anni Novanta in California per incoraggiare discussioni e scambi di idee su alcuni temi di rilevanza comune e per sviluppare nuove conoscenze: intendiamo infatti promuovere lo scambio delle buone pratiche realizzate in questi anni sui territori, creando anche un archivio consultabile, e il riconoscimento di alcune priorità di intervento o di approfondimento per sviluppare nuovi strumenti e servizi su logiche e strategie comuni.

A fine 2016 con le Fondazioni Comunitarie proveremo anche a sviluppare nuove strategie di comunicazione per arrivare ai cittadini comuni e non solo agli addetti ai lavori. Organizzeremo dei momenti di festa, prendendo spunto dal Festival della Filantropia organizzato da Fondazione Cariplo nell’ottobre 2015. Partiamo a ottobre con i primi due eventi che si svolgeranno nei territori delle Fondazioni di Bergamo e Nord Milano. Non appena avremo le date di tutti gli altri eventi le comunicheremo e ci auguriamo di coinvolgere in modo attivo cittadini, famiglie e bambini in un momento di festa che possa allo stesso tempo anche diffondere la cultura della filantropia e del dono quale strumento di crescita e sviluppo delle comunità.

Sempre in tema di comunicazione, nel corso dell’anno abbiamo avviato la piattaforma di storytelling del progetto “Welfare in Azione” che racconta le iniziative, le attività e le esperienze realizzate, anche grazie al contributo e al sostegno delle Fondazioni di Comunità. Credo che la nuova frontiera sia quella di provare a raccontare meglio quello che facciamo, perché la persone hanno bisogno di capire meglio e nel concreto la nostra attività e le modalità con cui operiamo con e per le nostre comunità di riferimento; insomma bisogna cominciare a parlare di risultati e di impatto, questo porterà ad avvicinare nuovi potenziali donatori.


Guardando più in là nel futuro, quale pensa possa essere l’impatto di questo nuovo progetto di Cariplo sulle Fondazioni Comunitarie?

Su questo impianto di iniziative prevediamo di mantenere un’azione di monitoraggio costante: in questo modo saremo in grado di valutare l’efficacia delle nostre attività ed eventualmente di apportare dei correttivi in corsa, in un’ottica di miglioramento continuo. Alcuni indicatori, soprattutto quantitativi, saranno di facile reperimento (incremento del patrimonio, delle donazioni e delle erogazioni), ma saremo bravi se riusciremo ad incrociare questi dati anche con indicatori qualitativi e di impatto sociale, culturale e ambientale sulle comunità di riferimentoÈ una sfida ed è un percorso che affronteremo insieme alle Fondazioni di Comunità perché siano un soggetto di welfare e un punto di riferimento locale per tutti gli attori pubblici e privati del territorio (convenzionali e non), in particolare per le imprese e i cittadini che intendono vivere l’esperienza del dono. I risultati nel breve e medio periodo verranno messi a disposizione, a livello nazionale e internazionale, di chi intenda approfondire la conoscenza delle Fondazioni di Comunità: la nostra esperienza, le nostre competenze e quanto avremo imparato di nuovo diverranno patrimonio comune.

#ASviS #SmartCity #Partnership

 


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Optimy | 10.05.2017
Il tuo articolo è davvero interessante! Anche noi ad Optimy crediamo che le fondazioni di comunità siano dei veri e propri protagonisti del mondo filantropico, e abbiamo approfondito il loro studio a riguardo intervistando la Presidente di Fondazione di Comunità del Canavese, Vittoria Burton, qui: http://blog.optimy.com/it/parola-esperti-fondazioni-di-comunita-e-gestione-richieste-finanziamento
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